Commissione temporanea speciale per tutela Parco Murgia Materana, Consiglio Comunale di Matera approva ordine del giorno sui lavori per “Parco della storia dell’uomo”: report, intervento Lamacchia (Ente Parco Murgia Materana) e foto

13 Maggio, 2021 20:27 |
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Si è svolta nel pomeriggio nella sala Pasolini la seduta aperta del Consiglio Comunale di Matera a firma di 12 consiglieri, primo firmatario il Consigliere Pasquale Doria, per fare il punto sulle “opere in corso a Murgia Timone denominate Parco della Storia dell’uomo, ovvero, i lavori per la realizzazione delle aree tematiche della Preistoria e della Civiltà rupestre”.

La seduta si è aperta con il minuto di raccoglimento per esprimere le condoglianze al Consigliere comunale Emanuele Pilato a seguito della scomparsa di suo fratello Bruno, il giovane materano che ha perso la vita nella serata di mercoledì 12 maggio a seguito di uno scontro frontale mentre era a bordo della sua moto contro un furgone sulla strada statale 7 nei pressi dell’uscita di Matera nord.

Dopo l’intervento del presidente dell’Ente Parco della Murgia Materana, Michele Lamacchia sono intervenuti i Consiglieri comunali Doria, Schiuma, Morelli, Montemurro, Casino, Scarciolla e Sassone.

I consiglieri di opposizione avevano annunciato la presentazione di un ordine del giorno per chiedere una Commissione ad hoc che valuti la qualità dell’intervento eseguito nella Parco della Murgia materana senza escludere la richiesta di ripristino originario dei luoghi.

Dopo una sospensione del Consiglio Comunale di 45 minuti il presidente del Consiglio comunale Materdomini ha annunciato la decisione assunta nella pausa da parte di tutti i consiglieri comunali, ovvero di far confluire in un testo unico i 4 ordini del giorno presentati all’attenzione del Consiglio Comunale. L’unico ordine del giorno è stato letto dal Consigliere Salvatore e poi approvato all’unanimità con 29 voti favorevoli.

L’ordine del giorno prevede la costituzione entro 30 giorni di una Commissione temporanea speciale per garantire la tutela Parco Murgia Materana e impegna sindaco e giunta ad attivare tutte le iniziative amministrative per la tutela dell’altopiano della Murgia secondo quanto previste nella legge 771, a verificare i requisiti dei camminamenti e delle aree del parco per garantire l’accesso anche ai cittadini diversamente abili, a prevedere il ripristino dello stato antecedente dei luoghi se gli interventi non rispettino le norme citate nell’ordine del giorno.

Michele Capolupo

Di seguito il testo integrale dell’ordine del giorno sui lavori per il progetto “Parco della storia dell’uomo” a Murgia Timone approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Matera

Ordine del giorno Consiglio Comunale del 13 maggio 2021

PREMESSO

– Che il progetto “Parco della Storia dell’Uomo” nelle sue articolazioni “Preistoria” e “Civiltà Rupestre” è finanziato dalla Legge di Stabilità 208/2015, comma 347, e insieme ad altri, fanno parte di un “pacchetto” di 18 progetti rientranti nel Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) “Matera Capitale Europea Cultura 2019” che prevede interventi infrastrutturali e di valorizzazione del sistema dell’offerta turistico-culturale della Città;

– Che Invitalia, di tale progetto, ne è il Soggetto Attuatore e rappresenta la stazione appaltante per la realizzazione del Parco della Storia dell’Uomo articolato, nell’area di Murgia Timone, nei due parchi tematici “Preistoria” e “Civiltà rupestre”;

– Che i progetti “Preistoria” e “Civiltà Rupestre” sono stati approvati nella Conferenza di Servizi decisoria in data 22 febbraio 2019cui avevano preso parte la Regione Basilicata – Ufficio Urbanistica e Pianificazione, la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio, la Regione Basilicata – Dipartimento Ambiente ed Energia, la Regione Basilicata – Ufficio Parchi, biodiversità e tutela della natura, il Comune di Matera, l’Ente Parco della Murgia Materana, la Provincia di Matera e l’ASM Azienda sanitaria locale.;

