“I dati parlano chiaro – aggiunge –: oltre il 70% delle assunzioni è a tempo determinato e nel 2025 si sono registrate più di 24 milioni di ore di ammortizzatori sociali, con incrementi superiori al 200% in alcune aree. Il Pil regionale resta sotto il 75% della media europea. Non siamo davanti a una fase ciclica, ma a una crisi strutturale”.
Secondo la UIL “non è più il tempo delle analisi ma delle decisioni”, anche alla luce della competizione globale: “Le aziende producono in Cina, nell’Est Europa e in India e poi vendono nei nostri mercati prodotti competitivi e di qualità. Una volta eravamo noi il riferimento, oggi dobbiamo tornare ad esserlo”.
Tortorelli evidenzia le criticità infrastrutturali: “Abbiamo aree industriali inaccessibili e non collegate alle grandi reti di trasporto. Il collegamento Potenza-Melfi è l’emblema della mancanza di visione della classe politica regionale. Senza infrastrutture moderne non esiste competitività e senza competitività non esiste industria”.
Sul fronte energetico la UIL è netta: “Non è più accettabile che in una regione che produce energia le imprese paghino energia più cara che altrove. Il settore estrattivo pesa fino al 10-12% del Pil regionale, ma questa ricchezza non si è trasformata in sviluppo diffuso. Il PiTESAI deve diventare una leva per abbattere i costi, sostenere le imprese e creare lavoro stabile”.
Tortorelli richiama anche la responsabilità dei grandi player industriali presenti in Basilicata: “Questa terra ha dato tanto negli anni in termini di crescita, qualità produttiva e sviluppo industriale. I lavoratori lucani hanno garantito competenze, professionalità e risultati. Oggi è il momento che anche le grandi imprese dimostrino la stessa fiducia verso questo territorio”.
“Non possiamo accettare – aggiunge – che la Basilicata sia considerata solo un luogo dove produrre quando conviene. Serve un impegno più forte, stabile e duraturo: investimenti, radicamento, valorizzazione delle competenze e della filiera locale. Perché il futuro industriale si costruisce insieme, non si consuma e basta”.
“Il tema centrale resta il lavoro – prosegue –: se il lavoro è precario e sottopagato, i giovani continueranno ad andare via. E con loro se ne va il futuro della Basilicata”.
“In questi mesi – sottolinea Tortorelli – con il percorso On the way. 131 abbiamo attraversato tutti i territori lucani, ascoltando direttamente lavoratori, imprese e comunità. Da questo ascolto emerge con chiarezza una richiesta: meno annunci e più scelte concrete su lavoro, industria e sviluppo”.
La UIL chiede quindi “una vera politica industriale a tutti i livelli”: “All’Europa una strategia che difenda le filiere produttive, al Governo nazionale interventi su energia e competitività, alla Regione Basilicata la capacità di guidare e non solo accompagnare”.
“Non possiamo continuare a gestire la fragilità – conclude Tortorelli –. La UIL ha scelto: non gestire il declino, ma costruire sviluppo. La Basilicata non è una terra povera. È una terra a cui non è stato permesso di crescere. Adesso non servono più parole: servono scelte”.
“Non possiamo limitarci a gestire l’esistente; dobbiamo avere il coraggio di tracciare una rotta chiara. La transizione energetica, l’innovazione tecnologica e la difesa dei livelli occupazionali sono i pilastri su cui stiamo costruendo la nostra azione amministrativa”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo intervenendo alle iniziative congressuali della Uilm. L’assessore ha sottolineato i risultati raggiunti nel comparto automotive garantendo a regime l’occupazione di tutte le unità lavorative degli stabilimenti PMC e Brose di San Nicola di Melfi, della Favorit, oltre a Smart Paper – perché – ha detto – “non abbiamo mai guardato solo ed esclusivamente alle criticità – internazionali, nazionali e locali che siano- e abbiamo sempre ripudiato il catastrofismo.
Inoltre, nel 2025 sono stati attivati circa 7 milioni di euro di cassa integrazione per area di crisi, mentre ulteriori 13 milioni di euro sono programmati per il 2026. Invece con l’Avviso Pubblico “Cassintegrati” si è pensato alla protezione dei lavoratori a forte rischio di disoccupazione, occupati all’interno di unità produttive regionali e percettori di ammortizzatori sociali, mediante a realizzazione di percorsi di up-skilling e re-skilling. Siamo preoccupati per le ricadute dagli scenari internazionali complessi, come la guerra nel Golfo Persico. In sostanza, ci troviamo davanti a tre fattori di impatto simultanei: energia, materie prime e logistica. Una combinazione che colpisce indistintamente tutto il sistema industriale, sia nella transizione verso l’elettrico sia nella produzione tradizionale. Dobbiamo quindi tutti essere pronti – nervi saldi e piani nel cassetto – per affrontare qualsiasi evenienza”.
Quanto alla situazione del polo auto di Mefi, Cupparo ha detto che “dopo un 2025 difficile, la produzione di Stellantis in Italia nel primo trimestre del 2026 è tornata a crescere: +9,5% dei veicoli prodotti e +22% delle auto. E soprattutto, a Melfi registriamo un dato molto significativo: +92,5% della produzione. Il 2026 potrà contare su modelli importanti: la 500 ibrida per l’intero anno, la nuova Jeep Compass, la DS8, a cui si aggiungeranno Ds7 e Lancia Gamma. Sono segnali concreti di una ripresa che dobbiamo consolidare. L’automotive non è una questione localistica. È una questione nazionale ed europea. Per questo le riflessioni che facciamo a Melfi devono avere una dimensione più ampia. Siamo in attesa del prossimo tavolo al MIMIT, previsto il 24 aprile, che coinvolgerà nove regioni italiane accomunate dalla presenza di poli automotive e del piano industriale che Stellantis presenterà il 21 maggio. Il confronto con il Governo e con Stellantis è continuo. È in questo quadro che la Regione Basilicata sta costruendo una pianificazione strategica che tenga insieme industria, lavoro, infrastrutture ed energia. Non un elenco di misure, ma una direzione condivisa. Il lavoro che abbiamo portato avanti è stato serio, continuo, spesso silenzioso, ma sempre orientato a difendere il lavoro e il ruolo strategico di Melfi nel sistema automotive nazionale ed europeo. Continueremo a farlo, insieme al Governo, alle parti sociali e a Stellantis, perché Melfi resti un grande polo industriale e un motore di sviluppo per il Mezzogiorno e per l’intero Paese. Il confronto con le parti sociali – ha aggiunto – è fondamentale: solo con una visione condivisa tra istituzioni, imprese e lavoratori possiamo trasformare le sfide di oggi nelle opportunità di domani. Il futuro dell’industria passa da qui”.



