“Il comunicato del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata, Piergiorgio Quarto, sul rinnovo del contratto scuola conferma che il Governo Meloni ha già avviato la propria campagna elettorale, scegliendo però ancora una volta la strada della propaganda invece di confrontarsi con la realtà vissuta ogni giorno dal personale scolastico”.
Lo dichiara Domenico Schiavo, consigliere provinciale di Basilicata Casa Comune.
“Fratelli d’Italia prova a presentare come un risultato straordinario aumenti salariali che, nella realtà, non riescono nemmeno a compensare interamente l’inflazione accumulata negli ultimi anni. Docenti, personale Ata e dirigenti scolastici continuano a perdere potere d’acquisto mentre il Governo costruisce una narrazione trionfalistica utile più ai comunicati politici che alle famiglie e ai lavoratori della scuola.
Quarto parla di attenzione verso la scuola pubblica, ma evita di dire che gli aumenti annunciati sono importi lordi e che nelle buste paga reali le cifre saranno molto più basse. Allo stesso modo, gli arretrati non rappresentano un regalo del Governo, ma somme dovute per il ritardo con cui si è arrivati al rinnovo del contratto.
La situazione reale della scuola italiana e lucana è ben diversa da quella raccontata da Fratelli d’Italia: personale insufficiente, precariato ancora diffuso, carichi burocratici crescenti e scuole delle aree interne sempre più penalizzate dallo spopolamento e dalla riduzione dei servizi. Nei piccoli comuni della Basilicata la scuola continua a rappresentare un presidio sociale fondamentale, ma invece di investimenti strutturali si preferisce costruire slogan elettorali.
È offensivo spacciare questi aumenti come una rivoluzione per chi ogni giorno tiene in piedi il sistema scolastico tra enormi difficoltà. Gli insegnanti, il personale Ata e i dirigenti scolastici chiedono rispetto, stabilità e stipendi adeguati al costo reale della vita, non operazioni di propaganda.
Difendere davvero la scuola pubblica significa investire seriamente sul futuro del Paese e delle aree interne, non utilizzare dati parziali per alimentare una campagna elettorale permanente”.
Conclude Schiavo: “La scuola italiana merita verità, programmazione e risorse concrete. Tutto il resto resta propaganda costruita lontano dai problemi reali di chi vive ogni giorno il mondo dell’istruzione”.

