Un appello concreto, che nasce dalla vita quotidiana delle famiglie e guarda al futuro dei loro figli. Un’associazione di genitori di persone con disturbo dello spettro autistico ha chiesto al Comune la disponibilità di un locale pubblico dove poter svolgere attività educative, formative e ricreative. Un progetto che non comporterebbe alcun costo per l’amministrazione: spese, gestione e personale sarebbero interamente a carico delle famiglie, con operatori selezionati e formati secondo criteri rigorosi.
A sostenere pubblicamente la richiesta sono i consiglieri comunali Domenico Schiavo (Basilicata Casa Comune), Paolo Grieco (Periferie per Matera) e Saverio Tarasco (Partito Socialista), che richiamano l’attenzione su un aspetto spesso trascurato nel dibattito istituzionale: l’autismo non riguarda solo i bambini, ma anche i giovani adulti.
«Dopo aver audito, durante la terza commissione consiliare Politiche Sociali, l’associazione Aura Blu, riteniamo sia opportuno, con ogni buon senso, cercare una soluzione concreta per queste famiglie», dichiarano i consiglieri.
Spesso questi ragazzi incontrano difficoltà nell’inserimento all’interno di centri pubblici e privati, soprattutto per questioni legate alla gestione degli stessi ragazzi. Proprio per questo l’associazione intende creare uno spazio dedicato, in cui genitori e operatori possano affiancarsi in un percorso sinergico e strutturato, con un obiettivo comune: il benessere e la crescita personale di questi giovani.
Il progetto proposto dai genitori non rappresenta una delega improvvisata né un percorso fuori dai modelli educativi riconosciuti. Al contrario, prevede personale qualificato e un’organizzazione strutturata, con il coinvolgimento diretto delle famiglie nella programmazione delle attività e nella definizione dei bisogni specifici dei propri figli, bambini e giovani adulti.
«Un genitore conosce il proprio figlio meglio di chiunque altro – sottolineano i consiglieri – anche meglio dell’operatore più preparato. Questo non significa sminuire la professionalità, ma riconoscere che la conoscenza che nasce dalla relazione quotidiana, dall’osservazione costante e dall’amore non può essere sostituita da nessun titolo».
I consiglieri sollevano inoltre una questione di equità e correttezza amministrativa. «Sul territorio esistono locali comunali concessi gratuitamente ad associazioni, così come immobili occupati da soggetti che risultano morosi da anni. Inoltre, quando i contratti di concessione sono scaduti, quei locali devono essere rimessi a bando, come previsto dalla legge. È una questione di legalità e pari opportunità».
Secondo i consiglieri, si tratta di temi particolarmente sensibili, che richiedono attenzione, responsabilità e un approccio improntato al dialogo. «Non si parla di contrapposizioni – concludono – ma di questioni che vanno affrontate con coscienza e con uno spirito di collaborazione tra le istituzioni e le famiglie. Ascoltare i genitori significa costruire politiche più giuste e inclusive, perché i bambini crescono, diventano giovani adulti, e i loro diritti non possono fermarsi all’infanzia».

