Sabato 26 luglio 2025 dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 nella sala consiliare del Comune di Tricarico è in programma l’evento sul tema “Il Mezzogiorno al centro dell’iniziativa politica” organizzato da Rifondazione Comunista di Basilicata. Di seguito i particolari.
Ad un anno dalle celebrazioni per il centenario della nascita di Rocco Scotellaro, che ha consentito di parlare del mezzogiorno nel dopoguerra, riprendiamo da lì per parlare del mezzogiorno oggi. Lo facciamo con studiosi che hanno partecipato con propri contributi alle celebrazioni, Marco Gatto, Pier Giorgio Ardeni, Laura Marchetti e con militanti di lungo corso, Elisabetta Della corte, Loredana Marino e Giovanni Russo Spena.
Per dire di quanto ancora oggi è importante Rocco Scotellaro, il politico dalla parte delle classi subalterne, che si batté con grande sostegno popolare per la realizzazione dell’ospedale perché tutti potessero avere diritto alla salute, politico antimilitarista come si evince da suoi scritti ed intellettuale che ha provato, con la società di allora, prevalentemente contadina, a costruire un percorso di avanzamento sociale.
Come di solito accade in questi decenni di cultura neoliberista, le istituzioni tendono a produrre eventifici.
Noi vogliamo invece parlare di cosa è il mezzogiorno oggi. Non più territorio arretrato ma ancora rapinato nella diseguale distribuzione delle risorse dello stato a grande svantaggio per il sud. Con 4 regioni del nord che procedono verso l’autonomia differenziata che il governo prova ancora a realizzare nonostante la stroncatura della Corte Costituzionale.
Da inizio secolo oltre due milioni di persone sono emigrate, prevalentemente giovani. Non è un destino obbligato, sono le decisioni dei governi che ancora hanno fatto la scelta di impoverire il sud delle sue forze migliori.
Oggi che il mezzogiorno vive grandi emergenze idriche, sia per il potabile che per le attività produttive, le politiche dei governi favoriscono i grandi investitori anche in attività che aggravano il cambiamento climatico. E’ il caso dei grandi impianti fotovoltaici fatti con il taglio di boschi ed oliveti.
Al sud dobbiamo pretendere, lottando, parità di condizione in materia di sanità, istruzione, trasporti, ed il sostegno ad un’economia che valorizzi le propensioni dei territori.
Contemporaneamente dobbiamo sconfiggere l’idea dei governi europei che se vuoi la pace ti devi armare. La storia dice che se ti armi alla fine fai la guerra, ma in guerra ci vanno i figli del popolo non quelli dei potenti. Va sconfitta la decisione del riarmo. Il governo ha deciso un riarmo che costa 7 miliardi di euro all’anno per 10 anni. La pace si fa con l’attuazione dell’articolo 11 della Costituzione, con la diplomazia, le relazioni culturali economiche sociali.
In ultimo, noi al sud che sappiamo cosa è la sofferenza, dobbiamo fare l’impossibile per bloccare il genocidio dei palestinesi. Molti consigli comunali hanno deliberato la richiesta al governo di riconoscere lo stato di Palestina, che tanti altri lo facciano. Si può fare tanto altro, i comuni potrebbero fare gemellaggi con comuni della Palestina. Si può raccogliere soldi da far arrivare ai palestinesi tramite gruppi che lo stanno facendo da molti anni. Si può boicottare i prodotti israeliani, si può, bisogna lottare per imporre ai governi europei di non dare più nessun supporto al criminale governo israeliano.
Discuteremo anche di come si mettono insieme le energie per lottare e perché le lotte tornino a vincere. E’ da oltre trent’anni che le condizioni generali di vita peggiorano. Tanti giovani dicono che loro non contano, che decidono i politici e non si riesce ad evitarlo. E’ il risultato della individualizzazione delle persone fatta dall’ideologia neoliberista. Va ricostruita l’idea dell’appartenenza a gruppi, strati sociali che hanno interessi legittimi da realizzare.

