Esposito (Cgil Potenza): “Piena fiducia nella magistratura e solidarietà alla famiglia. Necessario affrontare strutturalmente le carenze che continuano a mettere a rischio la vita dei lavoratori, a partire dalla mancata attivazione in Basilicata dell’Osservatorio regionale sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, come richiesto anche nel protocollo Cgil e Anci Basilicata”. Di seguito la nota integrale.
“Nel rinnovare la nostra solidarietà alla famiglia dell’operaio di Villa d’Agri Agostino Vita, deceduto il 26 novembre 2024 a seguito di un incidente sul lavoro mentre stava movimentando un infisso sulla facciata del Tribunale di Potenza, e sul cui caso risulterebbero tre indagati dalla Procura di Potenza, che ha concluso le indagini, ribadiamo la necessità di affrontare strutturalmente le carenze che continuano a mettere a rischio la vita dei lavoratori. La sicurezza sul lavoro non può essere ridotta a un adempimento burocratico ma deve essere il fondamento dell’organizzazione del lavoro”. Lo afferma il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito.
A quattordici mesi di distanza dall’incidente che ha provocato la morte del 57enne, la Procura ha chiuso le indagini e disposto il rinvio a giudizio di tre persone: il titolare dell’impresa esecutrice dei lavori, il titolare della ditta dove la vittima era impiegata e il responsabile tecnico della sicurezza. Le ipotesi di reato formulate comprendono l’omicidio colposo, la rimozione o omissione dei dispositivi di sicurezza, le violazioni del Testo Unico sulla Sicurezza e alcune responsabilità amministrative delle imprese coinvolte.
La Cgil di Potenza, che era già intervenuta all’epoca dei fatti, ribadisce che “solo controlli sistematici, formazione reale e responsabilità chiare possono prevenire tragedie simili”. Sottolineando “il pieno rispetto per l’operato della magistratura e la fiducia nel lavoro degli inquirenti, che dovranno chiarire definitivamente le responsabilità legate all’incidente”, Esposito ritiene “urgente rendere operativo in Basilicata il già istituito Osservatorio regionale sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, così come richiesto anche nel protocollo sottoscritto con l’Anci Basilicata e che vede sindaci e Cgil impegnati sul fronte della prevenzione e della formazione. Allo stesso tempo a livello nazionale come Cgil da tempo chiediamo l’istituzione di una Procura nazionale dedicata alla salute e sicurezza sul lavoro, ritenuta uno strumento indispensabile per garantire un coordinamento efficace delle indagini, uniformare le prassi investigative e rafforzare la prevenzione degli incidenti mortali. La Cgil di Potenza continua così la propria battaglia per un sistema di sicurezza più solido, capace di tutelare pienamente la vita e la dignità di ogni lavoratore”.
Per Saverio Langone, RLST (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale) della Cgil di Potenza, “il caso conferma ancora una volta le criticità note da tempo: formazione non sempre adeguata, dispostivi di sicurezza non sempre forniti o utilizzati correttamente e scarsa vigilanza sulle procedure operative. Una combinazione che espone i lavoratori a rischi enormi e inaccettabili”.

