In esclusiva per la rubrica satirica W la Trottola, l’irriverente artista materano Sergio Laterza presenta il restyling dello stemma civico della città di Matera. Di seguito i particolari e il nuovo stemma civico di Matera.
Con la nomina a Capitale mediterranea della cultura e del dialogo, era inevitabile un restyling dello stemma civico della città di Matera.
Di fronte alla tempesta politica a Palazzo di Città e alla caccia disperata a un salvagente (e a qualche voto di soccorso dall’opposizione), persino il nostro storico bue ha detto basta: ha mollato gli ormeggi, ha salutato le torri comunali ed è scappato verso il mare per farsi un bagno liberatorio.
“Bos lassus firmius figit pedem” va in pensione: da oggi la linea politica ufficiale è “Bos ad mare effugit, se liberum sentit”.
Chi si salva è bravo.
La descrizione del nuovo stemma civico nella versione di Sergio Laterza
La sostituzione della corona con il salvagente è la trovata visiva più forte. In araldica la corona turrita simboleggia l’autorità civica e la solidità dell’istituzione municipale; rimpiazzarla con un salvagente rosso e bianco racconta all’istante l’assedio politico e il disperato tentativo di rimanere a galla della giunta.
Il bue sulla spiaggia (Mediterraneo vs Terraferma): Spostare il bue dallo sfondo araldico astratto alla battigia connette perfettamente la cronaca politica con l’attualità del titolo di Capitale mediterranea della cultura e del dialogo. Il contrasto tra l’animale rurale dell’entroterra murgiano e la sabbia bagnata crea un effetto surreale e divertente.
La riscrittura del cartiglio: Il ribaltamento del celebre «Bos lassus firmius figit pedem» in «Bos ad mare effugit, se liberum sentit» è un colpo di genio: persino il bue dello stemma, stanco delle beghe di palazzo, molla gli ormeggi e si dà alla macchia (o meglio, al mare) pur di non farsi coinvolgere nella crisi.
Michele Capolupo


