Nel corso dell’ultima seduta della Prima Commissione Consiliare Permanente, presieduta da Carminedavide Pace, ha avuto luogo l’audizione del dottor Rocco Paternò, Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Potenza.
In apertura dei lavori il presidente Pace ha sottolineato l’importanza di questo momento di confronto istituzionale, ringraziando il dottor Paternò per la sua disponibilità a condividere una riflessione approfondita sulla situazione del sistema sanitario regionale e nazionale.
Nel suo intervento il Presidente dell’Ordine ha ricordato come l’Ordine dei Medici non sia un sindacato ma un’istituzione che nasce per tutelare i cittadini e la collettività attraverso il controllo dei titoli di studio, il rispetto delle regole e l’applicazione del codice deontologico. Paternò ha richiamato l’articolo 32 della Costituzione che sancisce la salute come diritto fondamentale e come interesse della collettività, ribadendo che lo Stato è tenuto a garantire cure universali ed eque a tutta la popolazione, senza distinzioni di sesso, colore o religione. Ha quindi analizzato le criticità più gravi del sistema sanitario lucano e nazionale, a partire dalle liste d’attesa che costringono i cittadini ad attendere mesi o addirittura anni per esami diagnostici fondamentali, fino alla carenza di medici di base e specialisti che in molti paesi lascia la popolazione senza punti di riferimento e costringe chi può a rivolgersi al privato, con evidenti disparità sociali.
Ampio spazio è stato dedicato alle difficoltà dei servizi territoriali e all’attuazione ancora incerta delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, strumenti previsti dalle riforme ma non ancora pienamente realizzati, così come è stata sottolineata l’emergenza legata al servizio 118, spesso privo di medici a bordo e senza una direzione stabile. Non meno rilevante la situazione degli ospedali di periferia, penalizzati dalla carenza di personale e di attrezzature, con reparti ridotti al minimo e con il rischio di aggravare ulteriormente la migrazione sanitaria verso altre regioni.
Il dottor Paternò ha posto l’accento anche sul delicato rapporto tra pubblico e privato accreditato, segnalando convenzioni troppo lunghe e poco trasparenti che finiscono per limitare i diritti dei cittadini, e ha ribadito la necessità di controlli rigorosi su tutte le strutture, pubbliche e private, per garantire un servizio equo e di qualità. Ha quindi richiamato l’attenzione sul progressivo indebolimento del sistema sanitario nazionale a partire dagli anni successivi alla riforma del 1978, una riforma che aveva rappresentato una conquista epocale di civiltà, e che oggi rischia di essere snaturata da tagli e inefficienze.
Un passaggio centrale è stato dedicato alla programmazione della formazione, che secondo Paternò deve essere calibrata sui bisogni reali della Basilicata: servono più ortopedici, anestesisti e specialisti in settori strategici, mentre troppi giovani laureati in medicina sono costretti a formarsi altrove e a lasciare la regione. Ha richiamato inoltre la necessità di affrontare la sfida della cronicità e dell’invecchiamento della popolazione con servizi socio-sanitari adeguati, denunciando la mancanza di trasparenza nei bilanci e nella gestione delle risorse e l’assenza di una programmazione seria e condivisa.
“La sanità non è né di destra né di sinistra – ha dichiarato Paternò – ma un bene comune che riguarda tutti. Garantire cure tempestive e di qualità è la base di una società civile”.
Al termine dell’audizione l’assessore Angela Lavalle ha portato il suo saluto istituzionale, ringraziando per l’approfondita analisi e confermando la volontà dell’amministrazione di mantenere un confronto costante con l’Ordine dei Medici. Il presidente Smaldone, nelle sue riflessioni conclusive, ha evidenziato l’urgenza di tradurre le analisi in azioni concrete perché i cittadini hanno diritto a risposte immediate e non a rinvii. Il presidente della Commissione Carminedavide Pace ha quindi chiuso i lavori ringraziando i presenti e assicurando la piena disponibilità a proseguire il dialogo, convinto che solo dal confronto istituzionale possano nascere risposte efficaci alle criticità del sistema sanitario lucano.

