Polemica online tra Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito liberaldemocratico e il docente materano Antonio Esposito, che aveva commentato un suo post, definendolo “indecente”. Ne è nato uno scontro in cui i toni si sono alzati.
“Tu invece mi sembri davvero molto brutto, perlomeno dalla foto. Ma parecchio proprio”, ha risposto Marattin.
Il commento originario di Esposito, da cui è nato lo scontro, era: “Marattin…. è indecente quello che hai pubblicato”.
Esposito l’aveva scritto sotto un post in cui Marattin metteva in dubbio il numero di vittime di un bombardamento dell’esercito israeliano a Gaza City. Infatti, la notizia citava “autorità locali” parlando di almeno 26 morti. Marattin aveva scritto: “Vorrei tanto avere una macchina del tempo e tornare indietro nel 1944, per sapere se a fronte di un attacco alleato contro i tedeschi avremmo tutti commentato le notizie che iniziavano con “secondo il comando delle SS…'”.
Qui era apparso il commento di Esposito, che poi ha replicato sul suo profilo: “Una risposta che dice molto su di lui, ma assolutamente nulla su di me. È triste vedere un uomo che occupa un posto in Parlamento (un luogo dove si dovrebbe costruire il futuro del Paese con rispetto e cura dei valori) ridursi a fare il leone da tastiera, attaccando un libero cittadino sul suo aspetto fisico come fosse il bulletto della scuola durante l’intervallo”.
Esposito ha anche taggato il deputato: “Essere definito ‘molto brutto’ da un uomo che dovrebbe rappresentare la nazione non mi offende: mi inquieta. Mi inquieta perché rivela quanto sia profondo il baratro in cui è caduta la politica”.
“Sa, Onorevole, la bellezza svanisce (e la mia foto conta poco) ma la ‘bruttezza’ etica di un parlamentare che deride il volto di un cittadino per nascondere la propria mancanza di argomenti, quella è una macchia indelebile. È il segno di una casta che si sente così intoccabile da poter calpestare la dignità altrui con un click”, ha insistito Esposito. “Lei oggi non ha insultato i miei tratti somatici ma l’intelligenza di chiunque creda ancora nel rispetto, in un Italia migliore, più giusta e gentile”.
Nei commenti al post, il parlamentare è nuovamente intervenuto, contrattaccando: “Piccino, ci sei rimasto male, hai chiamato la mamma. La prossima volta cerca di commentare – e anche criticare aspramente – senza insultare. E vedrai che nessuno ti risponde a tono”. E ancora: “Se invece vuoi fare il figo con i tuoi amichetti dicendo che hai fatto il duro con un politico, poi impara a non piangere quando ti becchi le prese in giro che ti meriti”.
L’ulteriore risposta di Esposito ha concluso lo scambio: “È affascinante osservare come Lei scambi la richiesta di decoro con il ‘piagnisteo’. Se un cittadino definisce “indecente” ciò che lei scrive (non chi scrive) e asserisce pubblicamente, Lei ha il dovere di rispondere nel merito o di tacere con dignità. Se invece risponde insultando i connotati fisici o usando un linguaggio da bulletto delle medie, non sta ‘prendendo in giro’: sta dichiarando il Suo fallimento intellettuale”.
Nota di Nicola Zaccara, Segretario Regionale e Membro di Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico in una nota porge le scuse personali e del partito che rappresenta ad Antonio Esposito. Di seguito la nota integrale,
Porgo le scuse, mie personali e del partito che rappresento, ad Antonio Esposito per l’increscioso, ed inappropriato, scambio di commenti social tra lui ed il mio Segretario Nazionale.
Tengo a precisare che ritenere ingiustificabile quanto successo prescinde dalla condizione fisica di Antonio e attiene al suo essere Persona, meritevole, al pari di chiunque, di diverso atteggiamento.
Quindi, l’immediata strumentalizzazione da parte di testate nazionali, di tale aspetto, risulta di basso profilo sensazionalistico, ed inopportuno è stato anche, da parte nostra, ignari fino ad allora, rilanciare.
Un partito liberaldemocratico votato alla libertà ed alle libertà, compresa quella di espressione, incardinato sul dialogo e sul confronto, spesso aspro, deve avere l’autocritica come valore aggiunto, in un mondo dove scarseggia. Questo senso di responsabilità sostiene e sostanzia la stessa libertà.
Il tutto è accaduto sotto ad un post di politica estera. Nell’ultimo mese la discussione negli organi di partito, sulla politica estera in particolare, è stata accesa ed articolata; si è concretizzata, poi, in un documento di 5 cartelle approvato nella direzione di fine gennaio. Tanto per dire che non siamo un partito cristallizzato, servile, apatico. Siamo un partito vivo, internamente ed esternamente, dove il pluralismo non è semplice concessione o formula fatta: è sostanza, fondamento di una maggiore unità e non di divisione. Questa è di sicuro una dote, anche se non facile da gestire.
Ogni partito di contenuti, con pensiero strutturato e profondo, ha, poi, bisogno di comunicare in maniera articolata e non per slogan, pur consci che oggi tutto sembra diversamente orientato. La Politica non può, però, rassegnarsi alla semplice gestione della realtà, tanto meno ad accettarne i modi, ad alimentarli. Ancor più quando si dichiara di volerli combattere.
In un mondo che sembra avere il caos come condizione, nell’avvicendarsi di dichiarazioni sulla fine di un ordine mondiale, e spesso del diritto internazionale, abbiamo bisogno, ancor più, di dare una visione che indichi la direzione in cui, strada facendo, si possa anche gestire il quotidiano, sicuramente non più come lo conoscevamo, ed in cui si possano proporre modi e modelli positivi di interazione, confronto, inclusione: nazionali ed internazionali. La politica ha bisogno di costruire, di aggregare, non di dividere; pur non sottraendosi alle scelte.
Io non conoscevo Antonio, l’ho chiamato e lo incontrerò prossimamente.
E’ un giovane garbato, dinamico, con senso critico. Riconosco in lui un liberaldemocratico, non solo per le sue militanze politiche: lo è di attitudine, cosa non facile da trovare in questi scenari omologati, ed omologanti al ribasso.
Credendo nella politica fatta anche di incontro e reale occasione di confronto, come partito regionale organizziamo un pranzo domenicale, aperto anche ad ospiti e non iscritti, ogni due mesi, in modo da coprire, nell’arco dell’anno, le sei zone della nostra regione. Il prossimo è domenica 1 marzo al Lago Sirino, in Nemoli.
Insieme a chi vorrà, Antonio sarebbe il più gradito ospite.


