Consiglieri comunali Vincenzo Santochirico e Marina Rizzi (Progetto Comune Matera): “Uscire dall’impasse, sindaco Nicoletti indichi il percorso”. Di seguito la nota integrale.
Dopo l’ennesima fumata nera sulla presidenza del consiglio comunale, l’intervista televisiva del Sindaco e le posizioni di altri schieramenti sulla stampa nei giorni scorsi, era inevitabile che nella seduta consiliare odierna si riaprisse il dibattito sulla situazione politica.
Intervenendo in consiglio, il capogruppo di Progetto Comune Matera, Vincenzo Santochirico, ha rivendicato la scelta, giusta e necessaria, assunta sin dall’inizio, di garantire l’avvio della consiliatura e cercare di evitare l’immediato ritorno alle urne, soprattutto in considerazione del ruolo di Capitale mediterranea della cultura e del dialogo che Matera è chiamata a svolgere nel 2026.
A tale disponibilità e responsabilità, di Progetto Comune come delle altre minoranze, non ha corrisposto l’indicazione, da parte del Sindaco, di un percorso chiaro e definito, come dimostrano l’incompletezza della Giunta, l’assenza di un presidente del consiglio e di quelli delle commissioni, ma anche, e ancor più, la carenza di strategie e programmi organici su questioni centrali e di impellente attualità nella vita della città, rispetto ai quali sono insufficienti e o di dubbia utilità singole scelte o eventi annunciati.
A titolo meramente esemplificativo, Santochirico ha citato Matera 2026 e la Casa delle Tecnologie.
Rispetto all’appuntamento dell’anno prossimo manca, a tre mesi dall’inizio, qualsiasi piano, e il consiglio comunale è all’oscuro di ogni informazione e conoscenza, mentre si apprende dalla stampa di una serata danzante alla Cava del sole, che nulla ha a che fare con il Mediterraneo e le sue tematiche e corre il rischio di offuscare il profilo riveniente dal 2019, già peraltro appannato, passando da capitale europea della cultura a discoteca di provincia.
Mentre per la Casa delle Tecnologie, la soddisfazione di un premio ottenuto è del tutto irrilevante rispetto al destino che essa avrà in futuro, esaurendosi al 2025 il progetto finanziato dal governo.
Di questo si dovrebbe occupare il Consiglio Comunale, non riducendosi a mero organo di ratifica di atti della Giunta. Ma lo può fare solo se gli organi vengono completati e si esplicita il percorso che si vuole seguire.
Il Sindaco deve farlo, senza ulteriori indugi e rinvii. Citando Montale, il capogruppo Santochirico ha precisato che nessuno chiede al sindaco la “formula che mondo possa aprire”, ma neanche può limitarsi, come faceva il Poeta, a dire “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.
Il Sindaco, invece, ha l’obbligo di dire cosa è e cosa vuole. Il sindaco – ha concluso Santochirico – deve chiarire come intende procedere, quale che sia la scelta e, in base a essa, ogni gruppo consiliare potrà modulare la sua collocazione, le sue posizioni, la sua condotta politica. .
E, a maggior ragione se vuole puntare sul dialogo, occorre che la sede in cui esso istituzionalmente si deve svolgere – il consiglio comunale -, sia completo ne suo assetto e messo in condizioni di svolgere tale ruolo.
In assenza di indicazioni chiare, la precarietà si accentuerebbe, rendendo anche più difficile la conservazione dell’atteggiamento di responsabilità dichiarato e finora tenuto.

