La UIL Basilicata, attraverso un’elaborazione del proprio Centro Studi, analizza gli effetti economici e sociali dell’aumento dei carburanti in regione, evidenziando un impatto significativo su lavoratori, famiglie e sull’intero sistema dei consumi.
Una questione strutturale, non temporanea
Il caro carburanti in Basilicata non rappresenta soltanto un aumento del prezzo alla pompa, ma un fattore che incide direttamente sul potere d’acquisto delle famiglie, sui costi della mobilità e sulla tenuta sociale dei territori, in particolare nelle aree interne. In una regione dove l’auto è spesso l’unico mezzo per lavorare, curarsi e accedere ai servizi, ogni aumento ha un effetto amplificato rispetto al resto del Paese.
Il dato di riferimento
L’analisi UIL assume un prezzo reale del gasolio pari a 2,119 euro al litro, valore registrato sul territorio regionale, utile per una simulazione aderente alla realtà quotidiana dei cittadini lucani.
Pendolari: fino a 300 euro in più all’anno
Considerando un lavoratore pendolare che percorre mediamente 60 km al giorno per 220 giorni annui, con un consumo medio di 15 km/litro, la spesa annua per carburante raggiunge circa 1.864 euro.
Rispetto a uno scenario più ordinario (1,85 €/litro), l’aggravio annuo è di circa 236 euro a persona.
Stima UIL: il caro carburanti può costare tra 200 e 300 euro in più all’anno per ogni pendolare lucano.
Su una platea stimata tra 120.000 e 150.000 pendolari, l’impatto complessivo diretto si colloca tra 24 e 45 milioni di euro annui.
Effetti sui beni di prima necessità
L’aumento dei carburanti si riflette anche lungo tutta la filiera della logistica e della distribuzione, incidendo sui prezzi finali di alimentari e beni essenziali.
Su una spesa annua familiare compresa tra 4.500 e 6.000 euro, l’effetto indiretto può generare un aumento tra 150 e 300 euro l’anno per famiglia.
Impatto complessivo sulle famiglie
Sommando effetti diretti e indiretti, una famiglia lucana con almeno un pendolare può subire un aggravio complessivo tra 350 e 600 euro annui.
Estendendo la stima a circa 200.000 nuclei familiari, l’impatto complessivo sull’economia regionale si colloca tra 70 e 110 milioni di euro l’anno.
Stima UIL Basilicata: il caro carburanti sottrae ogni anno ai lucani tra 70 e 110 milioni di euro.
Una lettura sociale e sindacale
I dati confermano che il caro carburanti è una pressione economica strutturale che colpisce in modo particolare lavoratori, pendolari e famiglie, aggravando condizioni già segnate da salari bassi, carenza di servizi e difficoltà di mobilità alternativa.
Una vertenza territoriale
Per la UIL Basilicata il tema non può essere affrontato solo come dinamica di mercato, ma deve diventare una vera vertenza territoriale. In una regione che contribuisce in modo significativo alla produzione energetica nazionale, è necessario garantire un ritorno concreto per i cittadini in termini di riduzione dei costi, servizi e sostegno al reddito.
Dichiarazione del Segretario Generale UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli:
“Il caro carburanti in Basilicata pesa più che altrove perché qui l’automobile non è un lusso, ma una necessità quotidiana. Non possiamo accettare che i cittadini lucani paghino due volte: come produttori di energia e come consumatori penalizzati. È necessario aprire una vertenza vera con il Governo e le istituzioni regionali affinché una parte della ricchezza prodotta dal nostro territorio venga restituita ai lucani. Se il petrolio parte dalla Basilicata, una parte del beneficio deve restare in Basilicata.”

