Quella di venerdì 20 marzo 2026 è un’altra giornata da consegnare alla storia per la città di Matera. In concomitanza con la Giornata Internazionale della Felicità con la cerimonia inaugurale nel teatro Duni di Matera è partito il programma “Terre Immerse” per Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
L’evento inaugurale si è articolato in due momenti principali, snodandosi dal centro cittadino fino al cuore degli antichi rioni Sassi.
Il sipario si è alzato alle ore 17 con la riapertura straordinaria del cantiere dello storico Teatro Duni, gioiello architettonico che ha ospitato la cerimonia istituzionale.
L’evento è partito sulle note di Mediterraneo del cantautore lucano Pino Mango con un video diretto da Alessandro Rak e prodotto da Riva Dei Ginepri Production e Mad Entertainment Spa per MaTiFF – Matera International Film Festival. Un racconto visivo che restituisce l’essenza di un Mediterraneo che unisce, custodisce tracce e ricompone memorie in nuovi immaginari.
Sono intervenuti alla cerimonia per i saluti istituzionali in video collegamento il vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e in sala il vicepresidente esecutivo della Commissione europea e Commissario europeo per la politica regionale Raffaele Fitto, il Ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa Elisabetta Casellati, la Commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Suica, il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti, la Deputy Secretary General dell’Unione per il Mediterraneo Petra Kezman, il Direttore esecutivo della Fondazione Anna Lindh Josep Ferrè e la Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019 Rita Orlando.
Presenti in sala il presidente del Consiglio regionale Marcello Pittellla, assessori e consiglieri regionali, il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, numerosi sindaci della Basilicata e il sindaco di Bari, Vito Leccese.
Il cantiere dello storico Teatro Duni si è trasformato in uno spazio sospeso tra costruzione e immaginazione. Qui impalcature e strutture provvisorie sono diventate l’immagine della città che si ricostruisce, metafora del Mediterraneo stesso: un grande cantiere di acqua, pietra, luce e tempo.
Tra musica e parole, il cantiere è diventato metafora di un Mediterraneo in continuo divenire, luogo di incontro, dialogo e rinascita culturale.
La cerimonia istituzionale è stata condotta dalla giornalista Rai Valentina Bisti. Sui ponteggi del teatro, come su un palcoscenico verticale, l’Orchestra Sinfonica di Matera, diretta dal maestro Saverio Vizziello, e il Coro della Polifonica Materana Pierluigi da Palestrina hanno eseguito l’Inno Nazionale e l’Inno alla Gioia di Beethoven, restituendo per la prima volta, dopo anni di silenzio, il suono della musica dal vivo in questo teatro. Il cantiere è diventato così metafora di un Mediterraneo in continuo divenire: luogo di incontro, di dialogo, di rinascita.
Nel corso della cerimonia l’architetto Pietro Laureano ha tenuto la lectio brevis “Matera e il Mediterraneo dai mille volti di pietra, di acqua, di luce”, mentre la performance di danza “Anemos. Il soffio del mare” si è tradotta in un passo a due con Antonella Albano, Prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano, e Mick Zeni, già Primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano. La coreografia, creata appositamente per l’evento, è stata accompagnata da un brano originale composto da Mattia Vlad Morleo, che traduce in movimento il respiro del Mediterraneo.
E’ stato offerto anche un omaggio in poesia alla città di Tetouan, la città marocchina che è stata insignita quest’anno del titolo di capitale mediterranea della cultura e del dialogo insieme a Matera: l’attrice Eva Danino ha portato in scena in lingua originale “Ma patrie est un visage” del poeta marocchino Tahar Ben Jelloun.
La cerimonia ha alternato momenti musicali, performance e interventi istituzionali di rappresentanti del Governo italiano, della Regione Basilicata, della Città di Matera e di istituzioni europee e mediterranee, fino al momento musicale finale con Eugenio Bennato, tra i maggiori interpreti e innovatori della musica popolare del Sud Italia e del Mediterraneo.
Dalle 18:30 la città si è trasformata in un vero e proprio laboratorio performativo diffuso: abbracciando la filosofia del “Cantiere-evento”, lungo il percorso che unisce il Palazzo della Prefettura al Palazzo Lanfranchi, impalcature, balconi e spazi urbani si sono trasformati n palcoscenici di attivazione culturale, animati da musica e performance.
La performance artistica è partita con il cantiere-evento del Palazzo della Prefettura. Il pubblico in piazza Vittorio Veneto è stato sorpreso dal concerto bandistico verticale sui ponteggi del cantiere e dall’installazione dell’artista Vincenzo D’Alba. In scena sui ponteggi la Grande Orchestra di Fiati Città di Grottole, composta da 48 elementi e diretta dal maestra Filippo Carretta. L’evento è stato coordinato da Angelo Carbone, capobanda artistico e organizzativo.
