Sanità Futura: come nel gioco dell’oca siamo tornati alla casella di partenza

14 aprile, 2018 14:32 |
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Sanità Futura: come nel gioco dell’oca siamo tornati alla casella di partenza. Di seguito la nota integrale inviata alla nostra redazione.
Il “confronto”, presieduto dal Presidente Marcello Pittella, con numerosi incontri di carattere tecnico e politico, che si sono protratti dal mese di dicembre 2017 sino a febbraio scorso, al di là delle buone intenzioni del Governatore, che a questo punto contrastano dalla realtà, non ha dato i risultati auspicati a causa dei continui ostacoli frapposti dalla dirigenza del Dipartimento Salute, da un approccio cieco e burocratico, dal silenzio assordante di Asp e Asm e soprattutto dalla precisa volontà di approfittare dei punti di contrasto per allontanare le soluzioni. Come nel “gioco dell’oca” siamo tornati alla casella di partenza con l’aggravante del tempo perduto (almeno tre anni), dei problemi inevitabilmente peggiorati e delle crescenti difficoltà delle strutture sanitarie private accreditate (oltre 60 con circa 700 operatori-lavoratori).
Sanità Futura – che da sempre non rinuncia a una scelta di dialogo, di proposta, di mediazione, promuovendo forum ed eventi di approfondimento – annuncia l’avvio di una nuova fase di mobilitazione, non solo a tutela delle imprese della salute, quanto per proteggere un minimo di diritti: il diritto alle cure, il diritto di libera scelta del cittadino, il diritto al lavoro e il diritto alla trasparenza delle scelte regionali, contro il non più sopportabile gioco dell’oca che si protrae ormai da anni senza fine. Tutto perché in assenza di regole, di budget e contratti, i cittadini saranno sempre di più mal considerati, costretti a subire, come nel gioco dell’oca, assurdità burocratiche, disagi e inaccettabili liste di attesa.
Quello che brucia di più dopo giornate di incontri in Regione – sottolinea Sanità Futura – è che la “parola data” non è stata mantenuta. “Dare la parola” non significa solo promettere qualcosa ma è molto di più, è qualcosa che impatta sulla credibilità delle persone e sul loro valore umano e relazionale. Ancora una volta ci siamo ritrovati coinvolti in una mistura di interessi di basso profilo, interessi elettorali, isterismi di borgata, perfidia burocratica e promesse da marinaio. In altre parole, non c’è stato spazio per nessun argomento di vero interesse collettivo.
La chiusura ufficiale dei lavori al tavolo della specialistica ambulatoriale, l’ha fatta personalmente il Presidente Pittella, ma come per la tela di Penelope altri hanno pensato a sfilare ogni possibile intesa faticosamente raggiunta con rinunce, non certo indolori, da parte delle associazioni di categoria.
Per noi la soluzione resta molto semplice ma ormai sappiamo non c’è volontà di attuarla. Siamo al paradosso per cui la dirigenza del Dipartimento Salute della Regione, pagata per essere al servizio dei cittadini, si sta rivelando come il più grosso dei problemi nel comparto della specialistica ambulatoriale. Si potrebbe dire che siamo alle solite quando dietro la facciata del servitore pubblico si svela il potere assoluto del burocrate che non teme, anzi tiene in ostaggio la politica!
Ma non possiamo concederci l’inerzia dell’abitudine di fronte alla gravità della situazione. Non abbiamo nessun problema ad affermare che per ogni questione e ad ogni incontro il Direttore del Dipartimento Salute, Pafundi, anziché proporre soluzioni ha sempre posto veti e complicazioni, evitando accuratamente di prendere in considerazione i nostri umili suggerimenti. Nessun problema nell’affermare che nel corso dei mesi la nostra continua richiesta di trasparenza sui dati e le informazioni necessarie, è rimasta non solo inascoltata ma spesso addirittura osteggiata.
Ora il disastro è alle porte e tra poco le strutture ambulatoriali inizieranno un’altra ondata di dannosi e inutili contenziosi e a lavorare solo privatamente con aggravio di costi per l’utenza e le casse pubbliche, con sicura perdita di posti di lavoro.
Questa volta l’effetto sarà catastrofico perché le strutture, anche se sostanzialmente sane, chiuderanno i bilanci in perdita. Tutto questo sarà fatale per molte imprese che non hanno alcuna colpa e che per di più devono subire in silenzio questo assurdo gioco dell’oca per evitare ulteriori danni da ritorsioni burocratiche.
Ribadiamo, in sintesi, la nostra posizione: più tutele per i pazienti e più garanzie per le strutture più piccole ma con maggiore potenziale di distribuzione territoriale; sana competizione che garantisce il diritto di libera scelta del luogo di cura e che premia quelle strutture che assicurano un’offerta di prestazioni ampia e di qualità; più controlli sull’appropriatezza e sugli sprechi. Insomma, vogliamo finalmente un sistema operoso e virtuoso nel settore della specialistica ambulatoriale, ci era stata data la parola che si sarebbe potuto fare, ma la parola non è stata mantenuta. Il gioco al massacro, del perdere tempo, dell’esercizio dispotico del potere, purtroppo continua.
Ora, siccome il lavoro di imprese e operatori e la stessa salute dei cittadini non possono essere condannati in perpetuo ad una riedizione punitiva del “gioco dell’oca” noi siamo decisi a far saltare questo assurdo e dannoso passatempo, affinchè le istituzioni pubbliche e la politica riconquistino il loro primato e affrontino senza piegarsi lo strapotere della mala burocrazia.

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