VISTO

– Che nel corso dei mesi si sono levate in Città numerose voci criticherispetto al progetto ed ai lavori eseguiti su Murgia Timone da parte di singoli cittadini, anche organizzati in comitati spontanei e/o associazioni nonché di componenti autorevoli della società civile, professionisti, esponenti del mondo scientifico, consiglieri comunali, movimenti politici e partiti di maggioranza e di minoranza;

– Che dette voci critiche sono state palesate attraverso comunicati stampa, atti formali, appelli all’Unesco fino a una raccolta di oltre duemila firme per l’invio di una petizione indirizzata al Presidente della Repubblica;

CONSIDERATO

– Che l’articolo 9 della Costituzione ha sancito il principio fondamentale della “tutela del paesaggio” quale “forma” del territorio e dell’ambiente, creatadall’azione dell’uomo con una continua interazione con la natura e che il paesaggio dei Sassi e del prospiciente altopiano della Murgia rappresenta la testimonianza dellamillenaria e continuativa interazione tra uomo ed il territorio;

– Che l’idea di nozione di paesaggio espressa dal secondo comma dell’articolo 9 della nostra carta fondamentale, rappresenta una delle componenti dell’ambiente e, segnatamente, come ha avuto modo di confermare più volte la Corte Costituzionale, la componente etico-culturale riferita anche alla forma del territorio e che pertanto deve necessariamente riguardare l’aspetto del territorio, in senso assoluto, così come viene percepito;

– Che la Convenzione Europea sul Paesaggio, adottata il 19 luglio del 2000 a Firenze dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, riconosce l’autonomia culturale del paesaggio come valore meritevole di un suo proprio riconoscimento giuridico e che sottolinea, fin dal suo preambolo, che «il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione, e la sua progettazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo».

– Che la Legge 11 novembre 1986 n. 771 all’Art. 1 recita: “Finalità – La conservazione ed il recupero architettonico, urbanistico, ambientale ed economico dei rioni Sassi di Matera e la salvaguardia del prospiciente altipiano murgico sono di preminente interesse nazionale” e che,pertanto, appare evidente che a differenza dei Sassi, per Murgia Timone siano ritenuti opportuni interventiesclusivamente di salvaguardia;

– Che la fase di pubblicizzazione e comunicazione dei progetti “Preistoria” e “Civiltà rupestre” è avvenuta a lavori iniziati e solo in seguito alle proteste dei cittadini
RITENUTO
– Che al di là delleconformità formali e normative che hanno reso possibile la realizzazione delle opere, l’apposizione di massi sui pianori, la costruzione – laddove non esistevano -di centinaia di metri di muretti a secco, passerelle metalliche e lignee, il riporto di terreni alloctoni ed altro, restituiscono l’immagine di un patrimonio ferito e compromesso e in netto contrasto con il concetto di “Paesaggio” quale valore assoluto da salvaguardare e tramandare alle future generazioni;

– Che il progetto di valorizzazione di Murgia Timone oramai in fase di ultimazionerappresentaun graveesempio di contrapposizione tra cittadini ed enti preposti alla tutela del territorio e che lo stesso progetto non è stato in grado di mettere in primo piano l’unitarietà del paesaggio, frutto storicizzato dell’interazione fra uomo e natura, rappresentato dal sistema Sassi – gravina– Murgiarappresentanti il nucleo centrale, la “core-zone” del Sito UNESCO, patrimonio dell’Umanità;

– Che come si evince dalla Convenzione Europea sul Paesaggio,lo stesso paesaggio deve diventare un tema politico di interesse della Comunità, poiché contribuisce in modo molto rilevante al benessere dei cittadini europei che non possono più accettare di subire i loro paesaggi, quale risultato di evoluzioni tecniche ed economiche decise senza di loro e che il paesaggio è una questione che interessa tutti i cittadini e deve venir trattato in modo democratico, soprattutto a livello locale.

