Di seguito la nota inviata da Domenico Schiavo, Consigliere Provinciale Basilicata Casa Comune in replica alla nota diffusa da Ugl Matera.
Preferite continuare a difendere un sistema di potere vecchio, logoro e autoreferenziale, invece di affrontare le vere domande che ogni giorno i cittadini lucani pongono con crescente preoccupazione.
Angelo Chiorazzo e Basilicata Casa Comune non stanno facendo alcuna “macchina del fango”: stanno chiedendo trasparenza, chiarezza e correttezza nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Ed è proprio questo che dà fastidio a chi oggi governa la Regione.
Spiace constatare come anche UGL Matera abbia scelto di intervenire con toni che sembrano più orientati alla difesa dell’attuale sistema politico che alla tutela reale dei cittadini e dei lavoratori lucani. Un sindacato dovrebbe occuparsi delle emergenze sociali, occupazionali e del disagio crescente che attraversa la Basilicata, non liquidare come “fango” richieste legittime di trasparenza e controllo democratico.
Dietro la retorica della “rinascita”, delle inaugurazioni annunciate in pompa magna e degli slogan istituzionali, i lucani vedono una realtà ben diversa: una Basilicata che continua a perdere giovani, lavoro, servizi e dignità. Mentre si raccontano favole sul futuro, interi territori restano abbandonati, la sanità è in crisi, le infrastrutture ferme e le famiglie costrette a fare i conti con precarietà e spopolamento.
Chi oggi attacca Chiorazzo dimostra di temere un’opposizione seria, autonoma e radicata nei problemi reali della gente. Perché chiedere conto di finanziamenti, rapporti politici e scelte amministrative non significa remare contro la Basilicata: significa difendere i cittadini da un sistema che troppo spesso ha preferito propaganda e consenso ai risultati concreti.
Il punto politico è semplice e chiarissimo: da una parte c’è chi vuole continuare con il vecchio modello fatto di annunci, clientele e gestione del potere; dall’altra c’è chi prova a costruire una Basilicata nuova, fondata su legalità, controllo democratico, giustizia sociale e partecipazione.
Altro che rancore politico.
Qui c’è una comunità che non accetta più di essere presa in giro.
E se qualcuno pensa di liquidare ogni critica come “fango”, allora significa che non è più abituato al confronto democratico. In democrazia chi governa deve rispondere delle proprie scelte, non pretendere applausi incondizionati.
La verità è che sempre più lucani stanno comprendendo che il cambiamento vero non passa dagli slogan, ma dal coraggio di rompere con pratiche politiche vecchie e consumate che hanno impoverito la Basilicata per troppo tempo.

