Celebrazioni 78° anniversario del 21 settembre 1943 a Matera: report, interventi sindaco Bennardi e presidente Provincia di Matera Marrese, foto

21 Settembre, 2021 12:22 |
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Celebrato questa mattina a Matera per il 78° anniversario del 21 settembre 1943, giornata che ha segnato l’insurrezione della città di Matera contro l’oppressione nazifascista. Un’insurrezione popolare premiata il 19 agosto 2016 con il conferimento alla città la Medaglia d’oro al valor civile, consegnata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante una cerimonia che si svolta al Quirinale il 17 novembre 2016.
Questa mattina dopo la deposizione di una corona di alloro al Cippo di via Lucana, alla lapide di via Lucana presso l’edificio ex Società Elettrica e alla lapide in via Cappelluti presso la Camera di Commercio, nella chiesa di San Francesco d’Assisi è stata celebrata la Santa Messa da Monsignor Pino Caiazzo.
E’ partito quindi il corteo verso Piazza Vittorio Veneto, luogo in cui sono stati resi gli onori al prefetto di Matera Rinaldo Argentieri da parte del picchetto Interforze. E’ stata quindi deposta una corona di alloro al Monumento ai Caduti.
Sono intervenuti il Presidente ANPI Matera, Angelo Tataranno, il Presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, il sindaco di Matera, Domenico Bennardi. Alla cerimonia ha partecipato l’Associazione culturale musicale “Nunzio Vincenzo Paolicelli – Città di Matera. Coinvolto anche il centro di cultura teatrale Skené per alcuni testi dedicati all’insurrezione contro i nazi-fascisti.

Intervento sindaco di Matera, Domenico Bennardi

E’ per me un onore avere la possibilità di portare il messaggio della città in questa giornata così importante per la nostra storia.
Desidero innanzi tutto dare il benvenuto in questa piazza alleautorità presenti, alle associazioni combattentistiche e d’arma, ai cittadini.
Il 21 settembre assume per tutti noi il valore insopprimibile della libertà, dei diritti umani, sociali e politici.E’ una vicenda che fa parte della identità materana: non mi soffermo nel racconto della storia di quella giornata, ma sappiamo tutti che a Matera, come nel resto del Mezzogiorno, la rivolta ebbe il carattere di resistenza civile, nata soprattutto come reazione spontanea all’arroganza tedesca. Quelle tre ore di moti popolari furono uno dei primi episodi della Resistenza, che anticiparono anche le giornate di Napoli: furono un evento che rivelò un intreccio profondo della storia e della identità della nostra città con la storia e l’identità dell’intero Paese, il patrimonio comune e condiviso in tutta Italia.
Matera si ribellò senza preparazione, senza nessuna organizzazione, lo fece spontaneamente: gli uomini si batterono e morirono. Era scoppiato nel loro animo qualcosa che vi stava compresso e inespresso, e chi si rivoltava non era mosso dalla sola disperazione,ma dalla speranza.
Scrive Carlo levi: “Forse nell’animo di Manicone e degli altric’era per la prima volta, improvviso, il senso confuso di qualche cosa che si stava creando, di una solidarietà nuova, di una costruzione possibile e propria. II chiuso orizzonte feudale pareva aprirsi, si potevano creare, se ci si batteva per questo, dei nuovi rapporti umani. Questo è il valore profondo di quella grande rivoluzione che fu la Resistenza italiana, più vera per aver trovato qui, tra le argille e i tufi della terra contadina, il suo primo episodio”.

