Inaugurata la mostra “Carte de visite” di Maurizio Rebuzzini per rassegna “Mat 2019 – Coscienza dell’uomo” nello Spazio Galleria Cine Sud a Matera: report e foto

8 Novembre, 2019 09:05 |
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Inaugurata nel pomeriggio nello Spazio Galleria Cine Sud in via Passarelli 29-31 a Matera la mostra “Carte de visite” di Maurizio Rebuzzini per “Mat 2019 – Coscienza dell’uomo”. La mostra resterà aperta fino al 21 novembre, dalle 9:30 alle 13:00 e dale 16:30 alle 19:30. Ingresso libero.

Nuovi Spunti di riflessione a Matera per il prossimo appuntamento con Coscienza dell’Uomo. La rassegna fotografica prosegue a ritmo serrato anche nel suo quarto e ultimo trimestre e aggiunge un ulteriore tassello ad una rubrica che, mese dopo mese, non ha mancato di riservare piacevoli e significative sorprese. Dopo le immagini raccolte da Angelo Galantini in Saluti da, esposte dal 4 al 19 ottobre, nello Spazio Galleria Cine Sud, è stata inaugurata la mostra “Carte de visite”, alla presenza del curatore Maurizio Rebuzzini, dedicata alle fotografie d’epoca. Piccoli ritratti, immagini su cartoncino, di norma personalizzate con l’indicazione dello studio fotografico che le ha prodotte, le Carte de visite erano molto in voga tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Altro non erano che ritratti, realizzati in studio, di eleganti signore, composti signori o impacciati bambini che, in posa innaturale davanti alla fotocamera, consentivano al fotografo di ritrarli, non nascondendo, tra le pieghe della bocca o nella luce degli occhi, pensieri o stati d’animo. Trovandosi in mano una Carte de visite viene quasi da chiedersi, come suggerisce Rebuzzini, chi fossero quelle persone, come vivessero, quali i sogni, le aspirazioni. Se siano state felici, o meno. Ci soffermiamo sui volti, la postura, lo sguardo o il sorriso, l’abito, e giochiamo a costruire un probabile percorso, una ipotetica sequenza, magari scorretta, accostando tra loro le immagini per similitudine o discordanza, in base a cosa ci suggerisce l’animo nel momento in cui osserviamo quelle immagini. Da qui il perché di una mostra dedicata a questi piccoli ritratti, ormai in disuso, che capita di trovare nei mercati di antiquariato, in mezzo alle tante altre foto d’epoca, spesso del tutto anonime. Riflettere sul Tempo e, ancora una volta, sul potere evocativo della fotografia. Questo il valore della mostra che sarà visitabile fino al 21 novembre. Entrare in contatto con una di queste immagini altro non è che occasione per ricordare i tempi passati, ma soprattutto per stupirci davanti alla capacità della fotografia di riportare alla memoria epoche lontane, tradizioni e usanze del tempo che fu, risvegliare i ricordi di chi li ha vissuti o accendere la curiosità e l’immaginazione di chi quei tempi può solo immaginarli e desidera, magari, conoscerli.
La fotografia è ancora una volta, in Coscienza dell’Uomo, evocativa e riflessiva, occasione non tanto di immediata quanto effimera emozione ma di duratura riflessione. Perché davanti alle immagini proposte, innumerevoli sono gli Spunti di riflessione sul rapporto tra uomo e fotografia, tra arte e fotografia, e tra la fotografia e il contesto in cui si colloca. Mai mera rappresentazione, piuttosto strumento di comunicazione, molteplice punto di vista, occasione di narrazione, momento di condivisione. Ieri come oggi. Nasce così la mostra curata da Maurizio Rebuzzini che, con Carte de visite, propone il suo ultimo, fondamentale contributo ad un progetto maestoso, Coscienza dell’Uomo, di cui è direttore artistico. Nell’anno in cui la cultura in Italia sembrava aver trovato finalmente una casa in cui abitare, provare a sfondare quel muro di ignoranza, malcostume e imbarbarimento sociale sembrava impresa meno ardua, ma non meno entusiasmante per chi da tempo cercava spazio per lanciare una sfida. Proporre un modo diverso di fare fotografia, combattere quella mercificazione delle immagini e logica del profitto che ha tradito la missione del fotografo e ridotto ad effimera cartellonistica l’immagine fotografica. Ispirata a quella The family of man di Edward Steichen, Coscienza dell’Uomo si era proposta come una sfida allettante e irrinunciabile. Una visione di apertura, non di chiusura, che non intende insegnare nulla né impartire lezioni, ma soltanto argomentare, invitare alla riflessione, suscitare interrogativi, alimentare un ragionamento. E ciascuna delle mostre che hanno accompagnato questo lungo cammino sono andate nella “direzione di indirizzare verso l’osservazione piuttosto del giudizio”. Intenzioni che non sono state tradite, a differenza invece delle aspettative. “Soprusi istituzionali e difficoltà” hanno lasciato, infatti, l’amaro in bocca in chi ha curato un progetto con l’obiettivo di promuovere un risveglio delle coscienze e si trova, undici mesi dopo, con la consapevolezza che “certo establishment, anche fotografico, non accetta alcuna originalità di riflessione a scapito di uno status quo accomodante e conforme a interessi altri”. Dure le parole che Rebuzzini ha scelto per rivolgere un ultimo pensiero al pubblico di Coscienza dell’Uomo. Rimane la fierezza di aver guidato un progetto rimasto sempre fedele a se stesso, nonostante tutto, che ha mostrato sempre la stessa faccia, senza maschere né trucchi, riuscendo a mantenere la premessa inziale. La fotografia come forma di comunicazione in grado di “descrivere come e spiegare perché”, capace di accostarsi ad altre forme di comunicazione, come il cinema, il fumetto, la cartolina, le carte de visite appunto. Un lungo e articolato percorso ispirato al pensiero meridiano di Franco Cassano, che spiega, come evidenzia Rebuzzini, la scelta di autori italiani perché portatori di quella innata cultura, intesa come insieme di valori, necessaria per proporre la piccola rivoluzione che parte del Sud per andare contro la mercificazione dei sentimenti e dell’animo umano. “In un’epoca in cui per esaltare l’apparire a scapito dell’essere si teorizza che ciascuno “sia quello che fa”, Coscienza dell’Uomo ha invertito la sequenza del passo per ribadire che ognuno fa quello che è”. Così hanno è stato per gli autori, così per gli ideatori.
Il progetto è finanziato dalla Cine Sud di Catanzaro in collaborazione con Hasselblad, Canon, Nikon, Olympus, Panasonic, Sigma, Sony, Tokina-Howa, Toscana Foto Service che hanno reso possibile la realizzazione e la fruizione gratuita degli eventi.
Coscienza dell’Uomo è un progetto a cura di Francesco Mazza, Maurizio Rebuzzini e Antonello Di Gennaro.

