Venerdì 20 febbraio 2026 alle ore 17 nella sede di Scambiologico a Potenza è in programma l’assemblea pubblica di Rifondazione Comunista Basilicata con la partecipazione di Paolo Ferrero. Di seguito la nota integrale.
Dopo un 2025 che ha visto grandi mobilitazioni contro il genocidio dei palestinesi che ha imposto la riduzione della ferocia di governo ed esercito israeliano, il 2026 è iniziato con il rapimento USA del legittimo presidente del Venezuela Maduro.
Siamo, con modalità ancora più profonde, nella condizione della terza guerra mondiale a pezzi. I potenti, anche nostrani, sono passati con disinvoltura dalla forza del diritto al diritto della forza.
L’Unione Europea ha deciso il riarmo con il voto bipartisan di FDI e PD al parlamento europeo con ulteriori 90 miliardi a debito da dare all’Ucraina. Il giorno 11 febbraio il PD vota insieme alle destre al governo per ulteriori aiuti militari all’Ucraina.
Con la finanziaria per il 2026 il governo Meloni ha destinato 7 miliardi di euro in più di spese militari, non ha adeguato la spesa sanitaria, quella per l’istruzione, ed ha aumentato l’età per la pensione. Nessuna misura per il salario minimo, nessuna risposta alle crisi industriali che vive il sistema paese.
Il governo continua a picconare la Costituzione, con i decreti sicurezza per reprimere chi si oppone alla chiusura dei centri sociali, quella dei violenti è solo una scusa, e chi vuole battersi per la giustizia sociale ed ambientale. Piccona la Costituzione anche attaccando l’indipendenza della Magistratura con la controriforma Nordio.
Draghi è andato con Letta in Belgio ad incontrare i capi di stato europei per invitarli ad un piano di investimenti di 1000 miliardi di euro a debito per salvare l’economia europea. Un grande piano di finanziamenti all’industria ed alla finanza europea con al centro il riarmo per una grande “difesa” europea. Questo è il terreno della guerra, che incrocia la decisione tedesca di diventare una grande potenza militare. Con la difesa dell’Ucraina come giustificazione per il consenso.
Il quadro è fosco e lo diventa ancora di più con la prospettiva certa che a pagare saranno ancora i ceti popolari in termini di reddito e di protezione sociale.
In Basilicata Stellantis è ai titoli di coda. L’invito di Elkann all’indotto di andare in Algeria dice tutto quello che i sindacati non hanno voluto capire. L’abbiamo detto a giugno 2023 a Rionero in Vulture che l’unico modo per mantenere la produzione di auto non solo a Melfi ma in Italia era ed è di imporre al governo di intestarsene la responsabilità. Vale anche per l’ILVA e per dirla tutta ci vuole un grande piano di ritorno dello stato nell’economia. Vanno ripubblicizzati ENI, ENEL, FERROVIE, Telecomunicazioni e le industrie soggette a grande competizione di mercato come l’automotive. Con un grande piano di riconversione ecologica dell’economia, manutenzione del territorio, delle infrastrutture tutte messe a rischio dall’affarismo dei privati, un rilancio dell’agricoltura e delle economie locali volte al rispetto del lavoro, del territorio e della salute dei consumatori.
In Basilicata non si può più stare ad affrontare le situazioni di crisi singolarmente, neanche si può pensare che possano essere di utilità il governo regionale ed i ceti politici che li hanno preceduti. La loro forma mentis è intrisa di liberismo, di centralità dell’impresa, sono parte del problema.
Ed è parte del problema il centro sinistra favorevole al riarmo con una idea conservatrice di appartenenza al campo occidentale che con il sostegno all’Ucraina pratica la guerra alla Russia e che con tanti suoi esponenti giustifica i crimini di Israele.
Proponiamo una coalizione di tutti quelle/i che si sono mobilitati con coerenza nel 2025, per riprendere la mobilitazione. Ambientalisti, cattolici, comunisti, per creare un punto di riferimento per tutti quelli che non accettano questa situazione e si sentono soli o impotenti. Per cambiare l’immaginario raccontato dai potenti e costruire una società a misura delle persone e dell’ambiente che per noi si chiama comunismo. Una coalizione che parli agli esclusi, alla gioventù a cui è prospettata l’insicurezza della vita, ai tre quarti di popolazione che vede peggiorare la propria condizione di vita e mobilitarsi per cambiarla.
Per confrontarsi e per riflettere insieme sulla utilità e sulla praticabilità della proposta che avanziamo, sui contenuti programmatici, sul contesto generale di guerra e di crisi economica dell’occidente imperialista, abbiamo invitato il compagno Paolo Ferrero per la sua conoscenza militante all’incontro di venerdì 20 febbraio a Potenza.

