San Fele Futura attacca lAmministrazione Comunale di San Fele: “L’acqua è poca e Sperduto galleggia, 5 anni di nulla, nessuna risposta, nessuna vergogna”. Di seguito la nota integrale.
Sono passati mesi dal nostro ultimo appello, ma nulla è cambiato. Nessuna novità, nessun cantiere, nessuna parola che valga come impegno concreto. La vicenda del potenziamento del sistema idrico nelle contrade Palazzuolo, Fondone e Boschetto resta esattamente dov’era: ferma, sospesa, dimenticata.
Da oltre cinque anni dopo l’assegnazione di un finanziamento di 243.000 euro, il progetto continua a non vedere la luce, e i cittadini restano prigionieri di una condizione indegna di un paese civile: l’acqua non è potabile. Un’amministrazione che si limita a “riferire” senza mai agire, che invoca la burocrazia come scudo per giustificare la propria inerzia, ha smarrito il senso stesso della responsabilità pubblica.
Ricordiamo che il Comune, riconoscendo di non avere le competenze per gestire direttamente l’intervento, aveva sottoscritto una convenzione con Acquedotto Lucano S.p.A. per la progettazione e la direzione dei lavori. Da allora, un silenzio tombale. Nessuna comunicazione ufficiale, nessun cronoprogramma, nessuna trasparenza.
La promessa di un servizio essenziale si è trasformata in una pagina vuota della storia amministrativa di San Fele.
Dura la presa di posizione dei consiglieri comunali Giusy Di Giacomo e Carmine Carnevale del gruppo San Fele Futura: “Non si può amministrare un paese ignorando i bisogni primari della sua gente. Da cinque anni assistiamo a un teatrino fatto di parole, rinvii e giustificazioni. È l’ennesima prova di un modo di governare che vive di slogan e non di fatti. L’acqua potabile non è un favore, è un diritto. E quel diritto, oggi, viene negato”.
Le contrade Palazzuolo, Fondone e Boschetto non sono periferie minori: sono parte viva della comunità sanfelese, dove vivono famiglie, anziani, bambini. Eppure, sono trattate come territori di serie B, condannati al silenzio istituzionale e all’abbandono amministrativo. La gestione dell’acqua è la misura del rispetto che un’amministrazione ha per i suoi cittadini.
E a San Fele, quel rispetto sembra essersi prosciugato insieme alla fiducia.
Si parla tanto di “rilancio”, di “borgo dei borghi”, di “valorizzazione del territorio”, ma come può esserci sviluppo dove manca l’acqua potabile? Senza acqua, non c’è futuro.
È tempo che il Comune pretenda risposte da Acquedotto Lucano, e non si limiti a subirne i ritardi. È tempo che si verifichi dove sono finiti quei 243.000 euro, e perché, dopo cinque anni, il progetto non è neanche visibile.
San Fele Futura continuerà a denunciare, a vigilare e a incalzare chi governa. Perché la politica, quella vera, non si misura con i tagli del nastro o le fotografie di rito: si misura con i servizi che garantisci e con i diritti che difendi.
L’acqua è vita. Ma qui, a San Fele, è diventata il simbolo dell’immobilismo e dell’inefficienza. E noi non abbiamo alcuna intenzione di tacere.

