La Segreteria Nazionale del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia) ha chiesto al Ministero dell’Interno un intervento urgente e risolutivo “sulle criticità che, ormai da tempo, caratterizzano in modo cronico e strutturale la gestione del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Palazzo San Gervasio”, in particolar modo con riferimento a “un concreto e strutturale potenziamento degli organici”.
La sollecitazione è arrivata dal Siulp di Potenza.
“Il decesso di un giovane ospite – è scritto – e i gravissimi episodi di violenza verificatisi successivamente all’interno del Centro rappresentano l’ennesima, dolorosa dimostrazione, di un modello organizzativo non più sostenibile, che scarica sistematicamente sui poliziotti le conseguenze di scelte strutturali mai affrontate con la necessaria decisione.
Ribadiamo dunque che non è più tollerabile che il personale della Polizia di Stato sia chiamato a operare stabilmente all’interno della cosiddetta ‘area rossa’, supplendo a compiti che la normativa e la logica organizzativa attribuiscono all’Ente gestore individuato dalla Prefettura”.
Denunciando anche “la carenza cronica di Ispettori”, il Siulp ritiene che “il potenziamento del Cpr di Palazzo San Gervasio debba concentrarsi in via prioritaria e con la massima urgenza sul sostanziale incremento del personale.
Il Cpr non può continuare a essere gestito come un “servizio aggiuntivo”, sottraendo sistematicamente risorse umane già insufficienti agli altri Uffici. “Si rende indispensabile – conclude il Siulp – una revisione del modello organizzativo e logistico del Centro, secondo lo schema già adottato presso altri Cpr, che prevede l’impiego ordinario delle Forze di Polizia nella ‘area sicura’, riservando l’accesso all”area rossa’ alle sole esigenze di ordine e sicurezza pubblica, polizia giudiziaria e polizia amministrativa”.
Di seguito il testo integrale.
Questa Segreteria Provinciale del SIULP, organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa tra gli operatori della Polizia di Stato in questa provincia, ritiene doveroso tornare, ancora una volta, sulle gravi e ormai strutturali criticità connesse alla gestione del C.P.R. di Palazzo San Gervasio.
Lo facciamo senza alcuna volontà di alimentare sterili contrapposizioni tra Organizzazioni Sindacali, nella convinzione che, di fronte a problematiche che incidono direttamente sulla sicurezza, sulle condizioni di lavoro e sulla piena funzionalità degli Uffici della Questura, l’interesse primario debba essere quello di ottenere risposte concrete dall’Amministrazione.
È tuttavia altrettanto doveroso ricordare che la memoria sindacale non può essere selettiva.
Le problematiche recentemente evidenziate nel comunicato congiunto di alcune Organizzazioni Sindacali confermano le criticità non certo nuove, denunciate da anni dal SIULP di Potenza, attraverso comunicati, segnalazioni formali, interlocuzioni con l’Amministrazione e ripetuti interventi presso la Segreteria Nazionale e i competenti Uffici ministeriali.
Lo abbiamo fatto quando il C.P.R. aveva già assunto i connotati di una realtà estremamente complessa e quando, non a caso, lo definimmo una vera e propria “bomba ad orologeria”. Lo abbiamo fatto denunciando organici insufficienti, carichi di lavoro sempre più gravosi per i colleghi e un modello organizzativo e logistico che, già allora, evidenziava limiti tali da rendere indispensabile una soluzione strutturale.
Abbiamo continuato a farlo anche quando evidenziare tali criticità significava esporsi in prima persona, talvolta, essere impropriamente individuati come il “capro espiatorio” di problematiche che certamente non erano state create dal Sindacato. Il compito di un’Organizzazione Sindacale seria e responsabile, tuttavia, è proprio quello di rappresentare le difficoltà dei lavoratori e di denunciarle tempestivamente, soprattutto quando esse possono determinare conseguenze sulla sicurezza degli operatori e sull’efficienza dei servizi.
A seguito dell’ennesimo tragico decesso di un giovane ospite e dei successivi gravi episodi di violenza verificatisi all’interno del C.P.R., il SIULP, nell’esprimere il proprio doveroso cordoglio e nel condannare con fermezza ogni forma di violenza, tornò immediatamente a chiedere un concreto e urgente potenziamento degli organici, con particolare riferimento al ruolo degli Ispettori.
