Oltre 6.000 lavoratori degli stabilimenti italiani del gruppo Ferrero riceveranno un premio legato agli obiettivi per l’esercizio 2024/2025 fino a 2.580 euro lordi, composto dal risultato economico (30% del premio), unico per tutta l’azienda, e dal risultato gestionale (70% del premio) legato all’andamento specifico di ogni stabilimento.
Lo prevede l’accordo raggiunto tra la direzione dell’azienda dolciaria e le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e con il coordinamento delle Rsu e delle rappresentanze sindacali della rete commerciale.
Nell’incontro sono stati analizzati gli andamenti di mercato, le prospettive produttive aziendali, i programmi di investimento e le tendenze occupazionali nonché lo stato di applicazione dell’accordo integrativo vigente.
Una parte del premio potrà essere legata ai servizi alle persone (flexible benefit) tramite l’apposita piattaforma “Ferrero Care”.
Tale piattaforma, in evoluzione anno dopo anno, si è arricchita di ulteriori iniziative negli ambiti famiglia, assistenza sanitaria, previdenza complementare, servizi vari e tempo libero. L’azienda, per chi decide di convertire una parte del premio in flexible benefit, versa un contributo aggiuntivo pari al 20% dell’importo scelto, che va ad aggiungersi al Credito Welfare.
I quattro stabilimenti produttivi sono ad Alba (Cuneo), Balvano (Potenza), Pozzuolo Martesana (Milano) e Sant’Angelo dei Lombardi (Avellino).
Premio di produzione a lavoratori stabilimento Ferrero di Balvano, intervento Ferrone (Consigliere Provincia di Potenza)
Il premio di produzione, per circa 2.400 euro, ai lavoratori dello stabilimento Ferrero di Balvano (come degli altri stabilimenti del Gruppo) ha un doppio significato: gli importanti risultati aziendali raggiunti dal Gruppo sono dovuti all’impegno e alla professionalità dimostrate dai dipendenti; l’industria alimentare in Basilicata ha un ruolo importante e un potenziale ancora più importante. Ad affermarlo il consigliere provinciale di Potenza Carmine Ferrone (Pd) che aggiunge: è questa una buona notizia soprattutto nell’attuale fase che precede l’inizio di un autunno che si preannuncia sul fronte del lavoro molto complicato e allarmante per le tante vertenze in atto e il pericolo di perdere posti. La Ferrero con i suoi otto prodotti dolciari che dallo stabilimento di Balvano arrivano ai consumatori di tutto il mondo è un esempio significativo di come la grande impresa può investire in Basilicata. Inoltre la filiera del nocciolo con produttori che aderiscono alla Rete Basilicata in Guscio impegnati a produrre e a conferire alla Ferrero – dice ancora Ferrone – estende i benefici di questo Gruppo che ha saputo investire nelle nostre risorse territoriali, agricole e umane. L’industria alimentare “made in Basilicata” con gli stabilimenti, tra l’altro, di Ferrarelle, Ferrero, Coca Cola, Barilla e i gruppi delle acque minerali, contribuisce a creare posti di lavoro e alla crescita del PIL regionale. La conferma è venuta nei giorni scorsi: dopo oltre 25 anni, nello stabilimento di San Nicola di Melfi, Barilla ha annunciato che tornerà ad assumere personale a tempo indeterminato. Pertanto – conclude Ferrone – la Giunta Regionale riorienti le scelte di politiche industriali per favorire lo sviluppo dell’agro-alimentare anche attraverso un apposito Avviso Pubblico di incentivi.

