Caso libreria Mondadori a Matera, assessore Poli Bortone “stuzzica” l’editore Alessandro Laterza dopo il tweet “Matera 2019 capitale di che cosa? b&b e pizzerie?”

16 Agosto, 2017 11:21 |
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Il prezzo degli affitti sale vertiginosamente nella città dei Sassi in vista di Matera 2019 e una libreria è costretta a lasciare il locale in via del Corso perchè non può soddisfare la richiesta del proprietario. Su Twitter l’imprenditore Laterza, titolare dell’omonima casa editrice, ironizza sulla città di Matera con un post che diventa virale (“Chiude la libreria Mondadori di Matera. Matera 2019 capitale di che cosa? B&B e pizzerie?”), a tal punto che il Corriere della Sera lo riprende e ne fa il titolo del suo articolo.  Un titolo di pessimo gusto se si tiene conto che non sta scritto da nessuna parte che una libreria debba essere ospitata per forza in via del Corso se non può permettersi il prezzo di locazione più alto richiesto dal proprietario del locale. Perchè è impossibile immaginare che una libreria come la Mondadori rinunci al suo brand nella città di Matera in un momento storico come quello che sta vivendo e che si appresta a vivere almeno fino al 2019 la città dei Sassi. La libreria non chiuderà sicuramente, semplicemente dovrà lasciare questo locale per trovarne un altro ad un costo di locazione inferiore.
Sulla vicenda si registra anche l’intervento dell’assessore al turismo Adriana Poli Bortone, che invita l’imprenditore Laterza a Matera, per rendersi conto della vivacità cultura e dell’associazionismo diffuso e a promuovere una sua iniziativa che l’Amministrazione valuterebbe con grande interesse. Una cosa è certa. Il titolo di Matera capitale europea della cultura non sarà sicuramente offuscato dal fatto che una libreria di prestigioso marchio nazionale non può permettersi il lusso di avere l’attività in via del Corso, quando può essere ospitata in un altro locale di una strada vicinissima al centro storico.

Michele Capolupo

Di seguito la nota integrale dell’assessore Adriana Poli Bortone

Piuttosto  ingeneroso l’intervento  di Alessandro  Laterza. Matera ha una vivacità  culturale ed un associazionismo  diffuso che è  difficile  trovare nel Sud. Ho trovato anche una capacità  imprenditoriale  ed un buon gusto negli interventi  di recupero architettonico  che andrebbero presi a modello. A fronte della scelta di Mondadori  di chiudere, invito Laterza, imprenditore  intelligente  e raffinato,  a proporre una sua iniziativa che valuteremmo con grande interesse.

libreria tweet laterza

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4 commenti

  1. 4 anni  

    E62

    Certo, detto da chi ha ceduto una parte della sua libreria a Prada ricevendo una montagna di soldi, è sicuramente coerente!

  2. 4 anni  

    pabiusi

    Pure gli zompi parlano, tanto la città è puiita……..una amministrazione impresentabile!.

  3. 4 anni  

    materafuoridalcoro

    e trovatemi un’altra attività che non sia una pizzeria paninoteca o gelateria.La Poli “Poltrone” ha perso un’occasione per tacere….forse si riferiva alla vivacità cul…inaria di Matera?

  4. 4 anni  

    il_fatto

    Si monta un caso su leggi di mercato esistenti dalla notte dei tempi. Ti fitto un locale, se poi nella stessa zona gli affari vanno bene alla scadenza contrattuale ti chiedo un aumento, la legge, soprattutto quella del libero mercato, me lo consente. Se conviene rinnovi il contratto altrimenti trasferisci l’attività in altra zona. Questo avviene a Matera come a Bari, come a Venezia come a Firenze come a Parigi e come dappertutto. Al momento non esiste che ci debbano essere soldi pubblici per agevolare qualsiasi tipo di attività commerciale e questo vale anche per le librerie. Certamente non fa piacere che la Mondadori abbandoni la centralissima Via del Corso per altra sede meno visibile, ma non è affatto corretto identificare una città con Bar e Pizzerie, tra l’altro anche queste necessarie e vitali per una città che fa del turismo una delle sue principali fonti di reddito. Inoltre, dal mio punto di vista, confermo quanto dichiarato dall’Assessore Poli Bortone circa le numerose e pregevoli iniziative culturali presenti in città in tutti i periodi dell’anno. Solo chi non si informa o, ancora peggio, non vuole informarsi potrebbe dichiarare il contrario.