Il Capogruppo del Pd: si può scegliere di non far alcun passo avanti, oppure difendere un principio da mettere in cammino in questo processo. Questo è stato il mio contributo che ha portato a un obiettivo rilevante. Ringrazio tutte e tutti per lo sforzo.
“La politica consegna dinamiche che sono fisiologiche, ma va preservato il valore delle cose che si fanno, e soprattutto se si fanno nell’interesse generale, e in questo caso nell’ambito della salute e del ruolo della donna nella società. Ci sono battaglie che si fanno, anche dall’opposizione, che devono misurare avanzamenti soprattutto in un campo che incrocia la sfera individuale, sociale e culturale. L’iniziativa mossa dal collega Vizziello, e in particolare dalle colleghe Araneo e Verri, ha avuto il merito di porre all’attenzione del dibattito il tema del social freezing”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che aggiunge:
“A queste iniziative è seguita una norma da me depositata in Consiglio, trasformata in ordine del giorno e di fatto recepita con Delibera di Giunta regionale n. 174 del 02/04/2026. Aggiungo che in IV Commissione, in occasione dell’ultima seduta in cui era all’ordine del giorno la proposta del social freezing, alla presenza della presidente della Commissione Pari Opportunità, delle consigliere di parità regionale e provinciale e di una rappresentanza associativa qualificata per storie e competenze, ho posto il tema, a cui ho poi dato seguito, che sarebbe stato opportuno, per fare passi avanti, partire prima con l’attività di screening per poi definire criteri di accesso, oltre il parametro Isee”.
“Ci è sembrato un approccio – sottolinea Lacorazza – che incrociasse un percorso più calibrato e concreto, visto che le risorse richieste dalla proposta di legge per il social freezing avrebbero potuto garantire questa possibilità a poche decine di donne. Altro elemento che vorrei non sfuggisse, oltre il limite economico, è quello politico, si può scegliere di non far alcun passo avanti, oppure difendere un principio da mettere in cammino in questo processo. Questo è stato il mio contributo che ha portato a un obiettivo rilevante. E tuttavia, da dichiarazioni pubbliche a seguito del confronto avuto in IV Commissione, mi pare che dal M5S fosse stato legittimamente non condiviso”.
“A seguito dell’approvazione della D.G.R. n. 174/2026 – conclude – ho mantenuto l’impegno e depositato anche l’emendamento sulla Pdl Araneo – Verri, come già annunciato in Commissione, inoltre preannuncio, con la stessa coerenza e concretezza, che analoga cosa ho fatto sulla Pdl Fazzari – Morea affinché, a seguito delle attività di screening, percorso di fatto già avviato, sia introdotta la possibilità del social freezing”.

