W la Trottola: Sergio Laterza svela la sigla di Matera 2019. Valentino Blasone: “Matera 2019, iniziando a costruire il 2020”

8 Gennaio, 2019 09:20 |
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In esclusiva su SassiLive per la rubrica satirica “W la trottola” l’irriverente Sergio Laterza svela la sigla della cerimonia inaugurale di Matera capitale europea della cultura 2019. E’ il noto successo dei Jalisse, “Fiumi di parole”, questa volta rigorosamente in inglese.

In vista della cerimonia inaugurale di Matera 2019 riceviamo e pubblichiamo una nota del cittadino materano Valentino Blasone.

Valentino Blasone: “Matera 2019, iniziando a costruire il 2020”.

Alla fine ci siamo. Ci siamo quasi.
Il tanto atteso 19 gennaio 2019 è ormai alle porte. Si contano i giorni, le ore, i minuti.
L’immaginario collettivo del count down (visto che quello reale, annunciato a più riprese dal Direttore della Fondazione, non è stato mai installato) conduce l’intera comunità cittadina a focalizzarsi sull’evento ormai prossimo, definito unico, storico, irripetibile.
Da lontano, da materano che vive e lavora all’estero, emigrante come tanti sebbene nel comfort della business class, colgo l’emozione nelle parole del nostro Sindaco che racconta dell’episodio di Henry Cartier Bresson che, arrivato a Matera nei primi anni ’50, rimase stupefatto di fronte alla meraviglia della Chiesa del Purgatorio (peraltro di recente ignobilmente scalata da presunti artisti saltimbanchi amici degli amici, giusto per non dimenticare!).
Bene, vorrei proprio prendendo spunto dalle parole del nostro Sindaco, che scolpisce nelle nostre emozioni il passaggio dall’essere vergogna nazionale all’orgoglio dell’appartenenza, superare questa narrazione, un po’ posticcia a dir il vero, della città della miseria e del Cristo si è fermato ad Eboli di Levi e piuttosto sposare quella pasoliniana, di un luogo autentico, sì povero ma infinitamente ricco di storia, della storia dell’uomo, della nostra storia fatta di accoglienza e condivisione, ora, nel passato, speriamo nel futuro, da sempre.
Vorrei che si raccontasse nell’anno della Capitale, la Matera crocevia di popoli e di nazioni, di fuggiaschi e di scampati delle guerre come lo erano i monaci bizantini, di tradizioni millenarie distanti e diverse, che qui hanno trovato sintesi e sedimentazione.
E allora, e mi rivolgo al nostro Sindaco Raffaello De Ruggieri, perchè non farsi promotori di accoglienza dei 49 diseredati che ancora oggi sono ostaggio di una nave nel mezzo del Mediterraneo, il nostro mare, la madre della nostra cultura?
Offra il Sindaco la nostra ospitalità, scrivendo al Presidente del Consiglio Conte e facendo di questa storia la nostra bandiera.

E qui vado ad una considerazione ulteriore. Non vuole essere una critica, tra quelle tacciate come al solito di disfattismo, ma voglio, continuando nel ragionamento sulla nostra storia, affermare che l’idea del Passaporto di Matera 2019 è offensiva per la città, irriguardosa dei nostri sentimenti, becera nei confronti della nostra storia.
Matera è da sempre una città aperta che non chiede documenti di riconoscimento, né di appartenenza, ma accoglie e offre quello che ha: la sua bellezza, la sua autentica condivisione, le sue grotte, le sue case, il suo pane.
Chiedo quindi al Presidente della Fondazione Adduce e al Direttore della Fondazione Verri di abbandonare l’idea del passaporto, tanto più che come dichiarato dallo stesso direttore, non c’è nessun motivo di budget che necessita ulteriori introiti.
Siano tutte le manifestazioni libere ed aperte, fino ad esaurimento posti.
Sia Matera la città che rifiuta i muri, i confini, i passaporti.
Sia Matera la Capitale dell’uomo, da ovunque esso arrivi, così come è sempre stato nella sua storia di 10 mila anni.

Auguro quindi alla mia città, nel clamore della festa, di riscoprire il silenzio e il mistero della propria autenticità, del rispetto dei luoghi, del rispetto della natura e dell’uomo, rispetto che in questi anni di rincorsa all’evento 2019 si è molte volte perso, è stato bistrattato, violentato.

Auguro a Matera Capitale di iniziare un percorso nuovo, diverso, autentico, che ci porti al 2020 nella consapevolezza di costruire un nuovo modello di vita cittadina avendo noi avuto il diretto esempio millenario che un altro modello di città può essere costruito coniugando il rispetto dell’ambiente e dell’accoglienza del nuovo.
Che Matera continui ad essere città aperta e senza confini, la millenaria casa dell’uomo, da qualsiasi parte esso provenga. E’ infatti questa, da sempre, la nostra inesauribile modernità.

Valentino Blasone

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