Michele Martulli, vicepresidente Fiavet Campania–Basilicata, in una nota esprime apprezzamento per la scelta dell’Amministrazione Comunale di Matera guidata dal sindaco Nicoletti di riaprire la Cava del Sole con un grande evento mediatico e popolare a ingresso gratuito, il Deejay Time con Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso. Di seguito la nota integrale.
Diciamolo senza giri di parole: dal 2020 al 2025 Matera ha dormito. Il brand si è spento e l’eco di Matera 2019 è stato lasciato affievolire fino quasi a morire, come se coltivarlo fosse un fastidio e non un patrimonio comune». A parlare è Michele Martulli, vicepresidente Fiavet Campania–Basilicata, che non risparmia la critica: «Si sono finanziati tanti eventi con la tassa di soggiorno, ma senza una strategia, senza comunicazione, senza obiettivi misurabili. In città li vedevano in pochi e in termini di presenze turistiche non hanno portato nulla. È così che si consuma un marchio: lo si diluisce nell’ordinario, lo si abbandona all’inerzia—quasi per scelta».
Oggi, però, arriva un segnale netto di inversione di rotta. Il primo tassello è l’evento privato di moda che ha trasformato Piazza San Pietro Caveoso in un “salotto a cielo aperto”, con maison, direttori di testate e creator selezionati per coerenza e credibilità. «In tante città d’arte format del genere sono la norma—spiega Martulli—perché sanno generare contenuti iconici, relazioni e domanda turistica qualificata. È esattamente la traiettoria che Matera ha smesso di coltivare negli ultimi cinque anni e che ora va ripresa con convinzione».
Il secondo tassello è ancora più potente sul piano mediatico: la Cava del Sole finalmente riapre e ospita il Deejay Time. «Parliamo di un evento legato a una radio nazionale seguita ogni giorno da milioni di persone. Tradotto: pubblicità enorme per Matera—prima, durante e dopo—attraverso citazioni on air, contenuti social degli artisti e dell’emittente, rilanci digitali e tv. È la differenza tra un’iniziativa che resta dentro il perimetro cittadino e una che diventa cassa di risonanza nazionale. In più, la Cava del Sole torna ad essere uno spazio simbolico per i giovani e per una programmazione culturale all’altezza del nome della città», sottolinea Martulli.
L’entusiasmo, avverte, non deve però sostituire il metodo: «Due eventi non bastano a curare cinque anni di sonno. Serve una regia unica del brand Matera—Comune, APT, Regione, Camera di commercio, operatori e associazioni—che definisca target, mercati, messaggi e calendario. La tassa di soggiorno va trattata come una leva industriale: rendicontazione trasparente, campagne nei mercati-obiettivo, press e fam trip, distribuzione nei canali di vendita, indicatori chiari su presenze, spesa e reputazione. Basta finanziamenti “al buio”: ogni euro deve generare ritorno misurabile».
All’orizzonte c’è il 2026, con Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. «È il banco di prova per chiudere la parentesi 2020–2025 e riaprire un ciclo. Moda di qualità nei Sassi e Cava del Sole riattivata sono la scintilla: adesso bisogna coltivare il brand giorno dopo giorno, come fanno le grandi città d’arte. Meno frammentazione, più visione; meno iniziative per pochi, più valore condiviso», conclude Martulli. «Abbiamo dormito troppo a lungo. Adesso si lavora—tutti—per rimettere Matera sulla mappa, a voce alta e su canali che parlano a milioni di persone.

