Riportiamo di seguito la nota del Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi in replica alla nota riportata in basso dei Consiglieri regionali Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello.
“Assistere ancora una volta a una parte dell’opposizione (che, peraltro, si definisce “la più moderata”) scadere nell’invettiva a scapito del confronto, preferire il linguaggio scomposto alla proposta concreta, è il segno di una profonda debolezza politica. Si alzano polveroni mediatici solo per tentare di oscurare il lavoro incessante che questo Governo regionale sta portando avanti per fronteggiare le criticità del mondo produttivo e il caro energia – certo per cause non riconducibili a politiche regionali – con manovre di bilancio nate con l’obiettivo di riattivare i cicli di investimento e dare risposte vere ai bisogni della comunità lucana.
I molteplici bandi usciti negli ultimi mesi a sostegno delle imprese e di uno sviluppo sociale ed economico, insieme alle tante assunzioni fatte, non sono affatto ‘favori’, ma piuttosto pilastri di una strategia di crescita. È evidente che vedere una regione che lavora per creare opportunità preoccupi chi è rimasto privo di soluzioni e di proposte. Ma noi non ci fermiamo: il nostro dovere è verso i cittadini, non verso chi spera nel fallimento della Basilicata per un tornaconto elettorale.
Ancora più grave è il tentativo di addebitare a questo governo la responsabilità dei tanti giovani che vanno fuori regione. È un atteggiamento che sottovaluta l’intelligenza dei lucani, i quali conoscono bene le cause storiche e le dinamiche dello spopolamento, un tema che costituisce, ovviamente, la principale ragione di impegno delle nostre politiche pubbliche. In una fase storica in cui servirebbe quel linguaggio sobrio e temperato richiamato dal magistero di Papa Leone, l’unica azione di una parte dell’opposizione è generare sfiducia tra cittadini e istituzioni, drammatizzando oltre misura problemi che pure esistono, ma che vanno affrontati con pazienza, costanza e lungimiranza.
La situazione è complessa e richiede di mettere in campo, come stiamo facendo, molteplici azioni anche con l’utilizzo delle risorse no-oil, delle quali non avremo alcuna difficoltà a illustrare i dettagli in un prossimo Consiglio. Verrebbe da chiedersi se costoro si rendano conto dell’epoca che stiamo attraversando, se si informino sulle interdipendenze tra questioni internazionali, nazionali e regionali. Da parte mia, ho piena fiducia nella capacità dei lucani di saper discernere tra la propaganda urlata e la critica costruttiva”.
Di seguito la nota inviata dai Consiglieri regionali Chiorazzo e Vizziello a cui ha replicato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi
Consiglieri regionali Chiorazzo e Vizziello: “Nuovi accordi, vecchi metodi. Risorse Non Oil usate per coprire i buchi di bilancio. Bardi venga in Consiglio a dire la verità”. Di seguito la nota integrale.
“Opacità e silenzio, è così che il governo Bardi continua a gestire le risorse destinate allo sviluppo e all’occupazione nel settore non oil”.
Lo dichiarano il Vice Presidente del Consiglio Regionale, Angelo Chiorazzo e il Capogruppo regionale di Basilicata Casa Comune, Gianni Vizziello.
“Centinaia di milioni di euro sono fermi da anni in progetti mai realizzati, mentre alle nostre interrogazioni non arrivano risposte. È la prova di un fallimento politico e amministrativo e dell’assenza totale di trasparenza”.
“Nel frattempo si firmano nuovi accordi nei Tavoli tecnici, senza coinvolgere le parti sociali e bypassando il Tavolo di Concertazione. Parliamo di circa 35 milioni di euro per un progetto dai contenuti generici, con la pretesa di spendere tutto entro il 2026. Più che sviluppo, è l’ennesimo modo per distrarre fondi destinati allo sviluppo e all’occupazione nei settori Non Oil e coprire spese ordinarie di bilancio, lo stesso schema già visto con i 55 milioni di ‘Basilicata On Health’, usati nei fatti per tamponare i debiti della sanità, piuttosto che potenziare i servizi sanitari territoriali”.
“Ancora più grave è che si tratta di anticipazioni finanziarie sulle compensazioni petrolifere non ancora maturate, di cui 35 Meuro in quota Eni e 25 Meuro in quota Total che vanno ad esaurire i circa 310 Meuro dovuti da Eni, Shell e Total a titolo di compensazione ambientale entro il 2029, risorse nate per creare sviluppo e lavoro e invece consumate senza risultati concreti e senza alcuna visione strategica”.

