“Ci siamo confrontati in Aula su uno degli atti più rilevanti della programmazione regionale, un passaggio che non rappresenta soltanto un’autorizzazione alla spesa, ma definisce la visione strategica della Basilicata in una fase storica segnata da profonde incertezze. Proprio per questo ritengo che il bilancio avrebbe dovuto garantire maggiore stabilità, coerenza e prospettiva, elementi che oggi appaiono indeboliti”. Lo dichiara Antonio Bochicchio, capogruppo di Avs-Psi-LBp in Consiglio regionale, che aggiunge:
“Ho sentito il dovere, per il ruolo che ricopro, di richiamare l’intera Aula a un’assunzione piena di responsabilità. Il rischio di deficit strutturali non è un tema astratto, ma una questione concreta che riguarda l’equilibrio finanziario dell’Ente e la sostenibilità delle politiche nel tempo. In questo quadro, il voto contrario dell’assessore all’Agricoltura su un atto così rilevante rappresenta un fatto politico senza precedenti che non può essere sottovalutato e che apre a interrogativi legittimi. Si tratta di un segnale di fragilità e di scollamento istituzionale del Governo e della maggioranza che lo sorregge. Ritengo pertanto necessaria una piena chiarezza politica, anche alla luce delle difficoltà che interessano il comparto agricolo, dove la carenza di risorse rischia di aggravare criticità già evidenti”.
“In particolare – prosegue Bochicchio – ritengo che l’equilibrio del bilancio sia complessivamente fragile in una fase storica in cui siamo chiamati ad essere più coraggiosi e assertivi. Si è fatto ricorso a mln di euro derivanti da royalties petrolifere già impegnate negli anni precedenti. L’utilizzo di queste risorse per sostenere la spesa corrente e coprire disavanzi, in particolare in sanità, impone una riflessione seria sulla sostenibilità complessiva del sistema. Questa dipendenza dalle entrate estrattive, utilizzate come strumento di compensazione, limita la possibilità di liberare risorse per investimenti e sviluppo. È un vincolo evidente che continua a frenare una crescita reale della Basilicata. Tuttavia, il nodo più critico resta quello sanitario. Il disavanzo si attesta sui 54 mln milioni di euro e permane un rischio concreto di commissariamento, con possibili ricadute sull’aumento della pressione fiscale attraverso le addizionali IRPEF e IRAP, che al momento pare essere stato allontanato anche grazie ad un emendamento alla manovra. Ma vedremo. Si tratta di uno scenario inaccettabile, soprattutto in una fase in cui famiglie e imprese sono già sottoposte a forti pressioni”.
“Il sistema sanitario – prosegue Bochicchio – continua a essere in crescente sofferenza, con liste d’attesa, carenze nella medicina territoriale, ritardi nella realizzazione delle Case e degli Ospedali di comunità e difficoltà nel reclutamento del personale. I dati sono preoccupanti, circa 60 mila lucani hanno rinunciato alle cure e continua a crescere l’emigrazione sanitaria. La sanità non può essere considerata una voce da riequilibrare a fine esercizio. Il Piano sanitario che stiamo inoltre discutendo non dà risposte a queste problematiche”.
“Ritengo che la Basilicata continui a scontare l’assenza di una strategia di lungo periodo. Le difficoltà dell’automotive, le incertezze del sistema industriale, la mancanza di nuovi settori ad alto contenuto tecnologico e i ritardi su infrastrutture e mobilità rappresentano segnali evidenti. In questo contesto si alimentano spopolamento e marginalità. Per queste ragioni ho espresso voto contrario al bilancio, non per una posizione pregiudiziale, ma perché considero necessario un cambio di passo profondo. Occorre superare la logica dell’emergenza e costruire una visione capace di tenere insieme conti pubblici, sviluppo e diritti”.
“La Basilicata – conclude Bochicchio – non può più permettersi di traccheggiare. È necessario assumere decisioni anche difficili ma indispensabili, perché è questo che chiedono i cittadini lucani. Dobbiamo essere all’altezza di una comunità laboriosa e generosa. Il cambiamento può essere complesso, ma rinviarlo o ostacolarlo rischia di diventare fatale”.

