Mobilità Sanitaria 2015: rosso della Basilicata di 24,5 milioni di euro

20 marzo, 2017 14:41 |
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“E’di 24 milioni e 507mila euro il costo per le finanze regionali del saldo 2015 fatto registrare dalla Basilicata sulla mobilità sanitaria, che sta a significare come il lucano va alla ricerca di cure migliori o più sollecite in altre Regioni d’Italia“.
A sostenerlo è Michele Napoli, Presidente del Gruppo Forza Italia di Basilicata, che nel commentare le tabelle diffuse qualche giorno fa dai quotidiani a seguito dell’Accordo raggiunto in Conferenza delle Regioni per la regolazione dei flussi finanziari connessi alla mobilità degli assistiti per gli anni 2014-2015aggiunge “ la mobilità sanitaria è la rappresentazione fedele della qualità e dell’efficacia dell’assistenza sanitaria ed indica che coloro i quali si ricoverano in ospedali fuori regione lo fanno a ragion veduta, sostenendo di tasca propria molte spese connesse al ricovero ed allontanandosi dai propri affetti e dai propri interessi”.
“ Come ormai da anni è tradizione – prosegue Napoli – la Basilicata, pur non essendo assoggettata a piano di rientro, è tra le Regioni che in tema di mobilità sanitaria ci rimette di più, nonostante sia circondata da realtà territoriali tutt’altro che attrattive per quanto concerne l’offerta di servizi sanitari”
“Le regioni nostre confinanti – ha evidenziato il Capogruppo di Forza Italia – sono quasi tutte in piano di rientro e fanno registrare saldi di mobilità, cioè differenze tra quanto spendono per i residenti che si ricoverano fuori regione e quanto incassano per i non residenti che si ricoverano negli ospedali di quelle regioni, assai negativi per diverse centinaia di milioni di euro”.
“ Il saldo positivo di mobilità sanitaria fatto registrare dal Molise, positivo per oltre 25 milioni di euro deve insegnarci qualcosa- conclude l’esponente azzurro – perché è la testimonianza di come i piccoli territori possano generare virtuosismi in un ambito sensibilissimo quale quello delle risposte alle esigenze di cure della popolazione, puntando su strutture di eccellenza, come l’Istituto Neurologico di Isernia, in grado di frenare la migrazione sanitaria ed incrementare la mobilità sanitaria attiva”.
Per Napoli un esempio da seguire, replicando l’esperienza di buone pratiche come il centro di reumatologia diretto dal professore Olivieri.

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