Presentato nel Museo Ridola di Matera il progetto Uisp “Archeogiocando”

21 aprile, 2017 16:32 |
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Presentato in mattinata nel Museo Ridola di Matera il progetto Uisp “Archeogiocando”, che si promuove di testare e modellizzare una proposta educativa che favorisca la valorizzazione e fruizione attiva del patrimonio culturale da parte dei giovani, basata sulla co-progettazione di percorsi sportivi nei siti archeologici del territorio. A tal fine sono stati attivati su tutto il territorio nazionale 8 laboratori sperimentali nelle Scuole Secondarie di 1° grado. Matera ha svolto le proprie attività presso l’Istituto Comprensivo “Minozzi-Festa”, con gli studenti di scuola media, classi 1°A e 1°C. Il sito scelto per l’attività fuori dalla scuola è stato individuato nel Parco della Murgia Materana, presso località Madonna delle Vergini.

Il progetto è stato illustrato dalla responsabile del Museo Ridola Antonella Carbone, dal dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Nicola Festa”  Maria Rosaria Santeramo e dl responsabile del progetto Archeogiocando per Uisp Matera, Peppe Pecora.

Perno del progetto è la convinzione che lo sport e l’approccio della co-progettazione possano rivelarsi strumenti particolarmente utili per favorirne forme di fruizione attiva di siti archeologici da parte dei giovani, e in particolare dei giovani in condizioni di svantaggio e vulnerabilità sociale.
Il bene culturale è di per sé stesso una risorsa che può contribuire in modo significativo all’arricchimento personale e sociale. La fruizione attiva del patrimonio culturale contribuisce, infatti, ad alimentare il senso di appartenenza e di identità, e produce ricchezza spirituale, personale, sociale, civile e anche economica per lo sviluppo locale e la crescita occupazionale.
Gli sport scelti sono anche frutto di una ricerca sugli sport delle origini dando pertanto sviluppo a laboratori di tiro con l’arco (con realizzazione di archi rudimentali), corsa, orienteering, trekking.
Non minore rilevanza è stata data a laboratori di studio del territorio attraverso l’analisi e la rielaborazione in chiave creativa e ludico/motoria dell’età Neolitica nella città di Matera e alloa rivisitazione di forme artistiche quali la ceramica di Serra d’Alto.

Per presentare le attività finora svolte ed invitare la cittadinanza alla festa finale del progetto prevista per sabato 6 maggio presso l’area di Madonna delle Vergini sono intervenuti alla conferenza odierna:
– Il coordinatore del Progetto Archeogiocando Matera Giuseppe Pecora;
– Gli operatori/esperti UISP impegnati nel Progetto: Francesco Paolo Grieco, Dina Gaudiano, Marìca Montemurro, Giuseppe De Ruggieri;
– I professori Rosanna Bianco e Tommaso Del Giudice in rappresentanza di tutti i docenti delle classi coinvolte nel Progetto;
– La Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Minozzi-Festa” Maria Rosaria Santeramo;
– La Dott.ssa Maria Antonietta Carbone, responsabile Attività Didattiche del Polo Museale di Basilicata – Museo “Ridola”;
– Gigi Esposito – rappresentante dell’Ente Parco della Murgia Materana;
– Vittorio Brizzi – responsabile nazionale della Valutazione Scientifica del Progetto Archeogiocando.

La scheda del progetto

Archeogiocando: co-progettazione di percorsi sportivi nei siti archeologici per la fruizione attiva del patrimonio culturale

Il progetto ha valenza Nazionale. Le iniziative previste si svolgeranno in 8 Regioni e coinvolgeranno altrettanti siti archeologici.

BASILICATA/Matera  (Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano )
FRIULI VENEZIA GIULIA/Gorizia (Siti di Romans d’Isonzo e San Canzian d’Isonzo)
MARCHE/Fabriano (AN) (Attidium Romanum e Parco archeologico di Sentinum)
PUGLIA/Taranto MISpa (Museo Ipogeo Spartano città vecchia di Taranto); Riserva marina “Palude la Vela”
SARDEGNA/Oristano (Domus de Janas dipinta di Mandras, Ardauli)
SICILIA/(TP), sito preistorico di Malummeri (Paceco); Grotta di Calamancina e Grotta dei Cavalli  (San Vito Lo Capo), Grotta Emiliana (Bonagia)
UMBRIA/Perugia (Ipogeo dei Volumni, località Ponte San Giovanni)
VALLE D’AOSTA/Aosta (AO) (Teatro Romano – Area megalitica St. Martin De Corleans)

Durata: 12 mesi
Ente proponente: UISP – Unione Italiana Sport Per tutti
Finanziamento:Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito della legge 383/2000 – F/2013

