Il coltello dello sfregio nucleare: il governo fa un’altra “truffa” alla Basilicata e rinnega San Francesco. Di seguito la nota inviata da Di Nicolino Antonio Valente, psicologo del benessere e custode del rispetto dei nostri Padri.
Il voto del Senato che traccia il ritorno dell’Italia al nucleare entro il 2033 non è un atto di modernità, ma uno scempio politico e ambientale. Mentre l’Europa spinge sulle rinnovabili, Roma risponde con un’ottusità disarmante. Come ha brillantemente documentato l’inchiesta di Presa Diretta, guardiamo alla Spagna: ha investito su sole e vento, vanta un PIL solido e ha chiesto meno fondi PNRR, traducendosi in meno debiti. Noi, invece, ci indebitiamo per rincorrere una tecnologia rischiosa che dipende dall’uranio, materia prima scarsa sul pianeta. Ma c’è di peggio: la stessa inchiesta ha svelato che in Italia sono già stipati e nascosti vecchi marchingegni e scorie atomiche di cui nessuno parla, in siti provvisori e non sicuri. Un silenzio intollerabile.
Dietro la favola dell’atomo “pulito” si nasconde il solito gioco sporco: trovare la scusa per identificare il Deposito Nazionale in cui seppellire i rifiuti radioattivi. Il mirino è puntato ancora sulla Basilicata, terra geologicamente fragile. La reazione del territorio è immediata: i sindaci lucani e le comunità sono sul piede di guerra per difendere i propri confini da questa ombra sinistra. La Basilicata non sarà la pattumiera nucleare d’Italia.
Lo sfregio più imperdonabile è però culturale e spirituale. Quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Perfino la televisione di Stato si mobilita, con Roberto Benigni pronto a celebrare in prima serata la potenza universale del Cantico delle Creature. Eppure, il Santo che lodava il Signore per “frate sole”, “frate vento” e “sora acqua” – le vere energie della vita – viene ridotto a una storiella da dimenticare appena si entra nelle stanze del potere. In questo centenario, anziché applicare i suoi consigli di rispetto per il pianeta, il governo gli punta contro il coltello del cemento e dell’uranio.
Da psicologo del benessere e da cittadino che venera la saggezza dei nostri Padri, considero questo un tradimento identitario. Un malgoverno privo di reale conoscenza della materia non può calpestare la salute psicofisica di un popolo. L’Italia merita il sole di Francesco, non il bluff dell’atomo.
Set 30

