“Montalbano Honico ribadisce: no al deposito di scorie nel nostro territorio”. Di seguito la nota inviata da Giuseppe Di Sanzo, sindaco di Montalbano Jonico
In risposta alla proposta del giornalista Maida di candidare il nostro comune a ospitare il sito delle scorie nucleari ribadiamo la nostra più grande e fondata contrarietà.
Contrarietà che riguarda il territorio di Montalbano ma anche l’intera Basilicata e la Puglia, contrarietà che non è scontata e ideologica ma basata su osservazioni tecnico-scientifiche che hanno confutato le tesi della Sogin.
Montalbano Jonico, infatti, ha partecipato a tutte le fasi della procedura di consultazione pubblica inviando osservazioni di contrarietà in tutte le sedi in cui è stato possibile esprimersi secondo quando stabilito dal percorso di partecipazione. La partecipazione è stata inoltre confermata e supportata dalla cittadinanza che ha fatto sentire la sua voce attraverso raccolte di firme, contributi di informazioni e conoscenze di associazioni, corpi sociali e professionisti.
Abbiamo affrontato un percorso di reale partecipazione tecnica, scientifica, democratica, consapevole e popolare che, sin dalla vicenda relativa al decreto del 2003 che indicava in Scanzano Jonico (MT) quale comune in cui allocare il deposito nazionale delle scorie nucleari, ha interessato tutta la popolazione della nostra città, anche i nostri numerosissimi concittadini residenti e domiciliati fuori da Montalbano Jonico.
Il percorso svolto ha avuto nuovo impulso, nuovo interesse e nuova partecipazione con l’apertura della fase di consultazione pubblica, la stesura e l’invio di un documento di osservazioni di contrarietà che è frutto di impegno da parte del consiglio comunale nella sua interezza e dei soggetti singoli o associati del nostro territorio a conferma della netta contrarietà alla localizzazione sul nostro territorio del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.
Il comune di Montalbano Jonico ha inoltre partecipato attivamente ai vari tavoli tematici organizzati dalla Regione Basilicata il cui lavoro finale è stato il DOTS (Documento delle Osservazioni Tecnico-Scientifiche) che si intende interamente richiamato anche dal documento comunale.
Il comune di Montalbano Jonico ha praticamente instaurato una fase di consultazione dentro la fase di consultazione più ampia, assicurando, con vari incontri tecnici, scientifici, sociali e politici, una posizione condivisa da tutti, cittadini in primis. Le osservazioni, proprio per il percorso svolto, non rappresentano un diniego immotivato ed egoistico o una mera contrapposizione istituzionale, bensì l’insieme di accurate riflessioni, valutazioni e determinazioni tecnico-scientifiche.
Le osservazioni sono state inviate anche nell’ambito del Procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI) sul Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi incluso in un Parco Tecnologico.
Nel merito, è stato osservato che le aree individuate dalla Sogin sono contrassegnate da sismicità elevata, la presenza di attività tettonica e quindi sismica di quest’area è indicata anche da alcune manifestazioni geologiche molto particolari conosciute come vulcanelli di fango presenti a Montalbano che generalmente vengono associate ad aree frontali attive della catena.
Il nostro territorio che da diversi decenni è notevolmente ed autorevolmente studiato dal punto di vista geologico da diverse università del mondo ed in particolare dal Dipartimento di Scienze della Terra e Geomabientali dell’Università “Aldo Moro” di Bari, inoltre, è interessato da fenomeni di fagliazione.
Vi sono anche caratterizzate da rischio e/o pericolosità geomorfologica e/o idraulica di qualsiasi grado, basti ricordare anche solo i recenti e frequenti fenomeni alluvionali.
Altro aspetto, non meno importante, è rappresentato dal rischio frana. Anche per questo aspetto il territorio individuato da Sogin, come tutta la zona, è stato storicamente interessato da vari fenomeni franosi. Non occorre, inoltre, sottovalutare che le precipitazioni che si riversano sul territorio hanno pesantemente acutizzato il fenomeno della franosità.
In ultimo e non per ultimo e sempre a titolo esemplificativo e non esaustivo il nostro territorio non è adatto a ospitare le scorie nucleari per la presenza di infrastrutture critiche rilevanti o strategiche come il grande adduttore del Sinni e l’impianto di potabilizzazione di Acquedotto Lucano, inoltre i siti MT1 e MT2 individuati dalla sogni nella CNAI sono stati collocati all’interno dell’area agricola più importante della Basilicata, al centro di comprensori irrigui adoperati fittamente, la cui agricoltura è a carattere intensivo con la presenza di agrumeti, vigneti, frutteti, oliveti ad elevata produttività e in una delle aree più importanti del sud Italia in termini di presenza turistica.
In conclusione, Montalbano Jonico, la Basilicata e il sud per noi montalbanesi e lucani non possono cedere al compromesso del deposito di scorie nucleari per rassegnazione, anche perché è ampiamente noto e riscontrabile nei dati statistici che tutta la provincia italiana, anche quella del nord, si spopola.
Aggiungiamo che sono ben altri gli investimenti e le opere strategiche che il governo dovrebbe fare per il sud per colmare un gap infrastrutturale storico e per rilanciare l’economia in una questione meridionale mai veramente risolta e anzi aggravata negli ultimi anni.

