Hub sanitario, Consiglierie regionali Araneo e Verri: “Saremo a Senise. Con le comunità del Sinni, con i dati e con gli strumenti istituzionali che ci competono”. Di seguito la nota integrale.
I nostri rappresentanti erano presenti alla riunione che si è tenuta a Senise, dove le forze politiche locali del centrosinistra hanno ribadito con chiarezza la propria posizione: la vertenza è pienamente aperta, e il comprensorio del Sinni chiede con forza e coralmente il riconoscimento dell’Hub sanitario. Raccogliamo con convinzione l’invito a partecipare all’incontro che le forze politiche propongono per i prossimi giorni con i livelli regionali. Ci saremo. Non come ospiti in visita di solidarietà, ma come consigliere regionali con una posizione costruita su documenti ufficiali e con gli strumenti istituzionali per farla valere.
Partiamo dai fatti. L’Atto Aziendale Stralcio dell’ASP Potenza, adottato con Delibera del Direttore Generale n. 1059 del 4 dicembre 2024 e approvato dalla Giunta regionale con DGR n. 202400824 del 30 dicembre 2024, è un atto pubblico. Stabilisce che la Casa di Comunità Spoke garantisce «presenza infermieristica h12 – 6 giorni su 7 (lunedì-sabato)» e che la sede operativa dell’Unità di Continuità Assistenziale «è la Casa della Comunità Hub». Lo Spoke non ha copertura medica h24, non ospita le UCA, non gestisce la Centrale Operativa Territoriale, non ha diagnostica strumentale. Non è la nostra interpretazione: è scritto dall’ASP nei propri atti, confermato dall’Allegato 2 del DM 77/2022 — il decreto ministeriale che ha valore prescrittivo su tutto il territorio nazionale.
Il comprensorio del Sinni-Sarmento ha caratteristiche oggettive che rendono quella classificazione inadeguata. Parliamo di 655 chilometri quadrati, tredici comuni, quasi ventimila residenti, con una quota di over-65 che supera il trenta per cento in molti borghi. La distanza dall’Hub di riferimento è di 75-80 chilometri lungo la SS653 e la SS585, con tempi di percorrenza tra un’ora e dieci e un’ora e venticinque minuti in condizioni normali. In medicina d’urgenza, quella distanza non è un dato geografico astratto: è la differenza tra un intervento in tempo utile e uno in ritardo. Per una persona anziana che non guida, che vive a Noepoli o a Terranova del Pollino, è una barriera reale, non un inconveniente burocratico.
Ci è stata segnalata anche una circostanza che solleva domande legittime sul piano della trasparenza amministrativa. La funzione Hub del Distretto 4 è stata allocata temporaneamente altrove, in attesa che la struttura programmata sia ultimata. Comprendiamo le difficoltà legate ai cantieri e alle scadenze PNRR. Ma questa scelta dovrebbe essere formalizzata in un atto deliberativo pubblico, con motivazione scritta, cronoprogramma vincolante e garanzie certe sull’assetto definitivo. Non basta una rassicurazione verbale: le comunità hanno il diritto di sapere cosa è previsto e quando.
Intendiamo anche chiarire un equivoco che circola nel dibattito pubblico. Quando l’ASP afferma che lo Spoke di Senise avrà la copertura h24 tramite la guardia medica, sta parlando della continuità assistenziale — il servizio che copre i bisogni non urgenti nelle ore notturne e festive. Non è la stessa cosa della presenza medica strutturale h24 che il DM 77 riserva all’Hub, che include la diagnostica, le UCA, la Centrale Operativa Territoriale. Confondere i due livelli non aiuta i cittadini né la chiarezza del dibattito.
Nei prossimi giorni depositeremo in Consiglio regionale una richiesta formale di chiarimento sull’assetto organizzativo del Distretto 4 e sulla classificazione Hub/Spoke del comprensorio del Sinni. In parallelo, il deputato Arnaldo Lomuti depositerà un’interrogazione al Ministro della Salute sullo stato di attuazione reale del PNRR Missione 6 in Basilicata.

