Respinto ricorso contro ordinanza Regione per chiusura scuole in Basilicata, la sentenza del Tar Basilicata. Bardi: “Sentenza Tar conferma scelte Regione”. Commento avvocati Marchitelli, Ferrara e Sarlo

2 Dicembre, 2020 17:19 |
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Il Tribunale amministrativo regionale per la Basilicata ha respinto il ricorso presentato da un gruppo di genitori contro l’ordinanza con la quale è stata disposta l’attivazione della didattica a distanza in tutte le scuole in Basilicata a causa dell’aumento dei contagi da Covid – 19. “Viene così riconosciuto – è il commento del presidente della Regione Vito Bardi – che la Regione ha adottato misure appropriate a tutela della salute pubblica e nell’esclusivo interesse della comunità regionale, sulla base delle evidenze scientifiche che, nel caso specifico, avevano segnalato un considerevole aumento dei contagi nelle fasce di età degli scolari e degli studenti. Naturalmente – aggiunge Bardi – le scelte della Regione, con il supporto dell’unità di crisi e della task force regionale, continueranno ad essere improntate alla tutela della salute ma anche del diritto allo studio. È evidente quindi che a questo fine diventa importante la lettura dell’evoluzione dei dati epidemiologici. Non ho chiesto di adottare la didattica a distanza a cuor leggero, e so bene i sacrifici che affrontano le famiglie lucane. Ma in questa fase è prioritaria la salute di tutti”.

Di seguito il commento della sentenza del Tar Basilicata degli avvocati Giacomo Marchitelli, Anna Rosa Ferrara, Alessandra Sarlo

Il Tar non ha respinto il ricorso.
Il Tar non ha ritenuto di accogliere la richiesta di sospensiva, dopo aver concesso il decreto cautelare, perché gli effetti dell’ordinanza del presidente Bardi cessano domani.
Non avrebbe avuto senso concedere la sospensiva.
Sempre il Tar ha preso atto che la Regione è stata inadempiente ed l’ha ammonita a non reiterare la stessa ordinanza.
Infatti, sono stati fatti salvi i contenuti del precedente decreto che imponeva alla regione di riesaminare l’ordinanza.
Questo significa che:
1) non c’è stata alcuna sentenza, infatti il giudizio prosegue;
2) la Regione non può fare altre ordinanze di chiusura delle scuole dopo il 3 dicembre come quella precedente.

Riportiamo di seguito la sentenza del Tar Basilicata che ha respinto il ricorso contro l’ordinanza per la chiusura delle scuole in Basilicata presentato da un gruppo di genitori di Matera. Di seguito la nota integrale.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ordinanza sul ricorso avente numero di registro generale 479 del 2020, proposto da

– -OMISSIS- rappresentati e difesi in giudizio dagli avvocati Giacomo Marchitelli, Anna Rosa Ferrara, Alessandra Sarlo, con domicilio digitale in atti;

contro
– Regione Basilicata, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa in giudizio dall’avv. Valerio Di Giacomo, con domicilio eletto presso l’Ufficio legale dell’Ente, in Potenza, alla via V. Verrastro n. 4 e
domicilio digitale in atti;

– Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Istruzione, Ministero dellaSalute, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi in giudizio dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Potenza, presso i cui uffici ex lege domiciliano, in Potenza, al corso XVIII Agosto 1860 n. 46;
per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia,
– dell’ordinanza del Presidente della Giunta regionale della Basilicata n. 44 del 15 novembre 2020;
– ove occorra, se esistente, della nota inviata dal Presidente della Regione all’Ufficio scolastico regionale;
– laddove lesivi, ove occorra e nei limiti dell’interesse dei ricorrenti, di ogni altradeterminazione e di ogni altro provvedimento non cognito, ovvero di ogni altro provvedimento connesso, conseguente e consequenziale a quello impugnato, nonché dei pareri preordinati al provvedimento impugnato.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Regione Basilicata, della Presidenza del consiglio dei ministri, del Ministero dell’istruzione e del Ministero della salute;
Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
Relatore, alla camera di consiglio del giorno 2 dicembre 2020, il Primo
Referendario avv. Benedetto Nappi;
Dato atto di come il giudizio sia transitato in decisione ai sensi dell’art. 25 del decreto-legge n. 137 del 2020;

Riservata al merito la delibazione delle eccezioni di inammissibilità del ricorso sollevate dall’Amministrazione regionale;
Rilevato come l’incidentale istanza cautelare di sospensione degli atti impugnata sia allo stato sprovvista dell’attributo del periculum in mora, dovendosi in questa sede rilevare il residuo periodo di efficacia temporale del provvedimento impugnato (un giorno);
Rilevato, altresì, come la Regione Basilicata non abbia adempiuto a quanto disposto con decreto monocratico di questo Tribunale n. 272 del 2020, e ritenuto, pertanto, di dover incidentalmente evidenziare che l’eventuale reiterazione del potere amministrativo qui in contestazione dovrà uniformarsi alle esigenze di approfondimento istruttorio e motivazionale ivi analiticamente indicate, fatte salve ovviamente le esigenze derivanti dall’evoluzione del quadro normativo;
Ritenuta, infine, in ragione delle peculiarità della questione, la sussistenza dei presupposti per disporre l’integrale compensazione delle spese di lite tra le parti; P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata rigetta l’incidentale istanza di sospensione dell’efficacia degli atti impugnati.
Spese della fase cautelare compensate.
La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Ritenuto che sussistano i presupposti di cui agli articoli 6, paragrafo 1, lettera f), e 9, paragrafi 2 e 4, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, all’articolo 52, commi 1, 2 e 5, e all’articolo 2septies, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, manda alla segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.
Così deciso in collegamento da remoto, nella camera di consiglio del giorno 2 dicembre 2020, con l’intervento dei magistrati:

Fabio Donadono, Presidente

Pasquale Mastrantuono, Consigliere

Benedetto Nappi, Primo Referendario, Estensore

Il presidente Fabio Donadono

L’estensore Benedetto Nappi

 

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2 commenti

  1. 2 mesi  

    Nicolacritico

    Da intervista sul corriere della sera di oggi:
    “Il 29 settembre avevamo 50 mila infetti attivi a fronte degli 800 mila di adesso.
    E poi cosa è successo?
    L’unica cosa che è successa di diverso è stata la riapertura delle scuole.”
    Prof Battiston, fisico sperimentale

    • 2 mesi  

      Gardner

      E’ esattamente così. Ed è così macroscopica la cosa che è assurdo come non venga notata. Vedere anche i dati di contagi nella fascia d’età 0-18 anni nella seconda ondata e paragonarli alla prima quando la scuola fu chiusa immediatamente. Chiudere le scuole materne subito, più sono piccoli i bambini (se positivi al coronavirus e asintomatici) più sono “pericolosi” perchè inevitabilmente fanno meno attenzione e perchè bisognosi di assistenza. Quando le cose miglioreranno davvero riaprire prima le scuole superiori e man mano quelle dei più piccoli. Bisogna pensare a proteggere le fasce di popolazione più deboli: gli anziani, gli immunodepressi, i malati cronici, ecc… i bambini e i ragazzi grazie a Dio in questa situazione sono coloro che più di tutti dovrebbero fare il sacrificio perché sono i più al sicuro. Torneremo a riabbracciarci, ma dobbiamo restare uniti, il ricorso al TAR è stato davvero un atto di cui avere vergogna.