TANTO PREMESSO, VISTO, CONSIDERATO E RITENUTO
– Il Consiglio Comunale si impegna a costituire, entro 30 giorni, una commissione temporanea speciale ai sensi dell’Art. 32 tutti i commi del Regolamento del Consiglio Comunale e dell’Art. 19 comma 6 dello Statuto del Comune di Matera;

Il Consiglio Comunale impegna Sindaco e Giunta:

– ad attivare tutte le iniziative e le azioni amministrative necessarie e urgenti affinché si adottino i provvedimenti necessari a tutelare, secondo quanto previsto nella L. 771/86 all’art. 1 (FINALITA’) – che riporta: “La conservazione ed il recupero architettonico, urbanistico, ambientale ed economico dei rioni Sassi di Matera e la salvaguardia del prospiciente altipiano murgico sono di preminente interesse nazionale”; Legge Speciale dello Stato approvata appositamente all’unanimità dal Parlamento per dare uno strumento autorevole nelle mani dei cittadini e consentire loro la conservazione del patrimonio, la restituzione e il giusto affidamento alle generazioni future;

– A ricercare ed a mettere in campo tutte le iniziative e gli strumenti utili per restituire alla Comunità il diritto alla tutela e alla conservazione del proprio Paesaggio, così come sancito dai principi costituzionali e dalla Convenzione Europea sul Paesaggio e finalizzate ad una vera“riappacificazione” tra cittadinied il loro paesaggioevolutosi nella millenaria interazione fra natura e cultura;

– in relazione alla macro-categoria “Riqualificazione e messa in sicurezza dei percorsi”, alla luce delle norme vigenti e delle procedure amministrative consentite dalla legge, ad attivare ogni strumento utile a rendere maggiormente compatibili gli interventi realizzati con le norme sulla tutela del paesaggio e con l’assetto preesistente del parco, finalizzando le attività che si andranno ad intraprendere anche al ripristino dello status quo ante, laddove l’intervento realizzato alteri in maniera significativa la natura dei luoghi e la loro integrità, e non sia strettamente funzionale agli obiettivi che il progetto si pone, tra i quali quello della tutela dell’identità culturale del parco;

– A verificare nell’interesse di tutti i nostri concittadini con disabilità i requisiti delle rampe, dei camminamenti e di quant’altro necessario e presente nelle aree del parco, affinché si possa parlare di vera accessibilità dei luoghi da parte delle “persone con disabilità” e questo anche nell’ottica emergenziale a cui il gestore dei luoghi deve fare riferimento essendo un rischio prevedibile, evidenziando se le misure adottate si coniugano con la tutela della sicurezza, la tutela della salute, la tutela dell’ambiente e naturalmente la tutela del paesaggio così come peraltro definito nella convenzione ONU sui diritti delle “persone con disabilità”;

– Ad attivare le procedure per richiedere, prima di prendere in consegna le aree, il collaudo amministrativo delle opere e un parere di conformità alla norma di ogni intervento realizzato da parte dei singoli soggetti incaricati della tutela del vincolo;

– A verificare l’esistenza di un piano di gestione in merito alle modalità di accesso in funzione della manutenzione per scongiurare il degrado e sostenerne il decoro.

