Le donne laureate in discipline tecnico-scientifiche sono il 40,3% (sopra la media europea), eppure, meno del 30% dei docenti e meno del 25% dei rettori sono donne (dati Anvur, 2026). E il divario si spalanca ulteriormente lungo la carriera.
A parità di curriculum per pubblicazioni e impatto, le donne vengono promosse meno degli uomini. A questo si somma la penalizzazione della maternità: dopo il primo figlio, occupazione e reddito delle madri calano in modo permanente. Quelli dei padri restano intatti. Coincidendo con gli anni cruciali per costruire una carriera, il danno vale doppio.
Le proposte di ORA! intervengono direttamente sulle cause. Rifiutiamo le quote rosa, strumenti cosmetici che truccano i numeri ai vertici ignorando il meccanismo distorto alla base.
Proponiamo tre riforme strutturali:
1. Congedi parentali identici tra madre e padre (e intrasferibili): chi non li usa, li perde. Questa è la chiave per sradicare l’automatismo della cura affidata esclusivamente alla donna.
2. Nidi 0-2 anni strutturali: veri e propri ambienti essenziali per lo sviluppo cognitivo e relazionale dei bambini. Presidi fondamentali per permettere alle madri di proseguire la propria carriera.
3. Tempo pieno a scuola, pre e post scuola, centri estivi: spazi attivi progettati per tutelare l’autonomia, la dignità e la continuità educativa dei bambini. Questi servizi costituiscono la base necessaria affinché entrambi i genitori lavorino a tempo pieno e crescano professionalmente.
Queste sono le fondamenta per trasformare la parità accademica in una realtà lavorativa solida.
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