Mostra “La commedia paesana” con fischietti di terracotta, dipinti e disegni di Vito Moccia – spazi espositivi “ziamariabonora” – Ferrandina

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Mercoledì 21 agosto 2013 a Ferrandina nello spazio espositivo “ziamariabonora” sarà inaugurata la mostra “La commedia paesana” con fischietti di terracotta, dipinti e disegni di Vito Moccia. La mostra resterà aperta dal 21 al 25 agosto 2013 dalle ore 19 alle 24.

Solo un artista che ama profondamente la sua terra natia può rappresentarla con tutto il cuore e il sentimento, cogliendone l’anima, lo spirito, la cultura della sua gente. E’ quanto accade ogni giorno a Vito Moccia, maestro dell’antica arte della terracotta, che nella sua bottega di Rutigliano dà vita a una serie di personaggi, straordinari per la loro originalità, espressività e per le loro singole storie, che rappresentano un coloratissimo spaccato sociale di quella Puglia, popolare e laboriosa, che tanto avrebbe affascinato Federico Fellini.

L’iniziativa rientra fra quelle comprese nella rassegna “La Cupola Verde-Estate 2013”, organizzata dall’omonima associazione locale con la collaborazione del Centro di aggregazione giovanile. E rappresenta, questa di Ferrandina, anche la prima mostra personale in Basilicata di questo artista che vanta una notorietà anche oltre i confini nazionali, come confermato dal successo della recente rassegna delle sue opere a Chicago e che in ottobre si trasferirà a New York. Per non parlare, poi, di numerose mostre e riconoscimenti ricevuti in diverse località italiane, fra cui l’aggiudicazione di diverse edizioni del “Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta” di Rutigliano, che si tiene ogni anno (dal 17 gennaio per una settimana) in occasione della festa di S.Antonio Abate.
Vito Moccia si è formato al Liceo artistico e all’Accademia di Belle Arti di Bari. Dotato di un segno grafico “graffiante” e ironico, è ben presto passato dal disegno alla lavorazione dell’argilla che nella sua Rutigliano costituisce una eredità che viene da lontano: dai vasai e artisti greci che creavano con questo materiale persino i giocattoli per i bambini, e dai maestri fornaciai succedutisi a partire dal Medioevo. Vito ha iniziato così a rappresentare quella Puglia fatta di gente semplice, cotta dal sole nei campi, con lo sguardo spesso attonito, stralunato, a volte sfigati ma non rassegnati, gente che comunque non si arrende e che tra la terra da coltivare e le più disparate botteghe trova sempre come guadagnarsi la giornata. Nascono in questo modo, e si ritrovano ne “La commedia paesana”, fischietti variopinti di personaggi che potrebbero sembrare quasi inverosimili al giorno d’oggi; e che, invece, ancora esistono e affollano le feste patronali, le fiere, le sagre di paese, le ville comunali e le piazze di quella terra pugliese assolata e affascinante dove Moccia trova mille motivi per ispirarsi. Nella sua vastissima galleria si incrociano, con colori festosi tipici della creatività popolare,   “L’imbianchino”, “Il barbiere”, “Lo spazzino”, “Il bandista con il trombone”, “Il confratello”…insieme ad altri personaggi più rappresentativi come “Il sindaco”, “Il prete”, “Il carabiniere”, “Il maestro di scuola”. E per sbalordire ancora, questo “teatrino di paese” si arricchisce persino di alcune scene di vita quotidiana: “Il trasloco”, “Il motocarro”, “La tavola degli sposi”, “La confessione”, “La passeggiata in Lambretta”, “La cassarmonica”… ed altre storie.
Di fronte a questo esilarante e irripetibile carosello ci si rende conto che per creare e fare arte bisogna sapersi guardare intorno, e coglierne sollecitazioni e suggestioni capaci di far partire una matita, un pennello e un pezzo d’argilla. Farlo a Rutigliano o a New York ha poca importanza. Vito Moccia ce lo dimostra ogni giorno nella sua incantevole bottega di via Generale Dalla Chiesa, dove lavora con un feeling straordinario con Rosa Pagliarulo.

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