Il 21 settembre è per noi il Giorno della Memoria. E’ una storiadi coraggio di chi non si piegò al regime, di chi seppe resistere, di chi sacrificò la propria vita per il bene comune, per la costruzione di quell’Italia democratica e pacificata che noi abbiamo ereditato e che dobbiamo ogni giorno preservare e amare.
Dobbiamo credere nella forza della verità, nella forza della storia, e non smettere di difendere e proteggere quelle che sono le nostre radici, il lascito dei nostri padri.
E’nostro dovere ringraziare e ricordare quegli uomini liberi, tramandare la storia alle future generazioni; la memoria è infatti il principale baluardo affinché le tragedie vissute nel novecento non possano più accadere, non possano più ripetersi.
In una giornata come quella di oggi sappiamo che stiamo continuando a raccogliere quanto da loro seminato, ricordando soprattutto il carattere estremo della loro lotta, di persone che si sono schierate a favore della libertà sfidando l’ingiustizia che il regime aveva elevato a legalità. Questa è la base del riscatto, che richiede coraggio e determinazione. A quegli uomini rendiamo il nostro omaggio più sincero, perché ci hanno consegnato un destino di democrazia e libertà che potesse essere tale per tutti, anche per coloro che erano stati sul fronte opposto.
L’appuntamento del 21 settembre a Matera costituisce un incontro costante per una città non vuole dimenticare le vittime di quella gloriosa e tragica giornata e non vuole dimenticare il significato di quell’avvenimento. Ma non si tratta diun rito, né di un evento da protocollo istituzionale; è la rievocazione di un evento di coraggio e di speranza, perché Matera tenga stretta la sua storia.
Nel corso degli anni è capitato di rievocare il 21 settembre del 1943 per riaffermare, di volta in volta, i valori della pace e della solidarietà, di richiamare l’impegno per lo sviluppo economico. Il 21 settembre è stato un ancoraggio alle sfide più alte che abbiamo avuto davanti, e tante ancora ne abbiamo. Abbiamo il dovere di dare un futuro ai giovani.
E’la questione più importante che dobbiamo affrontare e risolvere, guardando al concreto degli interessi e delle esigenze delle nuove generazioni. Dobbiamo rimettere al centro l’investimento sui giovani quale settore nevralgico per la crescita delle nostre comunità.
L’agenda politica deve avere come priorità la valorizzazione delle nuove generazioni. Altrimenti continueremo ad avere giovani che si sentono sfiduciati, che non vedono più un futuro dignitoso, impotenti di fronte alla necessità di cambiare, di voltare pagina. Che cosa può dire oggi il 21 settembre ai giovani? Quel che colpisce immediatamente nei fatti della giornata che noi oggi celebriamo è la presenza di molti giovani e giovanissimi tra i protagonisti dell’insurrezione e tra le vittime. Giovanissimierano, ad esempio, le centinaia di avieri che erano stati sistemati nei locali dell’ex monastero dell’Annunziata – qui davanti a noi – e che soldati tedeschi fecero uscire per disarmarli e disperderli. Giovanissime erano alcune delle vittime: Vincenzo Luisi aveva appena 16 anni; Natale Farina e Michele Frangione ne avevano 19; Pietro Tataranni aveva 29 anni.

E compito delle istituzioni ritrovare quella passione che rende partecipi e protagonisti i cittadini, quell’agireche garantisca l’uguaglianza superando le disparità, garantendo il lavoro, trovare legami nelle diversità che percorrono il nostro tempo. Così potremo trovare quella forza che accompagnò gli eroi del 21 settembre, senza avere paura di correre rischi, mettendoci sentimento, passione, intelletto.

Stiamo attraversando, a livello globale, “la più grave tragedia umanitaria dopo la secondaguerra mondiale”, come l’ha definita Papa Francesco. Siamo consapevoli però, che nell’emergenza, dobbiamo tutti fare qualcosa. E anche il nostro Comune in accordo con altre istituzioni, a cominciare dalla Prefettura, sta facendo il possibile per garantire accoglienza, assistenza,integrazione.
Dinanzi alla crisi umanitaria dei profughi afghani il Comune di Matera intende fare la propria parte,per assicurare supporto e accoglienza in particolar modo alle persone più fragili: bambini e donne che rischiano di restare vittime di violenze e soprusi.
Anche a Matera, così lontana geograficamente, spetta il dovere di fare il possibile per sostenere la società civile afgana in questa lotta impari contro un gruppo armato e violento. Sabato scorso abbiamo accolto il primo nucleo di 11 persone provenienti dall’Afganistan. Non avremmo potuto mettere inatto iniziative di accoglienza e di solidarietà se non ci fosse stato ilcontributo della comunità cittadina, della società civile, del terzos ettore, delle associazioni, dei volontari.
La solidarietà che i materani hanno dimostrato e stannodimostrando anche in questo frangente non è una novità. La nostra è una città che ha imparato la solidarietà anche da quegli eroi che il 21 settembre del ’43 difesero la libertà e l’uguaglianza. Ecco perché quei valori, la Resistenza, trovano ancora significato nel raggiungimento della vita piena per ogni individuo.
Non disperdiamo mai quel vento che soffiò il 21 settembre. In fondo, la Resistenza continua.
Grazie di cuore e buon 21 settembre a tutti.

