Il Capogruppo del PD: La richiesta punta a promuovere un modello vicino alle esigenze delle donne e più efficiente per il sistema sanitario, con accesso all’IVG farmacologica senza obbligo di ricovero; possibilità di seconda somministrazione a domicilio; piena gratuità del servizio.
“È stata formalmente avanzata all’Assessore Cosimo Latronico e al Direttore Generale Domenico Tripaldi una nota con cui abbiamo chiesto l’attuazione anche in Basilicata delle linee guida nazionali del 2020 sull’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) farmacologica, garantendo finalmente un accesso pieno, uniforme e moderno a questo servizio sanitario essenziale”. Lo dichiara il capogruppo del PD, Piero Lacorazza, che prosegue:
“Una richiesta necessaria al fine di evitare di creare disparità per le donne lucane nell’esercizio di un diritto sancito e tutelato a livello nazionale, dato che sono diverse le regioni italiane che hanno già adottato modelli organizzativi più avanzati, che prevedono l’accesso all’IVG farmacologica in regime di day hospital e la possibilità di completare il trattamento a domicilio”.
“La richiesta punta pertanto a superare – evidenzia il capogruppo del PD – queste disuguaglianze, promuovendo un modello che sia al tempo stesso più vicino alle esigenze delle donne e più efficiente per il sistema sanitario. Eliminare il ricovero obbligatorio, laddove non necessario, significa infatti non solo rispettare le indicazioni scientifiche e ministeriali, ma anche ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere e migliorare l’allocazione delle risorse pubbliche”.
“Tre i punti fondamentali posti all’attenzione delle istituzioni: accesso all’IVG farmacologica senza obbligo di ricovero; possibilità della seconda somministrazione a domicilio in condizioni di sicurezza; piena gratuità del servizio nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Una scelta – conclude pertanto Lacorazza – necessaria, atta a garantire concretamente questo diritto che significa affermare un modello di sanità pubblica equo, accessibile e rispettoso dell’autodeterminazione delle donne. Si tratta quindi di una scelta tecnica nel rispetto di linee guida nazionali e che attiene al Comitato regionale percorso nascita che chiediamo sia convocato al più presto”.

