“Il Castello Tramontano non può continuare a essere un monumento simbolo di Matera lasciato al degrado, al bivacco e all’assenza di un adeguato presidio. È necessario capire che fine abbia fatto il percorso della Comunità Patrimoniale e quali siano le intenzioni dell’Amministrazione comunale».
È quanto sostiene Domenico Bennardi, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione rivolta al sindaco di Matera sullo stato del Castello Tramontano e sull’iter della Comunità Patrimoniale avviato nel 2024 dall’Amministrazione comunale.
Nel luglio 2024, con la Delibera di Giunta comunale n. 291/2024, erano state approvate le linee d’indirizzo e l’Avviso Pubblico per la costituzione della Comunità Patrimoniale destinata alla valorizzazione e alla gestione condivisa del Castello Tramontano, in attuazione dei principi della Convenzione di Faro. Al percorso avevano aderito oltre 20 realtà associative del Terzo Settore, cooperative e gruppi informali della città, elaborando proposte e progetti per la fruizione, la gestione e la valorizzazione condivisa del bene.
Il progetto aveva inoltre coinvolto importanti realtà del territorio, tra cui Unibas e il Conservatorio Duni, mentre la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata aveva confermato l’opportunità e la necessità di istituire un Tavolo Tecnico permanente per accompagnare l’istruttoria e la valutazione delle proposte progettuali.
Un percorso che, secondo il consigliere pentastellato, rischia oggi di essere vanificato dalla mancanza di atti conseguenziali.
«La Comunità Patrimoniale rappresentava un’importante occasione per trasformare il Castello da semplice monumento da visitare a bene comune realmente vissuto dalla comunità, attraverso una gestione partecipata e una programmazione culturale e sociale condivisa. Non possiamo permetterci che, dopo la partecipazione e il lavoro di oltre venti realtà cittadine, tra cui anche Unibas e Conservatorio Duni, tutto rimanga fermo».
«Vogliamo sapere – aggiunge Bennardi – se quel Tavolo sia mai stato convocato, a che punto sia l’esame delle proposte e soprattutto quali siano i tempi che l’Amministrazione intende darsi per arrivare finalmente all’avvio della gestione condivisa».
L’interrogazione nasce anche dalle recenti segnalazioni di cittadini e dagli articoli di stampa che hanno evidenziato condizioni di degrado, abbandono e bivacco nell’area del Castello e del relativo parco, oltre a una preoccupante assenza di presidio, gestione ed eventi in uno dei luoghi più importanti della città.
«Il Castello Tramontano non può essere aperto e valorizzato solo in occasione di qualche iniziativa sporadica. Ha bisogno di presidio, cura, programmazione e partecipazione. La gestione condivisa con il tessuto associativo potrebbe rappresentare proprio una delle risposte, ma bisogna passare dalle intenzioni agli atti».
Nell’interrogazione l’ex sindaco pone inoltre l’attenzione sull’ex Asilo comunale di via Dante, nel Rione Spine Bianche, un immobile ristrutturato e destinato a Urban Center, che aveva già ospitato progetti di inclusione sociale e culturale e che risulta ancora inutilizzato e chiuso nonostante le istanze e le proposte di gestione provenienti dal tessuto associativo locale.
«Spine Bianche può essere aperto subito se venisse accettata la mia proposta già formulata in Commissione: farlo diventare il primo esempio di bene comune da gestire secondo i principi dell’amministrazione condivisa. Mi perdonerà il sindaco Nicoletti se questa può sembrare l’ennesima “litania funebre sulla nostra città e sui suoi gioielli”, come si è recentemente espresso sulla stampa, ma è davvero difficile parlare di rigenerazione urbana, partecipazione e politiche giovanili se poi gli spazi pubblici destinati alla comunità restano chiusi».
Con l’interrogazione, il consigliere del M5S chiede quindi all’Amministrazione a che punto sia l’istruttoria della Comunità Patrimoniale del Castello Tramontano, se e quando sarà convocato il Tavolo Tecnico con la Soprintendenza, quali misure immediate si intendano adottare per il decoro e la sicurezza dell’area e quali siano le intenzioni per la riapertura e l’assegnazione dell’ex Asilo di Spine Bianche.
«Matera ha bisogno di una politica del patrimonio che non si limiti alla conservazione degli edifici, ma che sappia restituire i luoghi alla comunità, perché essa ne diventi custode attiva. Il Castello Tramontano e l’ex Asilo di Spine Bianche possono diventare spazi di cultura, socialità, educazione e partecipazione, esattamente come abbiamo fatto con Santa Maria de Armenis. Per questo chiediamo all’Amministrazione risposte precise, tempi certi e soprattutto interventi concreti».


