Moni Ovadia e Piergiorgio Odifreddi a Matera per discutere di “Ebraismo e Matematica. Dalla Bibbia alle medaglie Fields”: report, interviste e foto

11 Dicembre, 2019 00:12 |
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“Ebraismo e Matematica. Dalla Bibbia alle medaglie Fields”. E’ il tema dell’incontro promosso questa sera nell’Auditorium Gervasio. Protagonisti Moni Ovadia e Piergiorgio Odifreddi, che hanno ripercorso l’uso cabalistico che gli Ebrei hanno fatto nell’antichità dei numeri nella gematria, raccontando le storie dei più famosi matematici ebrei della modernità.
L’evento ha concluso il ciclo di appuntamenti pubblici legati alla grande mostra di Matera 2019 La poetica dei Numeri primi, coprodotta da Fondazione Matera Basilicata 2019 e Polo Museale della Basilicata con la direzione scientifica dello stesso Odifreddi.
Nel Primo Libro dei Re si trova infatti un brano da cui sembra che gli Ebrei usassero 3 come valore di pi greco (approssimato invece dai Greci con il famoso 3,14), mentre il 25% delle medaglie Fields, l’analogo del premio Nobel per la matematica, sono andate a ebrei. I due esperti illustreranno quindi il percorso di un popolo che è partito in maniera tanto approssimativa nel campo della matematica, ed è arrivato a esserne l’avanguardia più avanzata.

L’incontro in Auditorium è stato preceduto da un’altra iniziativa pomeridiana promossa nell’Open Dome allestita in Piazza San Francesco, in cui Piergiorgio Odifreddi ha raccontato il progetto La poetica numeri primi, una mostra che ha riscontrato un grande apprezzamento da parte del pubblico, in particolare di quello scolastico, non solo a Matera ma anche a Metaponto, tanto da essere prorogata anche nel prossimo anno. Una mostra in cui i visitatori possono scoprire le opere esposte a Palazzo Acito a Matera fino al 20 gennaio 2020 e quelle presenti nel Museo Archeologico di Metaponto fino al 28 febbraio 2019.

Per Moni Ovadia è stato un gradito ritorno all’auditorium Gervasio Matera. Il 13 febbraio scorso si era esibito per il concerto “Parole di cartone” della rassegna “Matera in musica”, una “cantata” per voci recitanti, orchestra classica e orchestra popolare insieme a Annalisa Canfora e l’Orchestra della Magna Grecia, musicata da Mario Incudine e orchestrata da Valter Sivilotti.

Di seguito le intervista rilasciate prima della conversazione all’Auditorium dai due protagonisti, Piergiorgio Odifreddi e Moni Ovadia.

Piergiorgio Odifreddi, soddisfatto del risultato raggiunto con le sue mostre, visto che ci sarà anche una proroga?: “La proroga della mia mostra fino al 28 febbraio anche se io avrei preferito che si chiudesse il 14 marzo giorno del pi gre, 3,14 dove 3 indica marzo e 14 il giorno, è una buona notizia, è un bel successo, vuol dire che c’è stata una risposta delle scuole e del pubblico positiva e potrebbe andare avanti all’infinito volendo, sarebbe una cosa molto matematica in fondo”.

Questa sera parte un nuovo esperimento, questo talk con Moni Ovadia, come è nata questa collaborazione? “E’ un modo di guardare alla matematica dal mio punto di vista un po’ diverso dal solito e per Moni è un’occasione per pensare ad un aspetto fondamentale dell’ebraismo che viene trascurato, perchè appartiene ad un altro campo. Mettendoci insieme con due background differenti cerchiamo di dare un’immagine composita di quella che è stata la matematica da una parte e l’ebraismo dall’altra”.

Matera 2019 è stata raccontata da Odifreddi anche a Dublino, come è andata? “Ho parlato all’Istituto Italiano di Cultura di Dublino perchè nel 2020 una delle due capitali europee della cultura sarà in Irlanda. Ho raccontato quello che abbiamo fatto a Matera, le varie manifestazioni matematiche, le mostre di Metaponto e Matera e gli eventi fatti nel weekend di apertura del 22 giugno, Piero Angela a Metaponto, il premio Nobel per la Letteratura John Maxwell Coetzee, Nicola Piovani con la sua Orchestra, i professori Paolo Zellini e Alberto Conte e questa sera con Moni Ovadia. So che il prossimo mese andrà Verri a Dublino anche per una sorta di passaggio di consegne con gli organizzatori della città irlandese capitale europea della cultura nel 2020 (Galway – ndr)”.