La banda nasce nel 2000, un progetto voluto dal Maestro Direttore Carretta e dalla guida artistica prof. Carbone che cresce rapidamente tra concerti e successi. Ha collaborato con artisti come Max Gazzè, Bugo, Dargen D’Amico, Katia Ricciarelli e tanti altri. Ha avuto molti successi anche all’estero con tournée in Polonia, Portogallo, Austria, vincendo diversi concorsi e costruendo negli anni un percorso ricco di esperienze e riconoscimenti.
Con lo sguardo rivolto in alto il pubblico ha potuto ammirare anche la Sirena Bicaudata, l’installazione presente sul cantiere del Palazzo della Prefettura, realizzata a cura dell’artista Vincenzo D’Alba, L’installazione ripropone una delle iconografie più misteriose e rappresentative del mondo antico. La Sirena Bicaudata, infatti, incarna in maniera assoluta l’ambivalenza e la dualità. Il rapporto tra donna e animale, tra intelletto e istinto, tra fertilità e mistero. Questa icona presente sulla stessa facciata del Duomo di Matera diventa quindi un riferimento imprescindibile per leggere il presente, come sempre, sotteso tra passato e presente.
Dalle 19 spazio a “Strada Evento”. Da Via del Corso fino a Piazza San Pietro Caveoso, passando per Via Ridola e Via Bruno Buozzi, il percorso urbano si è animato con artisti, musicisti del Conservatorio e performer teatrali che si affacciano dai balconi, trasformando la strada in una sequenza di tableaux vivants sonori e visivi.
L’iniziativa è stata immaginata come una grande scena urbana condivisa, attivata grazie al coinvolgimento di artisti, compagnie, performer e musicisti, e resa possibile dalla complicità di negozianti e residenti.
La città è stata coinvolta con l’uso temporaneo di 33 balconi, 6 finestre, 2 terrazzi, 4 spazi pubblici e 4 vetrine, per un totale di 45 spazi dedicati ai performer e all’allestimento di Strada-evento.
Strada-evento ha offerto al pubblico le performance di danza di 31 ballerini posizionati su balconi, terrazze e locali commerciali, a cura di Oltredanza, Breathing Art Company, Danzatori di Ginosa, le performance musicali di 43 musicisti su balconi, terrazze e locali commerciali, a cura di Onyx Jazz Club, Matera e Conservatorio di Musica E.R. Duni di Matera e le performance artistiche di Stefano Siggillino e de La Compagnia del Trifone. Strada-evento è proseguito da Palazzo Lanfranchi a Piazza San Pietro Caveoso.
Il percorso tra i Sassi, da via Buozzi a piazza San Pietro Caveoso, è stato guidato dalla Grande Orchestra di Fiati Città di Grottole (composta da 48 elementi) e dalla Compagnia del Trifone (composta da 13 elementi).
Gran finale nel Sasso Caveoso con uno spettacolo laser di circa mezz’ora con scenografie di luce architetturale sul costone della gravina accompagnato da musica elettronica dal vivo. I suoni degli strumenti della cultura popolare dell’Italia Meridionale e di tutta l’area mediterranea, oggetto dello studio e della ricerca di Pino Basile, riprodotti dal vivo dallo sperone roccioso del Montirone (Santa Maria de Idris), sono stati masterizzati e ibridati con l’elettronica, in tempo reale, da Daniele Antezza e trasformati in algoritmi utili a riprodurre, sulla Murgia, flussi laser dal vivo, curati da Ultravioletto per produrre un universo sinestetico di colore e movimento. L’ideazione e la direzione creativa è stata affidata allo Studio Antani.
A seguire, scenografie luminose di droni, a cura di Nicola Di Meo – Drone&Lights Show Designer, hanno illuminato il cielo del Parco della Murgia: un drone show di circa 15 minuti con figure luminose tridimensionali e simboli di dialogo disegnati nel cielo sopra i Sassi.
Uno spettacolo che il pubblico ha potuto apprezzare da Via Madonna delle Virtù, Porta Pistola e dai principali affacci dei Sassi presenti nel centro storico della città di Matera.
Di seguito la nota inviata dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 sulla cerimonia inaugurale
Il weekend del 20, 21 e 22 marzo ha segnato l’apertura dell’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, il titolo conferito per il 2026 dall’Unione per il Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh alla città dei Sassi, insieme alla marocchina Tetouan. Tre giorni in cui la città ha dimostrato la propria capacità di essere insieme palcoscenico, laboratorio e comunità: dalla cerimonia inaugurale del 20 marzo, in coincidenza con la Giornata Internazionale della Felicità, alle Giornate FAI di Primavera e alle iniziative dell’Università degli Studi della Basilicata, fino alla mongolfiera brandizzata che all’alba di domenica ha animato il Parco del Castello.