Sintesi del progetto
Obiettivo del progetto è quello di testare e modellizzare una proposta educativa atta a favorire la valorizzazione e fruizione attiva del patrimonio culturale da parte dei giovani, basata sulla co-progettazione di percorsi sportivi nei siti archeologici del territorio. A tal fine è prevista l’attivazione di 8 laboratori sperimentali da realizzarsi nelle Scuole Secondarie di 1° grado distribuite su tutto il territorio nazionale.
Alla base del progetto vi è da un lato la constatazione di una scarsa motivazione personale negli adolescenti verso la fruizione del patrimonio culturale, dall’altro lato, la convinzione che lo sport e l’approccio della co-progettazione possano rivelarsi strumenti particolarmente utili per favorirne forme di fruizione attiva da parte dei giovani, e in particolare dei giovani in condizioni di svantaggio e vulnerabilità sociale.
Il bene culturale è di per sé stesso una risorsa che può contribuire in modo significativo all’arricchimento personale e sociale. La fruizione attiva del patrimonio culturale contribuisce, infatti, ad alimentare il senso di appartenenza e di identità, e produce ricchezza spirituale, personale, sociale, civile e anche economica per lo sviluppo locale e la crescita occupazionale.
Da qui nasce l’idea di proporre ai giovani (10-14 anni) modalità di fruizione del patrimonio culturale più stimolanti e motivanti, in particolare quella di esplorare le potenzialità dei siti archeologici del proprio territorio come spazi di aggregazione a carattere sportivo oltre che di interesse prettamente culturale, e di farsi attori di una co-progettazione dei percorsi sportivo-culturali negli stessi siti. Gli sport scelti saranno anche frutto di una ricerca sugli sport delle origini (come il tiro con l’arco, la corsa, il salto in lungo), che verrà condotta a scuola come parte integrante del percorso laboratoriale. Laddove possibile, le attrezzature sportive verranno realizzate dagli stessi ragazzi.

Obiettivo e risultati attesi
• Testare un modello di intervento volto a favorire la fruizione attiva del patrimonio culturale da parte dei giovani, attraverso la co-progettazione di percorsi sportivi nei siti archeologici del territorio;
• Diffondere nelle comunità locali oggetto di intervento la cultura della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale;
• Avvicinare i giovani alle proposte culturali del proprio territorio;
• Rielaborare gli spazi archeologici anche come spazi di aggregazione giovanile a carattere sportivo;
• Promuovere forme di cittadinanza attiva e responsabile degli adolescenti;
• Promuovere spazi di collaborazione fattiva tra i diversi soggetti che sul territorio sono impegnati nel mondo della cultura e dell’adolescenza;
• Informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche e sulle opportunità oggetto dell’intervento;
• Accrescere le competenze degli educatori sui temi in oggetto;
• Favorire nei giovani partecipanti al progetto la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio ambientale e storico-artistico presente sul territorio di riferimento e stimolare la motivazione personale alla sua fruizione;
• Promuovere tra i ragazzi la conoscenza degli sport delle origini;
• Creare un momento di crescita personale per i giovani coinvolti, in sinergia con il territorio;
• Accompagnamento dei partecipanti anche nella fase post progetto (sostenibilità) allo scopo di evitare l’effetto “dissolvenza”.

Azioni e metodologia
Il progetto della durata di 12 mesi (15 luglio 2016 -14 luglio 2017) prevede una prima fase in cui si costituiranno le unità locali di lavoro e in una logica di rete e di sistema, una regia nazionale monitorerà il lavoro svolto nei territori e garantirà lo scambio di informazioni tra di essi. Si procederà poi al coinvolgimento dei beneficiari e la sperimentazione si baserà sulla co-progettazione con gli studenti dei percorsi sportivi sia nella fase di pianificazione sia in quella di organizzazione delle attività, secondo un modello di autoformazione condivisa dal e nel gruppo (peer education) metodologicamente valida ai fini di un miglioramento delle capacità creative e di un agire efficace e positivo: i ragazzi assumono così un ruolo attivo e propositivo e si incentiva l’autogestione delle attività. In particolare gli adolescenti verranno portati nei siti archeologici dove realizzeranno percorsi sportivo-culturali, declinati a seconda di caratteristiche e storia del territorio e del sito archeologico stesso. Gli sport scelti saranno anche frutto di una ricerca sugli sport delle origini (tiro con l’arco, corsa, salto in lungo) condotta a scuola come parte integrante del percorso laboratoriale. E’ prevista anche l’organizzazione di un evento finale locale interamente ideato e realizzato dai ragazzi.
Il progetto sarà monitorato e valutato da un soggetto esterno, per favorire il processo di trasferibilità e riproducibilità, seguendo tecniche di ricerca quali: questionari ex ante ed ex post, interviste in profondità e focus-group, osservazione partecipante. Sarà elaborato un rapporto sull’efficacia della pratica sportiva nella valorizzazione del patrimonio culturale e al termine del progetto è prevista anche la realizzazione di un book fotografico che raccolga le 8 esperienze.
La fotogallery della conferenza stampa (foto www.SassiLive.it)

 

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