Non si trattava di dichiarazioni di circostanza, ma della rappresentazione di una situazione organizzativa divenuta ormai insostenibile.
Abbiamo più volte evidenziato come non sia ragionevole pretendere di gestire una struttura destinata ad accogliere oltre cento persone attraverso un modello che presenta, sin dalla sua origine, evidenti criticità logistiche e strutturali.
Sarebbe stato sufficiente assumere quale riferimento le modalità organizzative già adottate in altri C.P.R., nei quali il personale delle Forze di Polizia presta ordinariamente servizio nella cosiddetta “area sicura”, collocata all’esterno del perimetro destinato alla permanenza degli ospiti, la cui gestione ordinaria deve essere assicurata dal personale dell’Ente gestore individuato dalla Prefettura.
Le Forze di Polizia, secondo un modello organizzativo coerente con la natura delle rispettive funzioni istituzionali, dovrebbero accedere alla cosiddetta “area rossa” esclusivamente per esigenze connesse all’ordine e alla sicurezza pubblica, per attività di Polizia Giudiziaria ovvero, per quanto riguarda il personale dell’Ufficio Immigrazione, per gli adempimenti di polizia amministrativa di competenza, questo puntualmente non accade in quanto il personale è perennemente impiegato nell’area rossa.
Non è più accettabile attendere che ogni criticità venga accompagnata dal bilancio dei feriti prima di riconoscere l’inadeguatezza dell’attuale modello organizzativo.
Proprio per queste ragioni, il SIULP condivide una considerazione fondamentale contenuta nel recente documento delle altre Organizzazioni Sindacali: il C.P.R. di Palazzo San Gervasio non può più essere considerato un servizio aggiuntivo da garantire sottraendo sistematicamente personale agli altri Uffici della Questura di Potenza.
Ma tale consapevolezza, oggi, deve necessariamente tradursi in atti concreti.
È, in particolare, inaccettabile che personale della Squadra Mobile sia costretto a interrompere, rinviare o comprimere attività investigative e adempimenti derivanti da deleghe dell’Autorità Giudiziaria – spesso sottoposti a termini e scadenze stabiliti dalla legge – per sopperire alla cronica carenza di personale del ruolo degli Ispettori da impiegare presso il C.P.R.
In questo modo non si risolve il problema: lo si trasferisce semplicemente da un settore all’altro, con inevitabili ripercussioni sull’efficienza dell’attività investigativa e, più in generale, sulla capacità della Questura di garantire pienamente tutti i propri compiti istituzionali.
La situazione non è ulteriormente sostenibile con l’attuale modello organizzativo.
Questa Segreteria Provinciale, per il tramite della propria autorevole Segreteria Nazionale, aveva già rappresentato ai competenti Uffici ministeriali la particolare situazione della Questura di Potenza, dove la consistenza effettiva del ruolo degli Ispettori risulta significativamente inferiore rispetto a quella formalmente prevista.
Numerosi Ispettori, infatti, pur risultando formalmente in organico, non sono concretamente disponibili per l’impiego: alcuni, vincitori di concorso per Vice Commissario, risultano attualmente frequentatori del relativo corso di formazione; altri, per differenti e legittime ragioni personali o di servizio, non sono di fatto impiegabili. Ne consegue una evidente e sostanziale divergenza tra organico formale e forza effettivamente disponibile, che non può continuare a essere ignorata nella programmazione delle risorse.
Alla luce di quanto sopra, il SIULP di Potenza chiede alla Segreteria Nazionale un ulteriore e autorevole intervento presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, affinché vengano adottati provvedimenti seri, concreti e immediati finalizzati al potenziamento della Questura di Potenza e, in particolare, del ruolo degli Ispettori.
A tal riguardo, risulta a questa Segreteria Provinciale che vi siano già tre istanze di trasferimento presentate da appartenenti al ruolo degli Ispettori interessati a essere assegnati alla Questura di Potenza. Qualora tale circostanza trovi conferma, riteniamo che l’Amministrazione debba valutarne con la massima attenzione e tempestività l’accoglimento, quale primo intervento concreto per fronteggiare una carenza ormai non più rinviabile.
Dopo anni di segnalazioni, denunce e richieste di intervento, non è più il tempo delle primogeniture sindacali né delle soluzioni tampone. È il tempo delle responsabilità e delle risposte.
In attesa di un cortese quanto sollecito riscontro e dell’adozione delle conseguenti iniziative, si porgono distinti saluti.