Il 20 marzo la cerimonia istituzionale, condotta dalla giornalista Rai Valentina Bisti, ha preso vita nel pomeriggio al cantiere del Teatro Duni, restituito per la prima volta dopo anni di silenzio alla musica dal vivo. In apertura, le note di “Mediterraneo” del cantautore lucano Pino Mango hanno fatto da sottofondo al video diretto da Alessandro Rak e prodotto da Riva Dei Ginepri Production e Mad Entertainment Spa per MaTiFF – Matera International Film Festival, restituendo l’essenza di un Mediterraneo che unisce, custodisce tracce e ricompone memorie in nuovi immaginari.
Sui ponteggi trasformati in palcoscenico verticale, l’Orchestra Sinfonica di Matera, diretta dal Maestro Saverio Vizziello, e il Coro della Polifonica Materana Pierluigi da Palestrina, diretto dal Maestro Carmine Antonio Catenazzo, hanno eseguito l’Inno Nazionale e l’Inno alla Gioia di Beethoven. L’architetto Pietro Laureano ha tenuto la lectio brevis sul Mediterraneo di pietra e d’acqua; Antonella Albano e Mick Zeni, Prima Ballerina e già Primo Ballerino del Teatro alla Scala di Milano, hanno interpretato il passo a due “Anemos. Il soffio del mare” su musica originale di Mattia Vlad Morleo. L’attrice Eva Danino ha portato in scena “Ma patrie est un visage” del poeta marocchino Tahar Ben Jelloun, omaggio alla città gemella Tetouan. A chiudere la cerimonia è stato Eugenio Bennato con “Che il Mediterraneo sia” e “Ninna Nanna 2002”. A seguire, sulla facciata del Palazzo della Prefettura, l’installazione Sirena Bicaudata di Vincenzo D’Alba richiamava una delle iconografie più antiche del Duomo di Matera, mentre la Grande Orchestra di Fiati Città di Grottole, 48 elementi diretti dal Maestro Filippo Carretta, si esibiva sui ponteggi. Contemporaneamente la Strada Evento ha animato Via del Corso e Via Ridola con 36 ballerini, 38 musicisti, le performance di Stefano Siggillino e della Compagnia del Trifone distribuiti su 45 spazi urbani, tra balconi, finestre, terrazzi e vetrine, fino a raggiungere Piazza San Pietro Caveoso, nel silenzio antico dei Sassi. I format Cantiere-evento® di Cantiere Teatro Duni, Cantiere Prefettura e Strada Evento sono stati curati dalla Fondazione Gianfranco Dioguardi / Dioguardi Lab.
A chiudere la serata del 20 marzo uno spettacolo che resterà nel racconto della città: dal Sasso Caveoso, i suoni della tradizione popolare mediterranea di Pino Basile, ibridati in tempo reale con l’elettronica di Daniele Antezza, si sono trasformati in flussi laser sulla Murgia, curati da Ultravioletto, in un universo sinestetico ideato e diretto da Studio Antani. 850 droni, infine, hanno disegnato nel cielo architetture luminose sotto la regia di Nicola Di Meo, in uno spettacolo visto da migliaia di materani e visitatori che hanno trasformato i muretti dei Sassi in un balcone continuo e sinuoso. A loro si sono aggiunti i tantissimi spettatori che hanno potuto seguire i vari momenti della giornata attraverso le dirette della TGR Basilicata, TRM network e il canale YouTube della Fondazione Matera Basilicata 2019.
Il programma della giornata inaugurale è proseguito anche nel fine settimana. Nel quadro delle Giornate FAI di Primavera del 21 e 22 marzo, il cantiere del Teatro Duni ha aperto eccezionalmente al pubblico come omaggio alla memoria dell’architetto Ettore Stella, con visite guidate a cura del FAI Basilicata e degli studenti dell’Istituto E. Duni – C. Levi in collaborazione con Cantiere-evento®. Sabato mattina il teatro ha ospitato il talk “Il futuro del passato” con gli artisti Vincenzo D’Alba, Domingo Milella ed Edoardo Tresoldi, a cura di Dioguardi Lab. Tra i tanti luoghi aperti al pubblico, anche la Chiesa Rupestre di Santa Barbara e San Rocco di Casalnuovo, simbolo di dialogo interreligioso, e il Museo del Pane, eredità culturale condivisa delle civiltà mediterranee.
