“San Giovanni Bosco…. “ludis iungit”, incontro del Panathlon di Potenza sull’educazione dei giovani

15 Ottobre, 2019 16:07 |
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È stato ricco di stimoli, di riflessioni l’incontro promosso a Potenza dal Panathlon su un tema – “San Giovanni Bosco…. “ludis iungit” – che ha avuto come filo conduttore l’educazione dei giovani.
Farlo attraverso il gioco, felice intuizione di don Bosco, ancora oggi è la risposta al compito, non facile, che abbiamo di aiutare i giovani a divenire i cittadini del domani.
Lo si deve fare, come diceva don Bosco, consapevoli che “l’educazione è cosa di cuore”.
Dall’8 dicembre 1841 quando, da un incontro tra don Bosco e Bartolomeo Garelli, muratorino di Asti, nacque praticamente l’oratorio ad oggi ci si è confrontati su queste tematiche alla ricerca degli strumenti per dare risposte esaurienti. L’oratorio ancora oggi ne diventa uno tra i più validi. Ne hanno parlato Angelo Saltarelli e Michele Condelli, responsabili delle polisportive salesiane.
“Chissà – si è chiesto il presidente del Panathlon di Potenza, il dr. Rocco Cantore – nel proporre il nostro motto, il Conte Ludovico Foscati pensò a don Bosco?”.
Certamente no. Ma molto accomuna la pedagogia salesiana, della quale hanno parlato don Donato Bosco, parroco dei Salesiani di Potenza, alla filosofia propria del Panathlon.
Proprio per riscoprire questo filo conduttore è stato promosso l’incontro, svoltosi nel Ridotto del Teatro Stabile di Potenza, al quale hanno dato il proprio contributo il Vescovo Metropolita di Potenza, mons. Salvatore Ligorio, l’assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Stefania D’Ottavio.
Uno degli allievi di don Bosco fu il Venerabile Augusto Bertazzoni, Vescovo di Potenza dal 29 ottobre del 1930 al 30 novembre del 1966, la figura del quale è stata magistralmente illustrata dal prof. Raffaello Mecca, mettendo in risalto la sua umanità ma anche la sua autorevolezza nel riorganizzare la diocesi.
Da parte sua, mons. Vito Telesca ha portato all’uditorio la sua testimonianza di giovane appasionato di calcio e, più in generale, la sua passione per il gioco che gli consentì fra l’altro, responsabile del seminario, di favorire in quell’ambiente una salutare ventata di novità a favore dei giovani seminaristi.
A conclusione dell’incontro, il tesoriere del Panathlon ha consegnato a mons. Telesca un assegno per la Caritas per non dimenticare chi ha bisogno.

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