Intervento Presidente Provincia di Matera, Piero Marrese

IL 21 settembre 1943 rappresenta una data di fondamentale importanza per la storia della città di Matera. Coincide con la ribellione del popolo materano e la conseguente cacciata degli oppressori nazisti dalla città, in cui si stanziarono per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale. Matera fu la prima città del Mezzogiorno a insorgere contro il nazifascismo, una settimana prima delle “quattro giornate di Napoli”.
matera ha sempre dimostrato nella storia passata ed anche in quella presente, con matera 2019, la voglia di riscatto e di rinascita!
Gli storici e gli studiosi locali hanno chiarito bene tutti i dettagli della coraggiosa reazione dei materani ai tedeschi occupanti. Nel corso degli scontri con i militari tedeschi persero la vita 26 persone di cui 18 civili.
In particolare oggi non è inutile soffermarsi a parlarne, rivolgendoci soprattutto ai nostri giovani, che vivono tranquilli e lontani da quei tempi burrascosi e difficili.
Mantenere viva la memoria di quegli storici avvenimenti significa, infatti, riflettere sulle aberrazioni a cui portano le guerre e i regimi totalitari intransigenti.
Ora, si legge, a Kabul sta arrivando qualcosa che è peggio del nazismo!
Ogni ideologia totalitaria ha bisogno di un nemico contro cui si costruisce, definisce e sviluppa.
Il nazifascismo aveva un nemico razziale, oggi il jihadismo dei talebani ha in particolare un nemico di genere: le donne.
Le notizie che filtrano dal territorio, attraverso testimonianze personali spesso drammatiche, descrivono in Afganistan una situazione dove le donne sono le prime e principali vittime.
Vietare o ostacolare la parità di istruzione delle donne solo in quanto tali è una barbarie perché trasforma il razzismo di genere in leggi e regolamenti portatori di discriminazione permanente, condannando le vittime a una condizione di ignoranza, analfabetismo, sottomissione e isolamento nella società a cui appartengono. Le donne non possono uscire di casa se non accompagnate e non possono scoprire nemmeno le mani. Altrimenti vengono lapidate, prese a pietrate.
Quando le vittime designate della repressione del regime trovano il coraggio di protestare, come avvenuto in alcune giornate a Kabul, vengono picchiate dai talebani in mezzo alle strade.
Rinsaldare la memoria degli avvenimenti passati e parlare delle attuali situazioni in Medio Oriente serve a ristabilire con fermezza nelle giovani generazioni i principi cardine della democrazia: il diritto alla libertà di pensiero; l’aspirazione alla pace, alla solidarietà e alla legalità; la lotta a ogni sopruso ottenuto con la forza; l’impegno civico e la difesa delle libertà fondamentali.
Non si può restare indifferenti di fronte a tante atrocità.
I nostri giovani devono conoscere la storia passata e rendersi protagonisti costruttivi della storia presente, non possono e non devono restare indifferenti perché, come ha detto Papa Francesco “la sordità interiore è peggio di quella fisica”.
Ho avuto occasione di far visita ad un centro di prima accoglienza di Afgani, insieme a S.E. Il Prefetto, ed ho ancora stampato negli occhi lo sguardo lucido di commozione e misto di paura e dolcezza di una ragazzina di 12 anni che, stringendosi ai suoi, non finiva di mai ringraziare per l’ospitalità !
È con questo spirito che oggi celebriamo questa data così importante della storia di Matera.
Ed è da questo particolare momento storico che deve partire una profonda riflessione e quel messaggio di speranza e forza che ci aiuti ad essere sensibili rispetto alle limitazioni della libertà a cui si assiste tutt’oggi, perché TUTTI i giovani del mondo possano godere della libertà e ricevere l’istruzione, bene essenziale per lo sviluppo umano e possano, vivere con dignità, in pace e fraternità.
Tutti noi, e i giovani in particolare, dobbiamo quindi essere fieri dell’eroismo evidenziato dai nostri concittadini in quella fatidica giornata del 21 settembre 1943.
Viva la libertà! Viva il 21 settembre!! Viva Matera!!

La fotogallery delle celebrazioni per il 21 settembre 1943 (foto www.SassiLive.it)

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