L’Università degli Studi della Basilicata ha contribuito al weekend inaugurale con le iniziative di “Università Svelate”, tra cui le Esplorazioni Urbane nei quartieri Borgo La Martella e Lanera nell’ambito del progetto FraMMET, e la Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, con la lectio di Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura. Dall’alba di domenica 22 marzo e per tutta la mattinata, nel Parco del Castello una mongolfiera ancorata e brandizzata con il logo di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 ha offerto un’immagine suggestiva sulla città che si svegliava, accompagnata dall’esibizione al pianoforte del Maestro Rocco Claudio. Nei prossimi mesi la mongolfiera sarà presente in diverse città italiane per promuovere Matera 2026.
Fondamentali per la riuscita delle giornate inaugurali sono state le collaborazioni con i diversi enti del territorio: la Regione Basilicata, la Provincia di Matera per la concessione di Palazzo Malvinni Malvezzi, dove è stata posizionata la strumentazione necessaria per lo spettacolo dei laser, il Parco della Murgia Materana per gli spettacoli sulla Murgia, la Prefettura di Matera, i Musei Nazionali di Matera per l’accoglienza delle delegazioni istituzionali nazionali e internazionali a Palazzo Lanfranchi, l’APT Basilicata per aver ospitato negli spazi dell’Infopoint di Piazza Vittorio Veneto la sala stampa a disposizione per tre giorni degli 80 giornalisti accreditati. Fondamentale per la sicurezza è stata altresì la presenza dislocata delle numerose Forze dell’Ordine mentre a supporto di tutte le iniziative hanno operato i volontari dell’Associazione Open Culture 2019, CNGEI e AGESCI.
Cerimonia inaugurale Matera 2026, intervento vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani: Da Matera nuovi percorsi di pace, dialogo e collaborazione nel Mediterraneo”
“Il percorso che inizia oggi a Matera è una importante occasione anche per rilanciare un messaggio forte di pace e dialogo. Proprio nei momenti di crisi è fondamentale trasformare le sfide in opportunità e guardare al futuro con fiducia e voglia di fare.
Dobbiamo cogliere l’opportunità di Matera 2026 per lanciare nuovi percorsi di pace, dialogo e collaborazione nel Mediterraneo.
Tajani ha sottolineato che “la crisi in Iran e nel Golfo sta scuotendo il Medio Oriente, il Mediterraneo e gli equilibri globali. Siamo impegnati a Bruxelles, nel G7 e alle Nazioni Unite per favorire la de-escalation ed evitare l’allargamento del conflitto. Questa crisi – ha proseguito il vicepresidente del Consiglio dei ministri – mostra la sempre più profonda interconnessione tra gli scenari di crisi e gli effetti sulle nostre economie. Penso soprattutto al tema delle risorse energetiche. La nostra priorità è aiutare le imprese e le famiglie italiane. Il Governo è al loro fianco. Abbiamo già varato un primo pacchetto di misure sul prezzo dell’energia. Stiamo lavorando a un pacchetto di misure per le nostre imprese esportatrici, con il sostegno di Ice, Sace, Simest e Cdp. Abbiamo ribadito la centralità della sicurezza e della libertà di navigazione, nel Mar Rosso e nel Mediterraneo. L’Italia è già in prima linea in tutte le missioni navali Ue nell’area”.
Di seguito il testo integrale
Cerimonia inaugurale Matera 2026, intervento sindaco di Matera, Antonio Nicoletti
Buon pomeriggio,
Saluto e ringrazio per la loro presenza il Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto e il Ministro Elisabetta Casellati, la Commissaria al Mediterraneo Dubravka Šuica, le istituzioni regionali a partire dal Presidente Vito Bardi, i nostri graditi ospiti internazionali dell’Unione per il Mediterraneo Petra Kezman e della Fondazione Anna Lindh Josep Ferré, tutte le autorità civili e militari, sua Eccellenza il Vescovo, i colleghi sindaci, che ci hanno raggiunto così numerosi…saluto tutti voi qui presenti e chi ci sta ascoltando in piazza o da remoto.
Saluto con particolare affetto la rappresentanza scolastica, le ragazze e i ragazzi che sono il presente e il futuro del mondo.
Saluto e ringrazio chi, del Comune e della Fondazione Matera Basilicata 2019, lavorando con impegno, passione e dedizione, ha consentito a tutti noi di essere oggi qui, a inaugurare l’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo.
