Di cosa si ammalano lucani e campani? Inchiesta dei senatori Petrocelli e Pepe del Movimento 5 Stelle

11 settembre, 2013 13:19 |
Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Vito Petrocelli e Bartolomeo Pepe, due senatori del Movimento 5 Stelle, in una nota congiunta raccontano la strada alternativa e insolita intrapresea per cercare di capire di cosa si ammalano i lucani e i campani. Di seguito il testo integrale.
«Se i registri delle patologie sono incompleti o volutamente parziali e se le indagini epidemiologiche non vengono attuate e soprattutto non sono retrospettive nei territori a forte inquinamento ambientale, abbiamo dovuto inventarci una strada alternativa e insolita per cercare di capire di cosa si ammalano i lucani e i campani. Insieme al chirurgo oncologo, Vincenzo Petrosino, abbiamo pensato, pertanto, di procedere all’inverso, chiedendo alle Aziende sanitarie locali della Basilicata e della Campania, non le percentuali epidemiologiche, ma i dati di esenzione ticket, per il periodo 2006/2013 e in relazione ad alcune gravi patologie degenerative, croniche e mortali, come l’asma, il parkinson, l’alzaheimer, i tumori, le neonatologie premature, l’ipo e ipertiroidismo e la tiroide di Hashimoto». In sintesi, se i dati scientifici non ce li hanno o non ce li vogliono fornire, ce li andiamo a prendere, in maniera diversa e ugualmente attendibile, ricorrendo una volta tanto alla burocrazia, al fine di capire il perché dell’incremento esponenziale di alcune patologie degenerative con causa ambientale.

Un pizzico di zinco a colazione, idrocarburi quanto basta a pranzo, una spalmata di diossina a merenda e, infine, giusto per non farsi mancare nulla, una cena non tanto light con il cancerogeno berillio e il tossico cromo. La dieta alimentare dei lucani e dei campani è sempre meno macrobiotica e sempre più da rifiuto industriale, piena di isotopi radioattivi, sostanze vietate e cancerogene. Dove i metalli pesanti, è il caso di dire, incominciano a pesare molto, tanto da radicarsi anche nel latte materno, nei tessuti muscolari, nella glia delle strutture neurologiche. Il risultato è, appunto, un incremento vertiginoso di diverse malattie degenerative, croniche e debilitanti.

L’inadeguatezza voluta dei sistemi di monitoraggio incrociati tra stato dell’ambiente e percentuali di patologie, rende sempre più difficile riempire i tasselli del quadro generale di cosa accade alla salute dei cittadini, dello studio dei necessari rimedi e, soprattutto, dei fenomeni inquinanti con relativi colpevoli. L’inquinamento della catena alimentare umana con metalli pesanti è infatti figlio di un sistema nazione (l’Ilva di Taranto o il petrolchimico di Ravenna insegnano) che insulta chi denuncia e protegge chi inquina, rendendo difficile, in assenza appunto di registri e dati epidemiologici attendibili, collegare le patologie umane alle condizioni ambientali dei singoli territori. Le due regioni meridionali sono emblematiche di una condizione di disastro che dovremmo definire eco-sociale. Disastro al quale sono arrivate per storia di reati ambientali uguali nella volontà e finalità, ma diversi per tipologia.

In Campania è soprattutto un problema di eco-mafia delle discariche, di politiche rivolte all’incenerimento dei rifiuti e di sversamenti abusivi di rifiuti tossici. In Basilicata, dove l’ex governatore Vito De Filippo strumentalizza a suo tornaconto politico i dati di un registro dei tumori ancora molto inattendibile perché assolutamente parziale, (http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?otype=1012&id=603326), è, invece, un problema sia di una politica di discariche che di un voluto e mancato controllo politico sui rifiuti di origine industriale e petroliferi, in una regione che è uno dei più importanti bacini idrici d’Europa.

Vito Petrocelli, portavoce lucano M5S al Senato della Repubblica

Bartolomeo Pepe, portavoce campano M5S al Senato della Repubblica

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Lascia un commento

7 commenti

  1. 4 anni  

    Grazie per in bocca al lupo…
    Spero che il progetto si estenda in Italia. Posso anticipare che proprio oggi ho ricevuto la telefonata dal distretto sanitario di Sala Consilina in Provincia di Salerno e mi hanno chiesto come desideravo ricevere i dati. Ho quindi avuto la certezza che Salerno e Provincia è pronta a fornire i dati, e non è cosa da poco. 😉

  2. 4 anni  

    Andrea

    Peccato che a chiedere queste informazioni siano solo qualche sporadico numero di parlamentari, gli altri dove sono a sbandierare promesse di lavoro e infrastrutture megagalarttche per chi poi, per una popolazione ammalata?
    E’ vero che c’è un prezzo da pagare, però soprattutto il rispetto delle regole e la trasparenza possono compensare e impattare con meno aggressione all’ambiente e alla salute dei cittadini.

    • 4 anni  

      Damiano

      infatti quella di Petrosino è una svolta epocale. Ma per favore, le chiacchiere stanno a zero, indifferentemente dalla posizione del Parlamento. I fatti! Dove sono i fatti!!!

      • 4 anni  

        Nakia Spizzo

        Un pò di pazienza, Damiano. In quattro giorni scarsi dubito che abbiano gìa vagliato i dati di un’intera regione. Per pubblicare i fatti (dati certi, non parziali, indiscutibili, di valenza scientifica e volendo, giuridica) ci vuol tempo e personale. Continua a seguire l’impresa, prendi appunti e interessati. Anzi, se ne hai le capacità e ti trovi in zona dai loro una mano.