Incontro con Andrea Orlando (vice segretario nazionale PD) per sostenere candidato sindaco Schiuma e candidati consiglieri PD: “Matera con Schiuma per essere connessa al contesto europeo”. Intervista e foto

16 Settembre, 2020 11:51 |
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Il vice segretario nazionale del Partito Democratico Andrea Orlando è ritornato a Matera per sostenere il candidato Sindaco del centrosinistra Giovanni Schiuma ed i candidati della lista del Partito Democratico in vista delle prossime elezioni comunali del 20 e 21 settembre.

In mattinata presso il circolo cittadino PD in Piazza degli Olmi 1 Andrea Orlando ha incontrato dirigenti, rappresentanti istituzionali del Partito, i candidati della lista PD ed il candidato sindaco Schiuma.

Al tavolo con Andrea Orlando il consigliere regionale Roberto Cifarelli, il coordinatore provinciale del PD Claudio Scarnato e il candidato sindaco del centrosinistra Giovanni Schiuma. Presenti, tra gli altri, il consigliere regionale Marcello Pittella e il presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Salvatore Adduce.

A seguire l’Onorevole Orlando, nel confermare l’impegno a favore della città di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, visiterà la mostra dal titolo “Trama doppia. Maria Lai, Antonio Marras” organizzata dal Polo Museale della Basilicata e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 presso Palazzo Lanfranchi.

Di seguito l’intervista rilasciata prima del suo intervento in piazza degli Olmi presso la sede del PD

Schiuma candidato sindaco quale contributo può dare alla città di Matera: “Vogliamo che Matera continui ad essere capitale europea della cultura, comunque una capitale culturale come si è conquistata nel corso degli anni. Non crediamo che la destra sia in grado di realizzare questo ruolo, crediamo che Matera sia sempre più connessa al contesto europeo, non credo che sia ipotizzabile che questo rapporto sia coltivato da chi non crede nell’Europa, da chi non scommette sul Mezzogiorno, da chi nega l’ipotesi di un altro modello di sviluppo. E Matera è stata in questi anni un’idea di un altro modello di sviluppo, non legato alla crescita quantitativa, a un vecchio modello industrialista ma legato alla capacità di creare un patrimonio immateriale, di sviluppare il turismo, di lavorare sulla creatività, tutti elementi che siano nelle corde del centrosinistra e che in fondo sono quelle che sono in grado di cogliere meglio quelle che saranno le opportunità del Recovery Fund. Il Recovery Fund dice tre cose: dovete fare la lotta alle diseguaglianze, la transizione ecologica, gli investimenti sull’innovazione tecnologica, Francamente ho una certa difficoltà a immaginare Salvini che lavora sulla transizione ecologica o sulla lotta alle disuguaglianze. Credo che il centrosinistra abbia naturalmente questa propensione, quindi io non dico votate perchè siamo i migliori, ma perchè siamo anche i più adatti a gestire questa fase”.

Per il Recovery Fund servono competenze specifiche a livello ministeriale, è favorevole ad un rimpasto all’interno del Governo? “Io sono favorevole a fare un punto, per capire se l’attuale assetto è il migliore per gestire 209 miliardi di euro. Se penso all’assetto di alcuni Ministeri, non tanto alle figure dei Ministri ma a molti direttori generali ho la concentrazione di giuristi, contro i quali non ho nulla, ma la scarsità di altre figure, mi viene da dire che qualche cosa va cambiata, poi naturalmente sarà una valutazione che dovrà fare il presidente del Consiglio Conte e la compagine di governo. La mia preoccupazione è che lo Stato si metta nella condizione di gestire al meglio questa grande opportunità che non tornerà e che ci siamo conquistati attraverso la politica, perchè non abbiamo vinto al totocalcio, è la conseguenza di una scelta di non andare dietro a Orban e di costruire un rapporto con Francia, Spagna e Germania, esattamente il contrario di quello che consigliavano di fare Meloni e Salvini”.

Si parlava tanto di investimenti per il Sud, concretamente come potrebbe immaginare per la città di Matera? “Intanto qualcosa è successo perchè si è cominciato a ragionare di sgravi fiscali per chi investe al sud, non sono chiacchiere perchè c’è stata già una misura che va in questa direzione. E’ evidente che gran parte del Recovery Fund è pensata per il Sud. Se pensiamo a dove si può sviluppare di più un processo di innovazione tecnologica, un’azione di lotta alle disuguaglianze non solo sociali ma anche a quelle delle aree interne e se pensiamo anche ad una ipotesi di transizione ecologica il sud è il luogo naturale per la nascita di questi processi. Credo che il lavoro del Ministro Provenzano ha costituito i presupposti anche culturali perchè questa sfida possa essere vinta. Naturalmente c’è la necessità di sponde. La Basilicata già non è presa benissimo dalla conduzione regionale. Se ci dovesse essere malauguratamente un capoluogo come Matera nelle mani del centrodestra è chiaro che distanze da Roma e da Bruxelles rischiano di aumentare, con tutte le conseguenze politiche e pratiche che ne possono derivare”.

Sulle infrastrutture invece cosa può dire? “Il Recovery Fund deve prevedere anche  investimenti per le infrastrutture al Sud, si è detto che non si può scendere sotto una percentuale già fissata. Occorrono però anche progetti che salgano dal basso, occorre un’attenzione dall’alto. Vogliamo che si possa produrre una buona classe dirigente e pensiamo che un candidato come Schiuma possa essere la persona in grado di incarnare questo progetto in questo territorio e non disperdere un percorso che nel corso di questi anni è stato portato avanti”.

Sul Referendum cosa ne pensa? “Io sono favorevole, senza attribuire a questo passaggio un significato epocale. Da molti anni si discute della riduzione dei parlamentari, è vero che da sola non basta, ma da sola può essere l’innesco di un carattere riformatore. Certo, devo dire una cosa con molta franchezza. A volte c’è il sospetto che il fronte del No abbia infiltrato i 5 Stelle, nel senso che  alcune dichiarazioni del Movimento 5 Stelle rischiano di aiutare più l’affermazione del No che quella del Si”.

Queste elezioni amministrative sono un test per il Governo? “Tutto è un test per il Governo perchè tutti i passaggi politici amministrativi hanno un riflesso per il Governo ma il vero test per il Governo è come si spenderanno quei 209 miliardi, quella è la vera prova rispetto alla quale dobbiamo tutti essere impegnati e preoccupati”.

Michele Capolupo

La fotogallery dell’incontro con Andrea Orlando (foto www.SassiLive.it)

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