Il Mediterraneo, per i Romani, era il “Mare nostrum”; cosa è invece per noi italiani, per noi europei? Di solito possiamo considerare “nostro” un pezzo di terra, non qualcosa che sfugge tra le dita come l’acqua. E allora, posso dire cosa è per me. È la spiaggia quasi deserta delle mie estati di bambino, il mare che si è portato via la mia palla. È il mare che ho studiato a scuola, quello di Omero e di Ulisse – il mare del ritorno a casa -, quello delle guerre persiane, delle crociate e delle incursioni saracene, ma anche il mare delle avventure disegnate di Corto Maltese, il mare del viaggio sognato, degli approdi, … e dei naufragi. Il mare dove nuotò per salvarsi mio zio marinaio, quando la sua nave venne affondata durante la Seconda Guerra Mondiale. Quando ero piccolo mi raccontava dei suoi amici che non ce la fecero; stremati, si lasciarono andare a fondo perché si salvassero gli altri.
È il mare che ha restituito il corpo del piccolo Alan Kurdi, che come tanti, troppi altri, ha perso la vita in cerca di una vita migliore. Quando io avevo la sua età, andavo con mio padre in campagna, un piccolo appezzamento di terra appena fuori dal centro abitato. Mi affascinava l’enorme quantità di conchiglie fossili che trovavo per terra, o sui fronti di cave di tufo scavate secoli addietro per costruire la città. Trovavo più conchiglie lì, di pietra, che non sulla spiaggia.
Anni dopo, proprio poco lontano da qui, fu scoperto un enorme fossile di balena, oggi custodito nel Museo Ridola.
Quindi il “mare nostro” è un po’ anche il mare del tempo. Ma il tempo non è nostro, al massimo siamo noi ad appartenergli, “come dei piccoli segmenti in uno spazio infinito”. Diceva così don Basilio Gavazzeni.
Se guardiamo all’Europa e al Mediterraneo, dobbiamo trovare il nostro posto nel tempo e non soltanto nello spazio. Possiamo farlo pensando a ciò che resterà, di noi e delle nostre civiltà, ovvero quello che costruiamo, ma anche quello che non distruggiamo. Come gli esseri umani, anche le città sopravvivono nel tempo per i segni che lasciano.
Per essere capitale della cultura e del dialogo, dobbiamo cercare e saper riconoscere i segni delle altre città, delle altre culture, il segno degli altri. Solo così potremo tracciare un segno nostro, e far riconoscere il significato di una città come Matera, che persiste nel tempo come le conchiglie che sono nei blocchi di pietra di cui è costruita.
Il messaggio di Matera capitale della cultura e del dialogo, in questo tempo, è proprio questo messaggio di pace e di solidarietà. Di comunità. Di amore. Parole così forti, che a volte sembrano spaventarci.
Cos’è, quindi, il Mediterraneo per una capitale culturale europea?
Di certo non è, come potrebbe dire Bauman, un “confine liquido”, che poi, per il solo fatto di essere percepito come tale, come tutti i confini finisce per invitare al suo attraversamento.
Non è solo un’area geografica, né tantomeno un’entità circoscritta nello spazio: così come l’Europa (per il comune e più profondo sentimento europeo) è definita dalle diversità delle sue culture, altrettanto può dirsi del Mediterraneo. Una diversità figlia del tempo, che ha prodotto la nostra – le nostre – culture, che ci uniscono. Non è l’acqua, infatti, l’unico elemento ad accomunare questa parte di mondo, ma anche la pietra; non ci sono solo i confini, le distanze, le divergenze, ma anche la scienza, i linguaggi (e i dialetti), il cibo, la musica, la letteratura, … molto ma molto di più dei conflitti e della sofferenza dei popoli e degli individui.
Lo scopriremo nei prossimi mesi, che ci vedranno declinare tutto questo in progetti, insieme alla nostra città gemella di Tetouan, capitale Mediterranea 2026 al pari di Matera. E per noi materani, se il 2019 ha chiuso una lunga stagione di desideri cercati e di obiettivi raggiunti, il 2026 aprirà la stagione dei nuovi progetti e anche dei luoghi restituiti alla città, a partire da questo.
Abbiamo scelto di inaugurare quest’anno nella giornata internazionale della felicità, che coincide con la fine del Ramadan. Domani inizia la Primavera, una nuova stagione.
Definire la felicità non è semplice; un dizionario direbbe che è “lo stato d’animo di chi è pienamente appagato”. Ma come potremmo esserlo, se vicino a noi infuriano le guerre? Per noi, come diceva il grande Rodari, “la felicità sta nel fare le cose che possono arricchire la vita di tutti gli uomini; nell’essere in armonia con coloro che vogliono e fanno le cose giuste e necessarie. La felicità non è semplice e facile: è una lotta”.
Felicità può voler dire impegnarsi, con ostinazione e tenacia, a cercare la bellezza, a scacciare le paure che ci limitano, a ricordare a tutti che i droni o i laser non devono necessariamente essere strumento di morte, ma possono e devono essere strumenti che creano arte. E lo dimostreremo stasera!
