Sei consiglieri comunali della Città di Venosa, appartenenti a diverse sensibilità politiche, hanno sottoscritto e depositato una mozione consiliare con la quale il Consiglio Comunale è chiamato ad esprimere un chiaro e inequivocabile NO a qualsiasi ipotesi di localizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi nel territorio della Basilicata.L’iniziativa, promossa dai gruppi consiliari Uniti per Venosa, Venosa è Impegno Comune e dal Gruppo Politico di Felice Lioy, rappresenta un forte segnale di unità istituzionale su una questione che supera ogni appartenenza politica e riguarda il destino dell’intero territorio regionale.
I firmatari della mozione ritengono che la Basilicata non possa essere individuata come sede di nuove servitù ambientali. Una regione che negli anni ha già sostenuto un peso rilevante sotto il profilo energetico e ambientale merita oggi investimenti, infrastrutture, sviluppo e valorizzazione delle proprie eccellenze, non decisioni che possano comprometterne l’identità e la competitività.
La Basilicata è riconosciuta per la qualità delle sue produzioni agricole, per il patrimonio storico e archeologico, per i suoi borghi, per il paesaggio, per la biodiversità e per un turismo in costante crescita. Anche il solo accostamento dell’immagine della regione ad un deposito nazionale di rifiuti radioattivi rischierebbe di arrecare un danno difficilmente quantificabile alle imprese agricole, alle produzioni agroalimentari, agli operatori turistici e all’intero sistema economico lucano.
La mozione impegna il Sindaco e la Giunta Comunale ad assumere ogni iniziativa istituzionale affinché la Basilicata venga esclusa da qualsiasi ipotesi di localizzazione del Deposito Nazionale, promuovendo al contempo una rete di collaborazione tra tutti i Comuni lucani, la Regione Basilicata, le Province e i rappresentanti istituzionali del territorio, affinché si costruisca una posizione unitaria e condivisa.
I consiglieri chiedono che la proposta venga inserita all’ordine del giorno del primo Consiglio Comunale utile, considerata la rilevanza strategica della questione. Qualora ciò non avvenisse, i firmatari si riservano di richiedere la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario, affinché Venosa possa esprimersi in tempi rapidi su un tema che coinvolge il futuro della Basilicata.
L’appello rivolto alle altre amministrazioni comunali lucane è quello di adottare analoghi atti consiliari, creando un fronte istituzionale compatto capace di rappresentare, in ogni sede, la volontà delle comunità locali.
«Questa non è una battaglia di parte. È una battaglia per la dignità della Basilicata. Difendere il nostro territorio significa difendere il lavoro dei nostri agricoltori, la qualità delle nostre produzioni, il valore del nostro patrimonio storico e culturale e le prospettive di sviluppo delle future generazioni. Su questi temi non possono esistere divisioni politiche: esiste soltanto l’interesse della nostra terra.»
La Basilicata non può essere ricordata come la terra delle scorie.
La Basilicata deve continuare ad essere la terra della storia, dell’agricoltura, della cultura, del paesaggio, dell’innovazione e della qualità della vita.