Qual è il messaggio che lascia Odifreddi alla città dei Sassi dopo aver presentato le sue attività culturali per Matera 2019? “Il messaggio è duplice, innanzitutto conoscere la città. Io la conoscevo, ero già venuto qualche volta prima ma è importante poterla frequentare più regolarmente e conoscerla da vicino perchè è una città straordinaria, unica nel suo genere. E’ un attrattore per venire a vedere la città. Per quanto mi riguarda il fatto che la matematica sia considerata la cenerentola delle scienze, una disciplina poco amata, temuta e non tenuta vicino, con queste attività culturali siamo riusciti a farla vedere in un set completamente diverso, da film di James Bond come è accaduto quest’anno e far capire che la matematica non è soltanto una materia arida che tutti immagino ma bensì ha collegamenti con la letteratura con Coetzee, la musica con Piovani, la pittura con le mostre, quella della simmetria e Metaponto e le tre artistiche di Matera. Ovviamente c’è la matematica di per sè, è importante per quello che fa e la grande mostra di Metaponto fa proprio quello, cerca di mostrare i numeri, le figure geometriche, quali sono le loro origini, le loro proprietà, le loro utilizzazioni e applicazioni. Credo che è stato un beneficio mutuo. Noi siamo stati contenti di aver presentato la matematica in una maniera diversa e siamo stati contenti di averla presentata qui e di godere noi stessi della città”.

Moni Ovadia, come è nata questa iniziativa culturale con Piergiorgio Odifreddi: “Per me è un privilegio avviare questa nuova iniziativa con Odifreddi, che assume alcune qualità importanti nel nostro Paese, una profonda intelligenza, una competenza assoluta nella sua materia e anche una capacità brillante di divulgare. Io sono una vera peste per quanto riguarda la matematica ma ho ripreso il rapporto con i numeri, un rapporto fondamentale anche con i processi logici, la logica del paradosso, l’illogica della logica nell’umorismo ebraico. Ci troviamo bene a proporre questa cosa e speriamo che il pubblico la apprezzi sempre di più. Sarebbe sopratutto un onore per me se riuscissi a dare questo contributo, far capire quanto la scienza non solo sia importante ma sia anche bellissima e divertente”.

Ci può svelare un anedotto che ha deciso di inserire nel suo incontro di questa sera? “C’è una storia dedicata al valore della lingua ebraica, una storiella che vede un signore ospite di un’altra persona che non è un suo amico ma ha ricevuto questa ospitalità tramite una terza persona. Questo ospitante è un uomo molto fastidioso, non lascia mai in pace il suo ospite. Un giorno gli chiede di provare ad indovinare quanti anni ha, l’ospite non ha voglia di rispondere ma l’ospitante insiste e diventa così assillante a tal punto che l’ospite è costretto a rispondere dicendo che per lui ha 60 anni. L’ospitante  gli chiede come ha fatto ad indovinare e l’0spite risponde con una battuta “matematica”: “E’ stato facile, io ho un nipote mezzo scemo che ha 30 anni”.

Ci avviciniamo alla cerimonia conclusiva di Matera 2019, quale messaggio vuole trasmettere alla comunità materana? “Io dico che Matera, città unica, perchè assomiglia solo a se stessa, io credo che la vocazione di Matera dovrebbe diventare quella di essere sempre capitale della cultura, di fare della cultura la sua forza. Se noi un giorno avremo la benedizione di avere una classe dirigente che capisce che i primi due punti dell’agenda politica dovrebbero essere istruzione, formazione e cultura, vivremmo in un altro mondo. Purtroppo sarà un lungo percorso ma Matera ha esperito questo ruolo di capitale della cultura. Tra l’altro questo è stato un anno particolare per me perchè l’altra capitale della cultura è stata Plovdiv, città della Bulgaria in cui sono nato. E’ stata una grande chance per Matera diventare luogo di incontri culturali, di produzione culturale, di attività culturale e di saperi. L’Europa questo deve fare. E’ inutile mettersi a gareggiare con i cinesi su certe forme di economie, lasciamole fare a chi a più agilità, l’Europa quindi deve essere il continente della cultura e Matera può essere una delle sue punte di diamante”.

Michele Capolupo

La fotogallery degli incontri con Moni Ovadia e Piergiorgio Odifreddi a Matera (foto www.SassiLive.it)

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