Allora, se questa è la felicità, sarà stata felice la famiglia di imprenditori materani che costruì questo teatro, inaugurato esattamente 77 anni fa, il 26 marzo 1949. L’Italia usciva dalla Guerra e Matera, città medaglia d’argento al valor militare e medaglia d’oro al valor civile, veniva scoperta proprio in quegli anni dalla comunità italiana e internazionale come città “troglodita”, dove la gente viveva in grotta, in condizioni di miseria inumane. In quegli stessi anni, degli imprenditori locali investirono le loro risorse in cultura, dando fiducia a un giovane architetto, Ettore Stella, per costruire questa straordinaria opera di architettura, destinata per generazioni ad essere dedicata alla bellezza e all’arte. Una casa della cultura, un luogo per il futuro, difeso e riscattato da questa comunità contro i rischi della speculazione edilizia. Ha attraversato il tempo fino al 2019, e oggi era un cantiere, un luogo chiuso e interdetto alla vita della città. Non ci siamo fermati, e abbiamo trasformato il cantiere, come testimonianza dell’operosità italiana, capace di creare bellezza e armonia, e di non fermarsi di fronte agli ostacoli, con volontà, professionalità e coraggio.
Con questo stesso spirito indomito, che appartiene al popolo materano, vivremo il nostro rinnovato ruolo di città Capitale della Cultura – e adesso anche del Dialogo. Con tenacia e ostinazione scopriremo e parleremo di un Mediterraneo nuovo, definito non per i suoi “confini”, che oggi sono troppo spesso “divisioni”, non per ciò che rappresenta un limite al comune sviluppo, al dialogo e all’armonia, all’anelito di pace delle genti.
Definiremo invece il Mediterraneo per ciò che ci fa sentire più vicini, per ciò che ci arricchisce l’un l’altro, un po’ come fece quasi mille anni fa un celebre geografo arabo, Muhammad Al-Idrisi, alla corte di re Ruggero II di Sicilia. Un uomo di scienza arabo, e un re normanno, venuto da un’altra parte dell’Europa.
Oggi, dopo quasi mille anni, sarà di nuovo l’Italia, il Mezzogiorno d’Italia, ad avvicinare l’Europa al Mediterraneo. Matera 2026 è un progetto aperto a tutti i cittadini, ai Comuni della Basilicata e del Mezzogiorno, alle Istituzioni nazionali e internazionali. Europa e Mediterraneo si incontrano oggi in un semplice e potentissimo punto focale, da cui scaturisce un’energia che ha trasformato il destino di una comunità, e che si staglia verso il cielo come messaggio di fiducia per molti. Questo punto focale coincide con il “campanile” di un Municipio italiano, quello della città di Matera, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
Auguri Matera, e buon nuovo inizio a tutti noi!
Cerimonia inaugurale Matera 2026, intervento Presidente Regione Basilicata, Vito Bardi: cultura, pace e costruzione
Nel suo intervento alla cerimonia inaugurale, il Presidente ha evidenziato la visione con cui la Regione sostiene l’iniziativa internazionale, parlando di un laboratorio dove dialogo culturale tra Paesi, cooperazione economica e scambi formativi devono intrecciarsi per generare vitalità.
“Oggi è una giornata importante. Non celebriamo soltanto un titolo, ma inauguriamo una visione. La visione di un Mediterraneo che imbraccia la cultura come arma potente di costruzione. Questo mare, che per secoli è stato teatro di scambi e conflitti, ha conosciuto la sua grandezza quando ha scelto la via della conoscenza. Un mare che unisce l’Europa e l’Africa, le coste e le terre interne, i porti e le città di pietra, i popoli che nei secoli hanno lasciato qui i loro linguaggi, le loro memorie, le loro forme di vita. È in questa stratificazione che oggi riconosciamo un nuovo inizio che trova in Matera, già Capitale europea della cultura, il suo centro simbolico”. È quanto ha dichiarato il presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, intervenendo alla cerimonia inaugurale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, dopo aver portato i saluti della Basilicata ai numerosi rappresentanti istituzionali presenti. “Ringrazio a nome della Regione Basilicata l’Unione per il Mediterraneo e la Fondazione Anna Lindh per aver premiato la nostra città, il nostro Sud, la nostra Italia. Il titolo che oggi celebriamo insieme alla città marocchina di Tétouan – ha aggiunto Bardi – non è un semplice riconoscimento: è un programma di cooperazione, un impegno reciproco a costruire relazioni, a condividere competenze, a generare opportunità. Matera e Tétouan, città patrimonio Unesco, sono entrambe porte d’ingresso, entrambi luoghi dove la storia non è mai stata un confine ma un ponte.
