“Occorre legiferare tenendo conto dei profondi cambiamenti sociali in atto, che stanno trasformando la nostra quotidianità e incidendo sulla salute mentale di migliaia di giovani”.
È questo il messaggio emerso dal seminario “Next Talk – Salute mentale e disagio giovanile”, tenutosi il 7 ottobre presso l’Università della Basilicata, al Polo Francioso, a cui ha partecipato il consigliere provinciale Michele Giordano in rappresentanza del Movimento 5 Stelle.
Durante l’incontro, organizzato dall’associazione universitaria Next, è stata ribadita l’urgenza di affrontare il tema della salute mentale non solo come emergenza sanitaria, ma come questione sociale e culturale che riguarda il presente e il futuro delle nuove generazioni.
I dati illustrati nel corso del seminario parlano chiaro: ansia, depressione e stress da prestazione colpiscono ormai una quota crescente di adolescenti e giovani adulti, amplificando un malessere che rischia di tradursi in esclusione sociale e perdita di fiducia nel futuro.
Il Movimento 5 Stelle, attraverso l’impegno delle consigliere regionali Alessia Araneo e Viviana Verri, ha già presentato in Consiglio regionale una proposta di legge per l’istituzione dello psicologo di base, con l’obiettivo di rendere gratuita e più accessibile e diffusa la prevenzione psicologica sul territorio. Ma la sfida, come ha sottolineato il consigliere Michele Giordano, è ancora più ampia.
“Viviamo in un mondo fortemente competitivo, dove i conflitti globali alimentano le incertezze. A ciò si aggiunge l’impatto dei social e dell’intelligenza artificiale, che stanno modificando profondamente le relazioni, i modelli di riferimento e la percezione di sé. Siamo diventati avatar di un mondo digitale, e i giovani, più di tutti, stanno vivendo disagi inimmaginabili: i numeri lo dimostrano. È necessario ripensare lo Stato sociale per rimettere concretamente il cittadino al centro” – ha dichiarato Giordano.
Il Movimento 5 Stelle Basilicata ribadisce quindi la necessità di politiche integrate di welfare, capaci di rispondere alle fragilità di oggi con una visione nuova: investimenti nei servizi territoriali di salute mentale, sostegno alle famiglie, educazione digitale e formazione di docenti ed educatori sul riconoscimento precoce del disagio.
Una strategia complessiva che non si limiti alla cura, ma che punti sulla prevenzione, sulla comunità e sul benessere diffuso.
C’è bisogno di certezze sul futuro lavorativo e reddituale, elementi strettamente legati alla costruzione di un futuro familiare. Qui entrano in gioco relazioni e sentimenti.
“Le istituzioni – conclude Giordano – devono tornare ad ascoltare le persone, non i numeri. La salute mentale dei giovani è la cartina di tornasole del tipo di società che stiamo costruendo: non possiamo più permetterci di ignorarla.”

