Si sta svolgendo a Belgrado il meeting del progetto Models and Tools for Enhancing the Resistance and the Resilience to Wildfire in Natural Protected Areas and Wildland-Urban Interfaces. (RES2FIRE). Il programma europeo di supporto alle regioni adriatiche e ioniche, è finanziato con fondi interregionali, per un budget complessivo di circa 1,2 milioni di euro, iniziato a luglio 2024, si concluderà nel giugno 2027. L’obiettivo generale di RES2FIRE è quello di armonizzare e trasferire modelli e strumenti per l’adattamento ai cambiamenti climatici aumentando la resistenza e la resilienza degli ecosistemi naturali e antropici agli incendi boschivi. Adottare un quadro di conoscenze più efficace per la prevenzione e la preparazione al fine di ridurre il rischio di incendi boschivi. L’idea è quella di favorire una migliore capacità istituzionale di ridurre la diffusione e la gravità degli incendi boschivi, sviluppare soluzioni, procedure e metodologie comuni per mitigare il rischio di incendi boschivi attraverso misure ecosostenibili per ridurre il numero, l’entità e la gravità dei danni causati, aumentare la resilienza degli ecosistemi colpiti da tali fenomeni. Si tratta di una condizione di particolare rilievo nella regione del Mediterraneo, dove aumento delle temperature, delle ondate di calore, una riduzione della disponibilità di acqua e cambiamenti nei modelli di precipitazioni, si prevede che possano generare eventi di incendio più frequenti e intensi. Le soluzioni sviluppate congiuntamente da RES2FIRE rafforzeranno la capacità delle autorità di gestione e dei decisori di adottare misure. Partner del progetto sono: Centro di geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo (Italia, capofila), Institute for Protection and Ecology of the Republic of Srpska, Banja Luka (Bosnia-Herzegovina), AVMap GIS Digital Applications S.A. (Grecia), Kreo Association (Albania), University of Western Macedonia (Grecia), Municipality of Kocani (Macedonia del Nord), Institute for Development and Innovation (Serbia), Prlekija Development Agency (Slovenia), Public Institution Kozara National Park (Bosnia-Herzegovina); Partner associati: Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese; Comune di Potenza, Unità di Staff Protezione Civile; Municipality of Marathon (Grecia), Directorate of Forests, Regional Unity of Kozani (Grecia), Territorial Fire and Rescue Unit of Prijedor (Bosnia-Herzegovina), Municipality of Loznica (Serbia), Public Institution National Park Sutjeska (Bosnia-Herzegovina), Volunteer Fire Department Kocani (Macedonia del Nord), Public enterprise National forests Managing authority of the Osogovo mountains protected area (Macedonia del Nord). Per il Comune di Potenza a Belgrado è presente il responsabile della protezione civile comunale Giuseppe Brindisi che, nel corso di un suo intervento, dopo aver portato ai presenti il saluto del sindaco Vincenzo Telesca, ha sottolineato come “fenomeni che fino a poco tempo fa sembravano eccezionali, oggi stanno diventando sempre più frequenti. Fattori che contribuiscono ad aumentare la vulnerabilità dei nostri territori e dei nostri ecosistemi, rendendo gli incendi boschivi una delle principali minacce ambientali, economiche e sociali dell’area mediterranea e adriatico-ionica.
In questo scenario, RES2FIRE è un laboratorio di conoscenza condivisa, un luogo di confronto e di crescita reciproca, nel quale istituzioni, tecnici, ricercatori e decisori politici lavorano insieme per sviluppare strumenti, metodologie e procedure comuni capaci di migliorare la prevenzione, la preparazione e la gestione del rischio di incendio. Uno dei risultati più significativi raggiunti è stato quello di favorire un approccio armonizzato alla comprensione del rischio, creando le condizioni per trasferire buone pratiche e modelli di adattamento ai cambiamenti climatici tra territori che, pur presentando caratteristiche differenti, condividono problematiche e obiettivi comuni. RES2FIRE ci ha ricordato che gli incendi boschivi non conoscono confini amministrativi né nazionali. Per questo motivo la risposta non può essere frammentata. È necessario costruire una visione comune, basata sulla cooperazione internazionale, sullo scambio di dati e conoscenze, sulla pianificazione integrata e sulla capacità di coinvolgere tutti gli attori del territorio. Il progetto ha inoltre evidenziato come la lotta agli incendi non debba limitarsi alla gestione dell’emergenza. La vera sfida è investire nella prevenzione, nella pianificazione sostenibile del territorio, nella gestione attiva delle foreste e nella valorizzazione degli ecosistemi come strumenti fondamentali di adattamento climatico. Aumentare la resilienza dei sistemi naturali significa infatti proteggere le comunità, le economie locali, la biodiversità e il patrimonio ambientale che rappresenta una risorsa insostituibile per le generazioni future.
Adesso è necessario trasformare le conoscenze acquisite in azioni concrete, per integrare gli strumenti sviluppati nelle politiche territoriali e mantenere viva la rete di cooperazione che si è creata in questi anni. Ringrazio la Direttrice del Centro di geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo Lucia Maria Trivigno e il Professor Biagio Perretti per questa bellissima opportunità di crescita” ha concluso Brindisi.
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