Biografia di Maurizio Rebuzzini (1951)

Si occupa di fotografia dall’autunno 1972.
È anche raccoglitore di fenomenologie a sfondo fotografico .
Tra tanto altro, che appartiene alla sua vita quotidiana in fotografia, è editore e direttore di FOTOgraphia, mensile di riflessione fotografica.
Dall’Anno Accademico 2005-2006, è docente a contratto di Storia della Fotografia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Brescia). È curatore della sezione storica degli apparecchi fotografici al Museo Nazionale Alinari della Fotografia. È membro del Comitato scientifico del MA.CO.f / Centro della Fotografia Italiana, di Brescia.
Dal 1972 si occupa di fotografia per riviste di settore, come redattore, collaboratore o direttore editoriale. Scrive di linguaggio, tecnica e costume della fotografia applicando idee che, di fatto, abbattono i confini tra i diversi punti di osservazione: arriva al lessico fotografico partendo dalla presentazione di apparecchi (o fingendo di farlo), così come, con percorso analogo, inquadra e identifica l’apporto dell’applicazione tecnica quando affronta il linguaggio espressivo.
Tra i riconoscimenti professionali, il Premio Giornalistico Assofoto 1984, l’ambìto e prestigioso Horus Sicof, assegnatogli nel maggio 1997, il Trofeo Nazionale per la stampa specializzata (Benevento, 1999), il Premio Orvieto Fotografia 2004 e il Premio AIF alla carriera (aprile 2017).
È riconosciuto e stimato per un apprezzato e confortevole senso delle proporzioni

La fotogallery della mostra “Carte de visite” di Maurizio Rebuzzini (foto www.SassiLive.it)

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