Lacorazza: Sul bonus gas si parla di rimodulazione. La manovra di bilancio evidenzia assenza programmazione, deficit in sanità, tagli all’agricoltura. La crisi politica è chiara, una promessa elettorale tradita e mancanza confronto con parti sociali.
“Premetto che stiamo assistendo ad un imbarazzante teatrino politico su temi, come il bilancio, di rilevante interesse generale per la comunità lucana: un assessore che vota contro e non si dimette e un Presidente che con fiducia ha conferito la delega che non lo dimette.” Lo dichiara Piero Lacorazza, capogruppo del Pd in Consiglio regionale che prosegue:
“Ma andiamo al bilancio e in particolare al bonus gas in attesa di leggere ed approfondire le carte; commento le dichiarazioni ufficiali. Alle elettrici e agli elettori il Presidente Bardi e il centrodestra hanno offerto promesse elettorali su cui si è misurata anche una certa ‘presa’ di consenso. Dobbiamo tenere in mente i 6X3, manifesti giganti e comunicazione pressante su gas e acqua per tutte e tutti, ‘gratis et amore Dei’. Un bonus gas contro lo spopolamento con tanto di pubblicità e comunicazione fatta anche su media nazionali e che sarebbe dovuto andare anche agli enti locali e, perché no, alle imprese. E non parliamo dell’annunciata semplificazione, con continui disciplinari cambiati e pasticci di gestione su conguagli e restituzioni. Anzi si presentava la misura come la cifra della differenza della gestione delle risorse naturali rispetto al passato, ai governi di centrosinistra; uno stacco ed un salto di qualità senza precedenti. Abbiamo sempre dimostrato, e sono pronto al confronto in ogni luogo che mai, ad esempio, il centrosinistra aveva utilizzato in questo modo anche le compensazioni ambientali (cosa diversa dalle royalties) provenienti dall’attività estrattiva per i deficit in sanità: circa 100 milioni di euro in due anni sottratti alle imprese e al lavoro. Così come è sotto gli occhi di tutti il caos anche nei conti della gestione della risorsa acqua.
E a chi, noi, provava a spiegare l’iniquità, i pasticci e la sbagliata gestione del bonus gas la risposta era: la sinistra vuole togliere il bonus”.
“Leggiamo testualmente la dichiarazione del Presidente della Regione – aggiunge l’esponente del Pd – che, stretto da assenza di programmazione e conti senza direzione, appesantito da una Sanità con lunghe liste d’attesa e corte idee, sottraendo soldi agli agricoltori tanto da determinare il voto contro dell’assessore Cicala al bilancio, dichiara testualmente: ‘… bonus gas, resta una misura importante pur evolvendo verso criteri più mirati e non più indifferenziati’. Ecco ci siamo. Ora si chieda scusa alle lucane e ai lucani per una campagna elettorale costruita su questo tema e si abbia l’umiltà di dichiarare chi stava dalla parte giusta della storia: noi. E non solo noi, ci mancherebbe! Siamo solo ad una dichiarazione di principio che dovremo verificare come si traduce e soprattutto se vi sarà un rafforzamento di sostengo ‘a chi ha meno’ e/o un risparmio che ci auguriamo sia indirizzato verso un fatto un nuovo, una politica che, ad esempio, renda gratuito il trasporto per le studentesse e gli studenti, i giovani lucani”.
“Capire se la stessa misura ‘bonus gas’ – continua Lacorazza – sarà sottoposta ad un tagliando anche nei sui meccanismi che dissipano energie e risorse tra chi eroga e chi beneficia. Forse, avendone noi proposto la rimodulazione, su questo tema male non sarebbe stato aprire una preventiva interlocuzione nel merito. Attendiamo le carte e valuteremo nel merito. Ciò che possiamo dire che questa manovra di bilancio almeno dalla lettura della cronaca evidenzia nei tempi e nel caos un’assenza di programmazione, un enorme deficit di una sanità con lunghe liste di attesa e chi rinuncia alle cure o si cura fuori, tagli per l’agricoltura, una crisi politica ormai chiara, una promessa elettorale tradita ed un’assenza totale di confronto con le parti sociali”.
“Una manovra di bilancio, la settima del governo Bardi e della destra, avrebbe meritato un confronto preventivo con le rappresentanze del mondo del lavoro e delle imprese, delle categorie professionali. Anche il metodo è mancato – conclude Lacorazza – segno che oltre al controcanto di Cicala siamo al canto del cigno di Bardi e della destra lucana. Ma d’altra parte dentro il 60% del NO al referendum costituzionale qualche segnale c’è”.

