Consigliera comunale Violetto: Sub-concessioni nei Sassi di Matera tra contabilità e visione. Di seguito la nota integrale.
In queste settimane, per iniziativa dell’assessora ai Sassi e Patrimonio del Comune di Matera, è all’esame della Commissione Consiliare il rinnovo della sub-concessioni degli immobili demaniali nei Sassi, date ai sensi della Legge n. 771/1986.
E’ un tema di stretta attualità, poichè le prime sub-concessioni trentennali sono venute a scadenza nei mesi scorsi e il Commissario Straordinario ha dovuto autorizzarne la proroga, fino al prossimo giugno, prevedendo per il canone un aggiornamento secondo gli indici ISTAT.
Se la scadenza fosse vissuta come la semplice occasione per rivedere i canoni sub-concessori e non fosse colta per riflettere su cosa vogliamo fare dei quartieri identitari della nostra Città, saremmo davanti ad un evidente fallimento.
Sono tante le esigenze da contemperare e le scelte da compiere.
Rinnovare, dopo trent’anni, è già una scelta: quella della continuità e della valorizzazione degli investimenti già fatti nei Sassi.
Spesso il rinnovo è necessitato, perchè la parte dell’immobile di proprietà e quella posseduta per sub-concessione sono talmente complementari da non poter più essere materialmente separate.
Sa va rispettato chi ha scelto molti anni fa di vivere ed investire nei Sassi, ristrutturando e rendendo abitabili edifici fatiscenti o ruderi, tuttavia non va frustrata l’aspettativa degli altri cittadini che vogliano accedere ora per la prima volta ad un bene demaniale. S’impone allora un controllo capillare: se il fine della Legge n. 771 è la conservazione e il recupero degli antichi rioni, non potrà darsi rinnovo per chi non abbia provveduto ai lavori di ristrutturazione cui si era obbligato con la convenzione. Salvo i casi di impossibilità oggettiva ben noti all’Ufficio.
Si libereranno così immobili per dare ad altri cittadini la possibilità di partecipare al processo di recupero.
Occorre elaborare la visione: per conservare il valore dei Sassi va evitata la disneyzzazione. Per mantenere i Rioni vivi ed autentici è necessario promuovere la residenzialità. Tuttavia, non è certo la leva economica quella più efficace per attrarre residenti, ma sono le politiche che rendano i Sassi “vivibili”: assicurare un trasporto pubblico efficiente, elaborare una razionale regolamentazione degli accessi ai mezzi e dei parcheggi, anche nelle limitrofe aree del Piano, favorire l’insediamento di esercizi di vicinato – artigianali e commerciali – che siano funzionali ai residenti e non solo ai turisti.
La revisione dei canoni subconcessori, che pure va ragionevolmente affrontata perchè i proventi degli stessi sono destinati alla realizzazione di opere e alla manutenzione dei Sassi, non è quindi il punto di partenza.
Analoga, se non più complessa riflessione va fatta con riferimento ai locali destinati ad attività commerciali o artigianali: è necessario non falsare la concorrenza tra operatori economici, ma occorre innanzitutto promuovere, attraverso politiche pubbliche, le produzioni artigianali locali e la commercializzazione delle stesse e tutte quelle attività che garantiscano occupazione “buona”. Non lasciando che il mercato, senza una chiara scelta politica e programmatica, porti la proliferazione del commercio di chincaglierie a soppiantare l’economia locale.
Si parli di sub-concessioni e di canoni, ma si parli soprattutto di futuro.

