Metropolis Extra a Matera con la presentazione del libro “Fino alla fine. Romanzo di una catastrofe” di Angelo Mellone e il film “Due giorni, una notte” di Jean Pierre e Luc Dardenne

16 Ottobre, 2019 18:00 |
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Giovedì 17 ottobre 2019 dalle ore 19,30 nella Palestra Area 8 in Via XX Settembre a Matera per la rassegna Metropolis Extra 2019 è in programma la presentazione del libro “Fino alla fine. Romanzo di una catastrofe” di Angelo Mellone. Seguirà la proiezione del film
“Due giorni, una notte” di Jean Pierre e Luc Dardenne. (Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti).

Nella suggestiva location della “Palestra Area 8” inaugurata per l’occasione, il Festival Metropolis. Cinema e lavoro presenta l’interessante libro dal titolo “Fino alla fine. Romanzo di una catastrofe” (edizioni Mondadori), scritto da Angelo Mellone, giornalista e scrittore nato a Taranto.
L’incontro sarà introdotto da Alessandro Ventura e Beppe Recchia. A dialogare con l’autore sarà Stella Laforgia.
Tra cronaca, storia e invenzione narrativa. Questo romanzo narra della storia di Taranto e del suo impianto siderurgico, di quello che si delinea essere “teatro, palestra e sottoscala di una guerra civile in scala meridionale, dove si incontrano le generazioni passate, presenti e future”.
Tra l’amore per il territorio e l’odio per ciò che lo offende, si fronteggiano due sentimenti che discendono l’altro dall’uno (mai l’uno dall’altro).
A seguire è in programma la proiezione del film “Due giorni, una notte” dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne. I registi arrivati dal Belgio denunciano, che razza di carneficina sia diventato il mondo del lavoro votato, ancor più in tempo di crisi, al neoliberismo senza argini, all’ ossessione della performance alla concorrenza violenta fra persone egualmente ricattate, egualmente infine deboli. (…). Un film sulla «solidarietà, che è sempre una decisione, un atto morale, ed è ancora possibile». Sulla fine della politica che media fra gli interessi individuali in nome di quelli collettivi. È sparita dalla scena: la storia di Sandra non ha colore. E’ una faccenda di anime. II lavoro ai tempi del colera.” (Concita De Gregorio, ‘La Repubblica’, 21 maggio 2014)

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