Firmato

Mario Montemurro (Verdi/PSI)
Cinzia Scarciolla (Matera 3.0/Bennardi Sindaco)
Pasquale Doria (Matera Civica)
Rocco Luigi Sassone (Matera Sempre Insieme)
Augusto Toto (Fratelli d’Italia)
Liborio Nicoletti (Volt)
Marina Susi (Matera per Giovanni Schiuma)
Carmine Alba (PD)
Francesco Lisurici (Lega Salvini)
Nicola Casino (Forza Italia)
Francesco Salvatore (Movimento 5 Stelle)
Michele Paterino (Gruppo Misto)

 

Di seguito l’intervento del Presidente del Parco della Murgia Materana, Michele Lamacchia

Consiglio Comunale del 13 maggio 2021

Sig. Sindaco, Presidente del Consiglio, Consiglieri vi ringrazio per l’invito perché è l’occasione per fare chiarezza su una vicenda che purtroppo è stata a mio avviso esasperata per l’impiego massivo dei social. Importanti per veicolare sia le informazioni che le immagini. Purtroppo non sempre le informazioni sono veritiere e ne tantomeno le immagini, che se scattate in un cantiere danno una idea distorta della realtà.
Avevo chiesto al Presidente del Consiglio di organizzare per i Consiglieri un sopralluogo a Murgia Timone al fine di dare la possibilità a tutti i componenti del Consiglio di avere maggiore contezza e consapevolezza dei lavori effettuati ma probabilmente i tempi erano ristretti. La discussione sugli interventi effettuati ha un senso se c’è la consapevolezza dei luoghivisto e considerato che dal punto di vista formale non ci sono dubbi sulla linearità e sul rispetto delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano del Parco.
E’ il caso di ricordare che il CIS (contratto interistituzionale di sviluppo) è stato concordato il 6/4/2016 a Roma e approvato il 26/9/2017 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tra i diversi progetti finanziati in Basilicataebbe grande lustro il Parco della Storia dell’uomo (idea progettuale dell’Amministrazione Comunale precedente) suddiviso in quattro tematiche di cui due interessanti il territorio del Parco.
Le richieste progettuali dell’Amministrazione riguardavanoil miglioramento della fruibilità turistica dell’area preistorica veicolando e canalizzando il flusso dei visitatori.
Il recupero funzionale di Iazzo Gattini con una sala multimediale e ilpotenziamento dei servizi igienici, il recupero di sette chiese rupestri, il rifacimento della strada comunale a partire da Iazzo Gattini fino al piazzale del belvedere e l’accessibilità di due chiese (Madonna delle tre porte e San Falcione).
L’Amministrazione Comunale è beneficiaria e committente dei lavori e la progettazione non è altro che il risultato dei “desiderata” del proprietario dell’area interessata agli interventi.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri per accelerare l’iter dava mandato ad Invitalia di gestire i fondi nella qualità di stazione appaltante, occupandosi delle gare e delle procedure anche autorizzative ai diversi livelli, sia ministeriali che regionali.
Alla fine dell’iter istruttorio, veniva convocata ufficialmente la Conferenza di servizi decisoria in modalià asincrona ei diversi Enti chiamati a dare il parere di propria competenza.
Quindi l’Ufficio Urbanistica della Regione Basilicata rilasciava il parere paesaggistico, l’Ufficio Parchi approvava la Valutazione di compatibilità ambientale, l’Ente Parco esprimeva parere positivo subordinato alla Vinca Regionale e la soprintendenza approvava il progetto con la funzione di controllo dei lavori anche relativamente agli interventi da effettuare nelle chiese oltre ai lavori interessanti il sito archeologico dell’ambito “preistoria”.
Fin dalla cantierizzazione si sono creati allarmismi da parte di cittadini sensibili alle diverse tematiche ambientali, archeologiche, ecc. che tra l’altro lamentavano, a giusta ragione, uno scarso coinvolgimento della Comunità. L’Ente Parco ha effettuato durante le varie fasi dell’intervento, diversi sopralluoghi con i propri funzionari non potendo nominare consulenti esterni chiaramente nella consapevolezza che i controlli venivano effettuati dalla Soprintendenza con l’ausilio di alte professionalità.Questo non è servito a tranquillizzare coloro che ritenevano deleteri gli interventi e purtroppo i Social che sono uno strumento potentissimo di informazione e spesso anche di disinformazione hanno provocato una alzata di scudi in parte condivisibili ma per la maggior parte censurabili. Insomma una vera e propria palestra dove si è detto di tutto e il contrario di tutto.