Ed è proprio da questo ponte che nasce il nostro messaggio più importante: un messaggio di pace. “La pace è un sogno, può diventare realtà… Ma per costruirla bisogna essere capaci di sognare”, diceva il Nobel per la pace Nelson Mandela. Noi stiamo lavorando affinché quel sogno costruisca mondi possibili. In questo Mediterraneo attraversato da tensioni e conflitti, due città dell’entroterra dimostrano che il dialogo non è un gesto simbolico, ma una scelta concreta. La pace si costruisce così, mettendo in relazione le comunità, condividendo conoscenze, creando fiducia. È un messaggio che l’Italia e il Marocco offrono oggi all’intero bacino mediterraneo. Parliamo quindi di diplomazia culturale che diventa leva di stabilità, di cooperazione economica e di sviluppo umano. Una visione che si inserisce pienamente nella strategia mediterranea del Governo italiano. Ce lo ricorda il Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo con il suo programma secondo cui per raggiungere stabilità e sviluppo bisogna passare dalla conoscenza, dal rispetto e dalla collaborazione tra le società civili. E Matera 2026 – ha evidenziato il presidente – è un tassello concreto di questa prospettiva: un laboratorio dove dialogo culturale tra Paesi, cooperazione economica e scambi formativi si intrecciano generando nuova vitalità.
Ce lo ricorda Adriano Olivetti, che negli anni Cinquanta vide in Matera un luogo emblematico per ripensare lo sviluppo, mettendo al centro la dignità della persona, la qualità dell’abitare e la forza della comunità. Oggi portiamo quella lezione nel Mediterraneo: una cultura diffusa, radicata nei territori, capace di generare coesione e responsabilità condivisa. La Regione Basilicata sostiene questo progetto con una visione chiara: la cultura come infrastruttura civile. Il teatro che oggi ospita la cerimonia di apertura dell’anno di capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo ne è un esempio. Ma soprattutto, voglio sottolineare che questo percorso non appartiene solo alle istituzioni: appartiene alle popolazioni, alle comunità che abitano il Mediterraneo da millenni. Sono loro i veri protagonisti di questo progetto: le donne e gli uomini che custodiscono narrazioni antiche, che portano nel quotidiano visioni, gesti, saperi, percezioni che nessun piano strategico può inventare. Un Mediterraneo più unito nasce solo così: quando le comunità si riconoscono parte di un disegno più grande e diventano esse stesse narratrici, custodi, costruttrici di dialogo. Il Mediterraneo sia allora un manifesto di identità condivisa, una metafora potente che parla di radici, di memoria, di energia vitale, un luogo dell’anima più che uno spazio geografico. A lui si sono ispirati cantori e poeti descrivendolo come un mondo ricco di storia, di fascino e di bellezza. Mediterraneo da scoprire, cantava uno degli artisti più rappresentativi della nostra terra, Pino Mango, che a questo mare dedicò una delle sue più belle canzoni. Matera 2026 – ha concluso Bardi – sarà dunque un anno ricco di grandi opportunità, in cui i nostri giovani potranno trovare percorsi formativi e rigenerativi nei progetti euro‑mediterranei. La Basilicata è pronta a fare la sua parte. Matera è pronta a guidare questo percorso. E insieme, Italia e Marocco, possiamo costruire un Mediterraneo più unito, più consapevole, più capace di generare pace, sviluppo e opportunità”.
Cerimonia inaugurale Matera 2026, intervento esidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella: “Matera come ponte di dialogo nel Mediterraneo”
Il presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella, in occasione dell’inaugurazione di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026: Basilicata crocevia che unisce tradizioni e culture
“Matera e la Basilicata tornano oggi al centro dello scenario internazionale, con una storia che precede qualsiasi riconoscimento”. Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella.
“Il Mediterraneo – prosegue Pittella – è parte costitutiva dell’identità di questo Paese e di questa regione. Un bacino attraversato da tensioni profonde, da conflitti che non si chiudono, da migrazioni che interpellano le coscienze. La cultura resta uno degli spazi in cui il dialogo può ancora avanzare dove altri strumenti si sono fermati.”
“Matera – sottolinea il Presidente del Consiglio – ha le condizioni ideali per svolgere questo ruolo con credibilità. Lo ha già dimostrato nel 2019, quando il riconoscimento di Capitale Europea della Cultura ha prodotto risultati concreti per il territorio e per la sua proiezione internazionale. Non in virtù di un titolo formale, dunque, ma per quello che è, una città crocevia che ha nel proprio tessuto storico e sociale la capacità di fare coesistere culture e tradizioni diverse. È una risorsa concreta, che la Basilicata mette a disposizione della comunità internazionale.”
