Giovanni Caserta: “La raccolta differenziata a Matera non deve diventare un incubo peggio del Coronavirus”

17 Ottobre, 2020 20:55 |
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Giovanni Caserta: “La raccolta differenziata a Matera non deve diventare un incubo peggio del Coronavirus”. Di seguito la nota integrale.

Ho sempre esitato ad aprire un colloquio con i puri. Puri sono gli ecologisti, che, sapendo di sostenere idee nobili sulla carta(ma spesso o quasi sempre utopistiche), non riescono mai a tornare sui propri passi. Sono uomini di fede. E gli uomini di fede diventano asprie tirannici. Un’altra categoria intoccabile, e chiusa ad ogni apporto esterno, è quella che volentieri paragono ai principi illuminati. Essi decidono nella solitudine della loro stanza con vista superiore, cui gli altri non possono arrivare.
Mi sembra che la storia della raccolta differenziata a Matera porti tutti i segni dell’una e dell’altra categoria di pensatori o operatori, che, quasi con piglio punitivo, impongono un tipo di raccolta differenziata porta a porta,che significa fare di ogni condomino un operatore ecologico,e forse più.Finora ho cercato di fare il mio dovere di buon cittadino separando la carta dal vetro, dall’umido, da rame e dall’alluminio e dalla plastica. Busta a parte era l’indifferenziata.
A tutte le ore, quando ne avvertivo la necessità, scendevo in strada e depositavo la busta nel cassonetto apposito. Il mio compito finiva lì. Oggi mi ritrovo con sei pesanti contenitori, molto ingombranti e spessi, in consistente plastica. E’ da aggiungere una cassettina per l’umido. Su ogni contenitore devo porre mio nome e cognome, a prova di pioggia e di neve. I sette contenitori devo tenerli sul balcone. Mi occuperanno tutto lo spazio dei vasi di fiori, basilico e prezzemolo, che sarò costretto a buttare. Impossibile sarà sciorinare la roba da asciugare.
A Matera vivono 10.000 famiglie. Sulla superficie della città ci saranno 70.000 contenitori sparsi, certamente non profumati. Lascio immaginare la festa di formiche, mosche, zanzare, scarafaggi e topi. Tragica sarà la situazione di una casa senza balconi (ce ne sono), di 60-70 mq. Bisognerà tenere i contenitori necessariamente in una delle stanze da letto, a diretto contatto con bambini, magari neonati.
Al momento ritenuto opportuno,il condomino, ottantenne o non ottantenne, malato o non malato, con la neve o con la pioggia, deve andare a versare il contenitore del giorno nel cassonetto relativo, che però, insieme ad altri sei è all’interno del cortile (se c’è). Se non c’ è cortile, i cassonetti li si troverebbe nel portone, a deliziare l’intero palazzo. A sera, a turno, dalle 21 alle 24, un condomino dovrebbe portare il cassonetto del giorno fuori del cortile, su terreno pubblico. Chi? Come? Dove? Sul marciapiede? Ai lati della strada? Quel condomino è in sede o non è in sede? È bene in salute o è febbricitante? E’ in ospedale? O è in quarantena? Mi dicono che ci saràla possibilità (necessità) di un addetto pagato dal condominio, che, cortile per cortile, farà quel lavoro. Un lavoro che lo stesso ripeterà il giorno dopo, in senso inverso, dall’esterno all’interno. Aumento di spese che non tutti si possono permettere. Si sa sul Comune che ci sono i disoccupati e i pensionati con pensione sociale?
In certo qual modo peggio sarà per i condominii con non più di otto famiglie. Ognuno a sera, tra le 21 e le24, porterà il contenitore del giorno fuori del cortile, su suolo pubblico, in qualunque condizione di salute e di tempo, supponendo che non sia andato a far visita al figlio emigrato onon stia a fare assistenza in ospedale al padre malato. Dalla mia palazzina usciranno otto contenitori; otto contenitori dalla palazzina dirimpettaia. E via di seguito. Via Lamanna sarà tutto uno spettacolo di contenitori in fila sulla strada (stretta) o sul marciapiede sconnesso.
A parte l’infelice spettacolo e l’aspetto igienico-sanitario, bisogna mettere nel conto cani, gatti, inevitabili atti di vandalismo… La mattina, prima delle 9.ogni condomino, a sua cura, che sia o non sia in casa, che stia o non stia bene, dovrà ritirare il suo contenitore con nome e cognome.Può darsi il caso, e ci sarà, che il mio contenitore sia stato rovesciato e scaraventato nella strada da uno dei tanti animali che girano di notte, o per atti di vandalismo, o per forza di vento tempestoso. Di chi la colpa se, al momento in cui passa una moto o un’auto,si incrocia il rotolante contenitore e si registra l’inevitabile incidente, anche grave, anche mortale? Mi chiedo se del contenitore con mio nome e cognome sono responsabile penalmente e civilmente. Devo procurarmi una assicurazione? Mi dicono che, in caso di scomparsa del contenitore, devo correre a comperarne un altro a prezzo stabilito dalla ditta.In che mondo viviamo?
Io non so perché menti incongrue si divertano a togliere serenità alla gente, complicandone la vita. Non so se mi sfugge qualcosa. e se qualcuno mi sa dare di lucidazioni. Mi farebbe piacere, e lo farebbe a tutta la cittadinanza. Sarebbe anche augurabile che altri dicano la loro, soprattutto associazioni e amministratori condominiali. Ancor più augurabile sarebbe che qualcuno intervenga dal Comune. Non ha detto il nuovo Sindaco che vuol cambiare sistema e confrontarsi con i cittadini? Ma questo, a Matera, sembra sia sogno impossibile. Non siamo a Bologna o a Reggio Emilia. Eppure sarebbe molto semplice lasciare le cose come stanno, con cassonetti in condizioni di efficienza (e non come gli attuali), chiudibili, stabilendo precise norme nella selezione dei rifiuti e con l’uso non di ingombranti e pesanti contenitori,bensì buste biodegradabili. E per carità, si lascino stare le multe, che sembrano essere, per la loro entità, veri e propri atti terroristici, che significano scarsa fiducia nel cittadino, trattato come compiaciuto trasgressore delle leggi, se non delinquente (participio presente del verbo “delinquere”). Che se poi si insiste, non sarebbe male aprire un vertenza legale, con ricorso al TAR. O sbaglio?