Chi decantava le sue doti di altezza da giocatore di basket che si vedeva costretto ad alzarsi in punta di piedi per guardare al di la del muro a secco, salvo a scoprire poi che quel muretto è alto 80 cm;
Chi invece nella pubblica piazza ipotizzava il danno ambientale e subito dopo candidamente affermava di basarsi solo sulle foto che circolavano;
Chi invece parla ancora oggi di lavori che sfregiano irrimediabilmente un sito, facendo finta di dimenticare che la distruzione del patrimonio era dovuto all’esponenziale incremento di un flusso turistico di visitatori non veicolati e canalizzati che stava distruggendo il cosiddetto paleostrato;
Chi da le soluzioni ipotizzando l’approvazione da parte dei consiglieri di un indirizzo alla Giunta per ripristinare lo stato ante con la conseguenza di un sicuro ristoro alla Corte dei Conti;
Ultimo in ordine di tempo: il rappresentante del FAI che durante la conferenza stampa di presentazione delle giornate FAI afferma che il Parco archeologico non ha bisogno di “costruito” e di “infrastrutture”, rivolgendo questa esternazione proprio al Ministro Franceschini che conosce perfettamente i lavori approvati e realizzati.
Preoccupante e censurabile è stata invece l’escalation sui social fomentata ad arte fino a sfociare in una vera e propria istigazione all’odio, a ingiurie e minacce. Ma di questo si discuterà nelle sedi opportune perché a nessuno deve essere concesso di andare oltre quelli che sono le differenze di opinione e comunque sempre rimanendo all’interno dell’alveo del rispetto.
In seguito a diverse richieste formali di un Consigliere che sollevava certezze sulla non conformità delle opere rispetto al Piano del Parco si sono dovuti esprimere la Soprintendenza, la Stazione Appaltante (invitalia), l’Ufficio Urbanistica del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, il Dirigente Lavori Pubblici del Comune di Matera. Tutti hanno dichiarato che i lavori espletati sono conformi alle norme tecniche del Piano del Parcoe che le certezze del Consigliere erano infondate. L’Ente Parco, che aveva chiesto all’Amministrazione Comunale di conoscere quali erano le non conformità palesate ha preso atto che tutti i lavori interessanti il Parco della Storia dell’Uomo ambito rupestre e ambito preistoria cosi come dichiarato dai diversi Uffici sono conformi al Piano del Parco.
Acclarato che non esistono “non conformità” rispetto al Piano del Parco, vi è da dire che l’attuale paesaggio è il risultato di una continua e costante interazione millenaria tra uomo e ambiente e nell’ottica della salvaguardia è compito dell’uomo eliminare azioni deleterie, che nel caso specifico si traducono in una pressione antropica eccessiva, nell’assenza di una reale veicolazione del flusso dei visitatori che hanno provocato negli anni scorsi una vera e propria distruzione del paleostrato. L’art. 9 della Costituzione sancisce il principio della tutela del paesaggio, risultato dell’interazione uomo ambiente, va da se che l’abbandono dell’ambiente da parte dell’uomo è deleterio nonchè motivo di degrado che nel nostro caso si traduce in crolli, azioni vandaliche, ecc.
Questo Consiglio Comunale è sovrano nelle proprie scelte e assumerà la decisione che riterrà più opportuna per il bene della Comunità, anche di ripristinare lo stato ante come qualcuno adombrava,rischiando un sicuro ristoro in seguito a eventuale condanna da parte della Corte dei Conti.

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1 commento

  1. 1 mese  

    Presidente Lamacchia, sei un grande.
    Basta con le criminalizzazioni gratuite e populistiche.