Bitonti: “Presentato alla Corte Europea dei Diritti Umani il ricorso per orfani bianchi. Il caso di Vasilica e dei suoi figli lasciati indietro”

23 Giugno, 2021 18:52 |
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Bitonti: “Presentato alla Corte Europea dei Diritti Umani il ricorso per orfani bianchi. Il caso di Vasilica e dei suoi figli lasciati indietro”. Di seguito la nota integrale.

E’ stato presentato in questi giorni presso la Corte Europea dei Diritti Umani a Strasburgo il primo ricorso che vede coinvolte l’Italia e la Romania nella vicenda degli “orfani bianchi”. Con l’aiuto dell’Avvocata Angela Maria Bitonti del Foro di Matera e dell’Avvocata Sonia Sommacal del Foro di Belluno, da sempre in prima linea per la tutela dei diritti umani, Vasilica ha trovato il coraggio di denunciare unaviolazione dei diritti umani presentando Ricorso alla Corte EDU a Strasburgo, affinché tutti gli Stati membri si attivino per tutelare le donne costrette a migrare per lavoro e le loro famiglie.
Vasilicaè una delle tante donne Romene costrette a lasciare il proprio paese e la propria famiglia per cercare lavoro nei paesi dell’Europa Occidentale. Nell’ultimo decennio, la migrazione per lavoro in Europa, ha avuto un aumento esponenziale, causato dalla disparità economiche tra paesi e della libertà di movimento all’interno dell’Unione Europea, con profonde conseguenze socio-economiche non solo per i paesi di origine, ma anche per i paesi di destinazione della migrazione. Particolare allarme destano le condizioni dei minori, figli dei lavoratori migranti che vengono lasciati “indietro” in quanto i paesi di origine non garantiscono alcuna protezione adeguata a questi bambini che rimangono, il più delle volte, letteralmente in balia di se stessi. Nessuno sforzo, in merito, viene fatto anche dai paesi riceventi che, a contrario, sono interessati esclusivamente a recepire la manodopera più economica sul mercato.
Le politiche adottate, sia dall’Italia che dalla Romania,sono inadempienti verso gli obblighi sottoscritti con la Convenzione EDU a protezione dei diritti umani. Il fenomeno dei c.d. “orfani bianchi” e delle condizioni lavorative delle loro madri sono stati peraltro più volte oggetto di denuncia mediatica da parte sia di emittenti televisive che di testate giornalistiche italiane e romene. Un’importante contributo, che ha fatto sì che questa problematica venisse sempre più sentita e affrontata, è stato dato da Silvia Dumitrache, fondatrice e presidentedell’Associazione Donne Romene in Italia, che si è sempre battuta per i diritti delle lavoratrici e delle condizioni dei loro figli che sono state costrette a lasciare in Romania. Questi bambini, spesso versano in condizioni di totale abbandono e sviluppano diverse patologie quali ansia, rabbia, difficoltà di apprendimento e depressione. L’assenza dell’intervento degli Stati a tutela di questi bambini e delle loro famiglie, attraverso politiche adeguate di sostegno e dipolitiche che possano facilitare il ricongiungimento familiare, è devastante.
L’Assemblea parlamentare europea con la Risoluzione del 19 marzo 2021, 2366ha evidenziato tale fenomeno, deplorando il comportamento di alcuni paesi, sia di origine che di destinazione delle migrazioni ed affermando con forza come tale situazione, oltre ad essere inaccettabile, è divenuta insostenibilestante il gran numero di bambini e adolescenti privati delle cure parentali. Tale situazione, costituisce una vera e propria violazione dei diritti umani, motivo per cui urge che gli Stati membri si adoperino nel migliore dei modi per affrontare queste problematiche.
La denuncia di Vasilica, dunque, è volta ad ottenere che finalmente venga tutelato il diritto delle donne migranti edei loro figli a vivere e crescere in maniera sana e serena all’interno di una famiglia, affinché il fenomeno dei c.d. “orfani bianchi” possa diventare presto solo un ricordo e nessun bambino possa essere più “lasciato indietro”.

 

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