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8 commenti

  1. 1 settimana  

    Mingo

    Condivido pienamente quanto scritto dal sig. Caserta. Ormai siamo accecati dall’idea ecologica che ci portano a fare cose illogiche. Sarebbe bastato, appunto, sostituire i vecchi cassonetti con dei nuovi più efficenti con schede magnetiche personali per l’apertura e lasciarli negli spazi esistenti, magari, se possibile allargando l’area. Per quanto concerne l’esposizione dei cassonetti nei condomini privi di spazi e che il condominio sarà costretto a pagare qualcuno per uscirli e rientrarli, a me pare che ci siano tutti gli estremi per proporre un’azione legale contro il comune, per la disparità di costi per lo smaltimento dei rifiuti rispetto alle altre famiglie con le stesse caratteristiche dell’abitazione e dei componenti il nucleo familiare.

  2. 1 settimana  

    Donato Lamacchia

    Concordo con le preoccupazioni di Caserta. Aggiungo che l’attuale sistema non porta a porta potrebbe essere sensibilmente migliorato facendo effettuare due prelievi al giorno. Uno al mattino e uno alla sera. Ciò al fine di avere i cassonetti non sovraccarichi e più puliti. Si eviterebbe il rovescio del materiale o delle buste fuori dal cassonetto stesso e la emanazione specie di estate di cattivi odori. Ottimo il suggerimento di dotarli di sistema di chiusura e apertura elettronico. Non escludo il controllo con telecamere specie nelle zone periferiche per scoraggiare utenti scorretti. Si potrebbero aumentare le “isole ecologiche” per meglio evitare sovraccarichi. Costa? perché quanto ci viene a costare il Porta a Porta?

  3. 1 settimana  

    pedrito_93

    d’accordo in tutto e per tutto col prof. Caserta; da tempo sostengo che questo sistema di raccolta è stato partorito da menti malate che non hanno voluto tenere conto quanto esposto dal prof. Caserta. Sicuramente non cambierà una virgola, quello che mi auguro fortemente è che i cittadini tempestino di telefonate i centralini del comune e che creino un tale colossale disagio con i bidoni, che qualcuno forse tornerà sui suoi passi a riflettere prima di fare il tiranno coreano. Ormai i politici vivono di visibilità, non hanno nessun interesse a risolvere i problemi dei cittadini, hanno solo l’interesse di appaltare lavori, in questo caso il sistema di raccolta rifiuti, al miglior offerente, dopodiche’ la missione è compiuta, tanti saluti, a loro non interessa minimamente vedere se ci siano criticità o come fare per migliorare le cose, niente di tutto questo, quindi c’è da augurarsi che i cittadini creino disagi a raffica.

