Conclusi i lavori nella galleria dell’adduttore di San Giuliano, Tavolo Verde Basilicata attacca Bardi, Cicala e Musacchio. Di seguito la nota integrale.
I tre discussi personaggi che hanno in mano la gestione delle acque ad uso irriguo per l’ intero Metapontino ,compreso quello tarantino, festeggiano la riabilitazione dell’ adduttore della San Giuliano dopo che per 18 mesi, causa crollo galleria, la preziosa risorsa idrica è stata inutilizzata; nonostante che fosse indispensabile a superare l’emergenza.
I tre grandi dell’ idraulica regionale presentano l’evento vantando meriti e riconoscimenti quasi a scolparsi del disastro economico che hanno arrecato all’ agricoltura Metapontina stimato di circa 100 milioni di euro.
Ma quale è la verità vera
intorno al famoso adduttore San Giuliano?
Nel 2017 il Consorzio di Bonifica.con apposito intervento regionale con apposito Bando di gara appalta la realizzazione di un nuovo adduttore impegnando la Somma di circa 30 milioni di euro con relativo contratto e progetto esecutivo ad una impresa che accetta;
i lavori non verranno mai cantierizzati nonostante la precarietà dell’ adduttore fatiscente. Perchè.
Perché Bardi non ha mai chiesto il resoconto della Somma impegnata ai Dipartimenti competenti e al Musacchio? Perché non ci sono stati mai rilievi da parte degli organi competenti a verificare l’ impegno di spesa? Eppure si trattava di una Somma a destinazione vincolata per una opera strategica e di vitale importanza per l’agricoltura dell’ intero Metapontino compreso quello tarantino. E’ evidente che sul caso si sono verificate una serie di distrazioni, di omissioni, di corresponsabilità e forse anche di convenienze di diversa natura ed origine per un lungo tempo ,troppo lungo per essere giustificato.
Il caso diventa dannosamente eclatante e noi aggiungiamo vergognosamente politico e morale quando
all’ inizio del 2024 crolla la “galleria adduttrice” e la preziosa acqua invasata nella diga non può essere convogliata verso i campi del Metapontino: circa 30 milioni di metri cubi di cui due terzi alla Basilicata la restante alla Puglia come da Protocollo.
Per riparare il crollo dell’ adduttore il Consorzio di Bonifica opta per la soluzione tecnica che richiede tempi lunghi: ovvero la più demenziale che richiede un impegno di spesa di circa 2.300.0000 euro (variante in corso d’opera?).
Bardi, Musacchio e i Dipartimenti interessati non hanno voluto intervenire quando i tempi erano favorevoli a realizzare l’ opera garantendo i produttori agricoli, mentre sono intervenuti quando il paziente oramai agonizzante e con le flebo e prossimo all’ ultimo respiro.
Ma ovviamente a Bardi, a Cicala e al Musacchio questo importa poco;
a loro non interessa la ricchezza andata perduta per responsabilità diretta, ma semplicemente direi abbiamo risolto il problema: come per dire l’ operazione è riuscita ma il paziente è morto.
I danni subiti dagli agricoltori per la loro conclamata responsabilità e complicità chi li paga?
Un altra osservazione ai tre dell’idraulica lucana: perché l’acqua destinata agli agricoltori la date all’ industria della Val Basento quando questa può essere rifornita dagli impianti del Consorzio industriale prelevandola e trattandola dal Basento.
Lo sapete consiglieri Regionali che i 500 litri promessi alle attività industriali verranno presi dal Sinni e sottratti alla quota agricoltura?
Il Consorzio industriale di Matera e il Consorzio di Bonifica Regionale dall’accordo Cupparo traggono entrambi benefici a scapito degli agricoltori.

