Il Capogruppo Pd: Accolta in Commissione, dall’assessore Cicala nel corso della sua audizione, la nostra proposta di procedere comunque e tempestivamente per dare risposte ai Comuni su strade ed acquedotti.
“La scelta di far crescere le cosiddette ‘misure a superficie’ del CSR (Complemento di Sviluppo Rurale) ad un livello importante del programma regionale ha determinato un raffreddamento a scapito delle misure relative agli investimenti in infrastrutture in aree rurali, interne, per circa 30 milioni di euro. L’assessore regionale Cicala, in audizione in II Commissione consiliare, su nostra sollecitazione, ha accolto la proposta esplicitata insieme al Presidente Cifarelli, di procedere comunque e tempestivamente per dare risposte ai Comuni su strade ed acquedotti. Anche se l’importo per il momento potrebbe essere parziale ci si è impegnati a pubblicare a breve gli avvisi, avvertendo la necessità che tutti i 30 milioni di euro siano investiti, anche se ricollocati in parte o totalmente su altri strumenti di programmazione”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Piero Lacorazza.
“Il confronto avuto in data odierna in seconda Commissione – prosegue Lacorazza – richiama il contesto di una programmazione che rischia di essere fragile dal punto di vista strategico che, con l’accavallarsi di due cicli di Programmazione o ci si mette a rischio disimpegno o si trovano espedienti tecnici o riprogrammazione last minute a scapito della qualità di una politica necessaria di sostegno al mondo agricolo. Questo ultimo tema attiene a possibili scorrimenti di graduatorie e ulteriori risorse per le cosiddette misure a superficie in un contesto nel quale è necessario aiutare le imprese negli investimenti già fatti e dare certezza di erogazione idrica per alcune colture. Il contesto delle criticità idriche, la fragilità del sistema infrastrutturale, i cambiamenti climatici, l’accesso al credito, i pagamenti ed ora i dazi sul sistema agro-alimentare potrebbero essere un colpo duro e declinante per un settore strategico per la Basilicata. Siamo, peraltro, anche nella incertezza di definire un progetto e una missione per ALSIA, con un commissariamento ancora in corso. Se a ciò si aggiunge l’impostazione della nuova PAC (Politica Agricola Comune) 2028-2034 con le proposte di riduzione del 20% delle risorse destinata all’agricoltura e la istituzione del fondo unico appare comprensibile che sarà difficile trovare un giusto punto di equilibrio tra presidio in aree rurali e produttività, tra ‘sostegno al reddito’ e competitività’.
“Si rende necessario, dopo l’audizione di oggi in seconda Commissione dell’assessore Cicala e del direttore Restaino – conclude Lacorazza – di acquisire la posizioni delle associazioni agricole e preparare, magari il 16 settembre, un Consiglio regionale che faccia da una parte il tagliando all’emergenza agricola e alla programmazione in corso e dall’altra si dia mandato al Presidente Bardi di battersi per cambiare l’impostazione della nuova PAC”.