“L’Italia – conclude Pittella – ha nel Mediterraneo una posizione che si traduce naturalmente in responsabilità. È il senso più profondo di ciò che Matera e la Basilicata inaugurano oggi”.
Cerimonia inaugurale Matera 2026, Io Sud Matera: “Evento di livello internazionale, orgoglio per tutto il territorio”
“Quella di oggi non è stata una semplice inaugurazione, ma la dimostrazione concreta che il nostro territorio è in grado di parlare al mondo con autorevolezza, visione e qualità. L’avvio della manifestazione con le note di ‘Mediterraneo’ di Pino Mango ha rappresentato un momento altamente simbolico, capace di evocare identità, radici e visione. La cerimonia inaugurale è stata semplicemente straordinaria”.
A dichiararlo è Io Sud Matera, che interviene sull’avvio ufficiale di Matera Capitale del Mediterraneo della Cultura e del Dialogo. L’evento ha visto una partecipazione ampia e una proposta artistica e culturale di alto profilo, capace di valorizzare il ruolo strategico della città nel contesto mediterraneo.
“Vogliamo esprimere un plauso sincero all’amministrazione guidata dal sindaco Nicoletti per il lavoro svolto e per l’organizzazione di una cerimonia inaugurale elegante, coinvolgente e perfettamente riuscita – prosegue Io Sud Matera –. Matera si conferma ancora una volta piattaforma naturale di incontro tra culture, popoli e tradizioni del Mediterraneo, in un tempo in cui il dialogo è una necessità, non una scelta”.
“Questo risultato – si aggiunge – è anche il frutto di una sinergia istituzionale che va riconosciuta: il sostegno del Governo Meloni e della Regione Basilicata guidata da Bardi dimostra che quando i livelli istituzionali lavorano nella stessa direzione si possono raggiungere traguardi concreti e visibili”.
“Il Mediterraneo non è solo uno spazio geografico, ma un’identità culturale condivisa fatta di storia, scambi, contaminazioni e futuro. Matera oggi assume pienamente questo ruolo, diventando punto di riferimento per una nuova stagione di cooperazione e sviluppo”.
“Adesso – si conclude – la sfida è trasformare questo grande avvio in un percorso stabile di crescita, capace di generare opportunità economiche, culturali e occupazionali. Matera ha acceso un faro: ora va tenuto acceso, con visione e responsabilità”.
Cerimonia inaugurale Matera 2026, Ugl: “Matera 2026 Motore del Mediterraneo: Lavoro, Occupazione e Sviluppo con l’Ugl al Fianco dei Lavoratori”
Con onore, Pino Giordano, Segretario Provinciale Ugl Matera, ha preso parte oggi all’inaugurazione che consacra Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Un evento storico che proietta la città dei Sassi al centro del Mediterraneo, non solo come simbolo culturale, ma come motore concreto di lavoro, crescita e opportunità per tutto il Sud Italia.
“Matera 2026 non è solo un evento culturale – dichiara Giordano – è un’occasione straordinaria per creare occupazione stabile, sostenere imprese e generare sviluppo reale. Questa città può diventare un volano per l’intera provincia e per il Sud, capace di trattenere i giovani, valorizzare competenze e trasformare le idee in risultati concreti.”
L’Ugl Matera, sindacato del fare, assume un ruolo da protagonista. “Saremo presenti nelle istituzioni, nei tavoli decisionali e nei progetti legati a Matera 2026 – continua Giordano – per garantire che ogni investimento produca ricadute occupazionali tangibili e durature, perché cultura e sviluppo devono camminare insieme, sempre.”
Matera si conferma così faro del Mediterraneo, città di dialogo e di opportunità, modello per tutto il Sud. Qui si uniscono innovazione, lavoro e politiche attive, trasformando la cultura in crescita economica concreta.
“Da Matera parte il futuro del lavoro e dello sviluppo in Basilicata e nel Sud Italia – conclude Giordano – e l’Ugl sarà al fianco di ogni iniziativa che sappia trasformare ambizione in risultati. La nostra sfida è chiara: fare del lavoro il cuore pulsante della rinascita del Mediterraneo.”
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La fotogallery della cerimonia inaugurale (foto www.SassiLive.it)











































































































