  4. 1 settimana  

    bincremona

    sottoscrivo pienamente ogni parola del Prof. Caserta e il fatto che vi sia stato un bando di gara e che adesso è molto complicato modificare le condizioni del servizio non esula l’Amministrazione dalle sue responsabilità.
    Vi sono dei problemi oggettivi che vanno affrontati e risolti, l’Amministrazione non può fare finta di niente e sperare che le cose si risolvano da sole o che i cittadini alle fine si abituano.
    Il servizio di raccolta differenziata porta a porta così come è stato concepito trasferisce di fatto sui condomini l’onere parziale della gestione operativa della raccolta stessa.
    Infatti, l’assegnazione dei mastelli condominiali, ammesso che si trovi lo spazio in comune dove poterli metterli, pone il problema di chi e in che modo si debbano spostare quotidianamente in strada.
    I condomini sono costretti ad assegnare l’incarico a una ditta preposta con evidente aggravio dei costi annessi, creando una disparità di trattamento.
    Se questi costi non saranno stralciati dal computo della tassa sui rifiuti siamo di fronte ad una penalizzazione per le famiglie che abitano nei condomini per le quali la raccolta differenziata costerà qualche centinaio di euro all’anno in più!!!!!
    Invito l’Amministrazione a verificare con il gestore del servizio la possibilità di eliminare i mastelli condominiali e semplicemente assegnare ad ogni famiglia il proprio set di contenitori in modo da poter eliminare alla fonte il problema.
    Se la situazione rimane immutata sicuramente le azioni legali dei condomini coinvolti nei confronti dell’Amministrazione saranno tante.

  5. 1 settimana  

    fede1968

    Sicuramente il nuovo servizio porta a porta non funziona per le aree a maggior densità abitativa, nei condomini e per coloro che hanno spazi limitati, mentre va bene nei piccoli centri o nei quartieri con tipologie uni/bi familiari. Anche secondo me potevano potenziare la differenziata con le isole ecologiche (cassonetti differenziati per tipologie di rifiuti) con maggior severità e multe per i trasgressori. Adesso ci troviamo questo servizio e non so come farà la nuova amministrazione a modificare un contratto appena firmato per una durata di 9 anni, durata per inciso eccessiva rispetto ad un mondo che cambia sempre più rapidamente e che vincola il comune ad una sistema oramai già superato. Insomma un bel disastro di cui non si conosce neanche il responsabile, per il solito scarico di responsabilità tra chi (Enzo Acito) dovrebbe aver predisposto il bando e chi (Tragni) lo ha appaltato.
    Siamo alle solite con la certezza che a pagare saranno sempre i cittadini onesti e corretti.

  6. 1 settimana  

    m.trizio

    Come non condividere l’analisi di Giovanni Caserta. Non solo devi pagare la cartella dei rifiuti, con l’appalto stipulato devi pagare se rompi, devi trasportare dentro e fuori i contenitori oltre a pulirli e disinfettarli. Se non vogliamo farlo dobbiamo pagare ci lo fa per noi. Le spese aumentano. Siamo trasformati in operatori ecologici senza essere pagati, ma dobbiamo pagare se rompiamo e potremmo anche ricevere multe. Proprio un bel servizio per la comunità. Menti eccelse hanno determinato un appalto tal genere. Ringraziamo il Sindaco uscente Raffaello De Ruggieri e l’assessore addetto Tragni, che bisognerebbe chiamare a rispondere nel caso in cui nel rivedere l’appalto ci fossero penali da pagare. Caro Giovanni questi non sono “puri ecologisti” o come la chiami la categoria dei “principi illuminati”, qui ci troviamo difronte ad incapacità e incompetenza. Non hanno voluto ascoltare nessuno e hanno partorito un servizio abominevole. Il Sindaco, sempre quello uscente, ora dovrebbe piangere, per questa piaga che ha lasciato alla città. Bastava fare, ragionando per luoghi, delle serie isole ecologiche, con scheda automatica e tutto avrebbe funzionato, come avviene in molte città italiane dove chi amministra ha ancora qualche contatto con la popolazione e ne conosce esigenze e problematiche. Cosa fare ora? Sperare che il nuovo Sindaco Bennardi, sappia rivedere la situazione, auguriamocelo. Aspettiamo e vediamo cosa accade.

  7. 1 settimana  

    politically correct

    Cos’a aggiungere Prof. Caserta? La sua analisi è semplicemente appropriata.Speriamo solo che la sensibilità di vecchi e nuovi amministratori possa occuparsi della questione e dei problemi che Lei ha sollevato al più presto.

  8. 1 settimana  

    Giovanni Cafarelli

    Condivido e sottoscrivo l’illuminante articolo del prof. Caserta…